Fondi di investimento, arriva Pramerica Sicav Low Carbon Euro

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Avatar di Redazione23 settembre 2019 | 10:09

 A fine 2018 si è raggiunto il massimo livello storico di emissioni di CO2 – oltre 50 giga tonnellate – a causa, in particolare, dell’utilizzo intensivo dei combustibili fossili, fino a poco tempo fa universalmente considerati uno dei principali motori della crescita economica in tutto il globo. Il loro utilizzo massivo, però, non rappresenta più una fonte sostenibile per il pianeta. Per rimpiazzarli sarà necessario triplicare il nostro uso di energia a zero o a basse emissioni di carbonio entro il 2025.

É per contribuire positivamente al raggiungimento di questo nuovo scenario di sviluppo – sempre più stimolato e regolamentato da organizzazioni sovranazionali, tra le quali le Nazioni Unite e l’Unione europea – che Pramerica SGR ha intrapreso la gestone di Pramerica Sicav Low Carbon Euro.

Il comparto è una soluzione di investimento bilanciata che combina le opportunità di crescita offerte dai mercati azionari e obbligazionari, investendo in strumenti finanziari principalmente denominati in Euro. Questi strumenti vengono selezionati sulla base di criteri ESG (Environmental, Social, Governance), privilegiando quelle aziende che, nello sviluppo del proprio business, ripongono esplicita attenzione alla limitazione di emissioni di carbonio (CO2) nell’atmosfera.

Pramerica Sicav Low Carbon Euro adotta una strategia di investimento che integra le valutazioni finanziarie tradizionali con considerazioni ambientali, sociali e di governance nella selezione dei titoli azionari e obbligazionari da inserire in portafoglio. A livello di asset class, il comparto ha un’esposizione all’azionario che può oscillare da un minimo del 20% a un massimo del 70%, mentre la componente obbligazionaria può rappresentare fino all’80% del portafoglio; all’interno di quest’ultima, il peso delle emissioni societarie e governative high yield – un’asset class con potenzialità di rendimento interessanti a fronte di un incremento del livello di rischio – o senza rating non potrà mai superare il 10%.

Questa strategia è quindi in grado di costruire un portafoglio bilanciato di strumenti di debito, del mercato monetario e di strumenti azionari per conseguire una crescita di lungo termine tenendo conto, per tutte le asset class, delle caratteristiche ESG degli emittenti.

Il contenimento della produzione di anidride carbonica (CO2) è un obiettivo fondamentale da raggiungere per uno sviluppo sostenibile e anche il mondo della finanza deve offrire il proprio contributo in questa direzione”, ha commentato Andrea Ghidoni, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Pramerica SGR, aggiungendo ”la crescente attenzione verso la sostenibilità sta innescando una spirale positiva alimentata da tutti i soggetti coinvolti: i policy maker, i player finanziari e gli investitori finali; essa è in grado di innescare un’ulteriore accelerazione di questo processo virtuoso, concorrendo al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e dell’Unione europea e, contemporaneamente, creando sempre più opportunità di investimento legate a un’economia sempre meno impattante dal punto di vista climatico. D’altra parte, vi sono già oggi evidenze che dimostrano che gli investimenti in soluzioni sostenibili non vadano a discapito dei rendimenti: negli ultimi cinque anni l’indice MSCI World Low Carbon Leaders ha offerto una performance migliore rispetto all’indice MSCI World.”

A riprova di quanto sopra affermato, una recente ricerca ha messo in luce il crescente impatto dei temi ambientali, sociali e di governance sul pricing di azioni e corporate bond. In particolare, nel 2017 solo il 24% degli intervistati nel sondaggio ha risposto che l’influenza dei fattori ambientali incide “spesso” o “sempre” sul pricing delle azioni, ma la percentuale aumenta, arrivando a toccare il 54%, quando viene chiesto quanto tale incidenza peserà a distanza di 5 anni, ossia nel 2022; lo stesso è accaduto riguardo all’impatto sul pricing dei corporate bond, dove si è passati dal 18% segnato nel 2017 a una proiezione del 44% per il 2022.


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