Amiral Gestion, uno sguardo sui mercati alla fine dell’anno

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Avatar di Redazione2 ottobre 2019 | 12:42

Si sa che investire all’interno dell’attuale contesto di mercato richiede una costante riflessione in chiave prospettica. Noi oggi vi proponiamo quella di Francisco Rodríguez D’Achille, Head of Institutional Business Development presso Amiral Gestion. Ecco la nostra intervista esclusiva.

Ci stiamo incamminando verso l’ultimo trimestre del 2019. Qual è il primo bilancio di quest’anno sul fronte degli obiettivi che vi eravate posti e dei risultati raggiunti.

In Italia il nostro modello dei sub-portafogli e il fatto di aver raggiunto un track record di enorme successo sta piacendo particolarmente al mercato. Il feedback iniziale, dopo i primi 6 mesi di attività commerciale, è francamente positivo. Siamo convinti che le nostre caratteristiche distintive: capitale della società nelle mani degli impiegati, approccio Value Investing di taglio conservativo e il nostro modello dei sub-portafogli, ci apriranno un espacio rilevante nei portafogli dei clienti italiani. Il nostro compromesso è quello di lavorare per raggiungere ancora in futuro gli ottimi risultati che fin’ora siamo stati in grado di offrire.

Il mercato presenta tanti temi caldi, dalla guerra commerciale Usa-Cina, passando per il nuovo QE di Mario Draghi, arrivando fino all’ultimo shock petrolifero. Di fronte a questo scenario complesso, quali pensate possano essere le scelte di asset allocation più ragionevoli da attuare?

Rimanendo nell’ambito del l’analisi fondamentale siamo d’accordo sul fatto di essere in una tappa matura del ciclo economico. Questa conclusione a noi ce la da il Per de Shiller, indicatore che utilizziamo per stabilire la nostra asset allocation ottimale. Ad oggi, con un Per attorno ai 24x e se si confronta con la sua media storica di 16,5x, crediamo che bisogna essere cauti, basando le nostre scelte di investimento sul l’analisi fondamentale e la gestione attiva, quella capace di scollegarci di fronte ad uno scenario di rallentamento economico globale.

Coerentemente con questo scenario, su quali prodotti state particolarmente puntando?

I nostri prodotti core sono Sextant Grand Large, Multiasset flessibile globale, che utilizza il Per de Shiller per stabilire la sua esposizione all’equity globale. È da lato obbligazionario, Sextant Bond Picking, una strategia flessibile a livello di emittenti è completamente globale per poter sfruttare le inefficienze che possano presentare le diverse zone geografiche. Bisogna avere la suficiente flessibilità oggi per poter arrivare lì dove altri non possono o non vogliono; quelle per noi sono le fonti di alpha.

Il 2020 non è troppo lontano. Avete già qualche progetto in cantiere per il nuovo anno?

L’Italia rappresenta un proietto di sviluppo prioritario per la società e stiamo dando segnali forti al mercato di compromesso a lungo termine. La crescita in termini di risorse e l’ampliamento dei servizi per i clienti di taglio wholesales e istituzionali sono già sul tavolo di lavoro.

 

 

 

 


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