TCW, è sempre tempo di income

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Avatar di Redazione14 ottobre 2019 | 15:34

Stephen Kane, co-gestore del fondo TCW Funds – TCW Income di TCW sarà a Milano il 15 e 16 ottobre per una serie di incontri con gli investitori italiani. Noi di Bluerating abbiamo colto l’occasione per intervistarlo in esclusiva sui temi caldi del mercato in vista di questa visita.

Il mercato presenta tanti temi caldi, dalla guerra commerciale Usa-Cina, passando per il nuovo QE di Mario Draghi, arrivando fino all’ultimo shock petrolifero. Di fronte a questo scenario complesso, quali pensate possano essere le scelte di asset allocation relative al mondo obbligazionario più ragionevoli da attuare?

In effetti, il contesto macroeconomico globale è diventato molto più incerto negli ultimi anni, con una crescita generalizzata del populismo nel mondo sviluppato che ha creato difficoltà nelle relazioni tra Paesi e generato una brusca riduzione nel commercio globale e un conseguente calo della manifattura. I rischi di ribasso sono ulteriormente accentuati dalle dinamiche da fine ciclo: tra queste, i livelli di indebitamento sui massimi storici nel settore corporate – in particolare nel credito investment grade (IG) USA – e lo spazio di manovra limitato per le politiche, dati i tassi di interesse già bassi – soprattutto in Europa – e il deficit fiscale elevato negli Stati Uniti. Infine, con l’azionario vicino a livelli record e gli spread sul credito prossimi al punto di minimo del ciclo, la maggior parte dei mercati non ripagano a sufficienza gli investitori per i rischi che si assumono.

Per questi motivi, abbiamo adottato un approccio difensivo riguardo all’esposizione al rischio nei mercati del credito. Ciò si concretizza in strutture dei portafogli con un sovrappeso verso titoli di alta qualità e con una duration simile a quella del mercato. Inoltre, in questo scenario sempre più incerto e volatile, crediamo sia cruciale mantenere una liquidità elevata nei portafogli e assicurarsi di avere la flessibilità necessaria per gestire i flussi, ma anche per essere pronti ad approfittare in modo opportunistico – e remunerativo – di quando le condizioni di liquidità del mercato si deterioreranno.

So che TCW ha lanciato questa estate il comparto TCW Income in Italia. Come sta andando? Quali sono le sfide principali poste dal contesto attuale di mercato e come le state affrontando?

Il fondo TCW Funds – TCW Income è costruito per offrire livelli di income elevati, aggiustando opportunisticamente le esposizioni al rischio per ottenere rendimenti significativamente superiori rispetto ai benchmark obbligazionari tradizionali. Il fondo ha una certa flessibilità nel variare le esposizioni al rischio: per questo è ben posizionato, dal punto di vista strutturale, per approfittare dell’aumento della volatilità. Tuttavia, dato il nostro approccio difensivo verso il rischio di credito in questa fase del ciclo, abbiamo posizionato il fondo in modo conservativo, con esposizioni allo HY e agli Emergenti entrambe inferiori al 5%. Abbiamo inoltre orientato il fondo verso le aree più difensive del mercato corporate IG – ad esempio il settore financial, utility e dei consumi non ciclici – e verso aree di qualità più elevata del mercato delle cartolarizzazioni. Abbiamo anche variato l’esposizione complessiva alla duration e al credito del fondo per approfittare della volatilità dei tassi e del credito che si è verificata negli ultimi anni. La performance del fondo TCW Funds – TCW Income riflette questo posizionamento conservativo ma opportunistico, con un rendimento di oltre il 6% nell’ultimo anno e una volatilità minima.

Il 2020 non è troppo lontano. Quali saranno le sfide da monitorare con più attenzione sul mercato obbligazionario per il prossimo anno?

Vi sono diverse vicende il cui sviluppo o esito avrà un impatto importante sulla crescita globale e l’andamento dei mercati finanziari nel 2020 e oltre. Tra queste: (1) come proseguiranno le negoziazioni USA-Cina sui dazi, (2) se il calo della manifattura globale si estenderà al settore consumer, cosa che con tutta probabilità porterebbe ad una recessione, (3) se la Fed e le altre banche centrali riusciranno a stimolare la crescita e a scongiurare il rallentamento della crescita globale in arrivo, (4) se la Brexit si risolverà in modo ordinato o disordinato, (5) se vi sarà un passaggio di potere significativo a Washington a seguito delle elezioni e (6) se il rischio geopolitico in Medio Oriente e nel resto del mondo aumenterà o diminuirà.

Quali dunque i temi di investimento più importanti per il 2020?

L’esito di molte delle vicende elencate prima è difficile se non impossibile da prevedere. Vi sono tuttavia alcuni temi di cui possiamo tenere conto nei nostri investimenti:

  • I mercati sviluppati sono in una fase avanzata del ciclo economico, con un indebitamento eccessivo: ciò li rende particolarmente vulnerabili ad shock economici o geopolitici.
  • È improbabile che il rallentamento manifatturiero globale si inverta nel breve periodo, perché i fattori che lo hanno innescato – in particolare l’incertezza legata al commercio – difficilmente scompariranno, anche qualora si dovesse raggiungere un accordo tra USA e Cina.
  • La Fed e le altre banche centrali hanno risorse limitate a disposizione per combattere un rallentamento globale. Lo stimolo fiscale potrebbe essere uno strumento efficace in alcune aree – soprattutto in Europa – ma non in modo uniforme. In ogni caso, i tassi di interesse rimarranno bassi o addirittura diminuiranno ulteriormente.
  • La crescita del populismo e la polarizzazione delle visioni politiche continueranno per un certo tempo, ben al di là delle elezioni del 2020: infatti, il proseguire della crescita debole e delle disparità di reddito spingerà i politici sempre di più verso gli estremi.

 

 


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