Investimenti, tra borsa e unicorni

A
A
A
Avatar di Redazione25 ottobre 2019 | 09:43

Vi proponiamo di seguito la lettera mensile di Olivier De Berranger, Chief Investment Officer di La Financière de l’Echiquier.

Nella sua Breve storia dell’euforia finanziaria, pubblicata nel 1990, John Kenneth Galbraith dimostra che, generazione dopo generazione, gli uomini non pongono pressoché limiti alla creatività finanziaria quando si tratta di arricchirsi. Il professore di Harvard ci ricorda altresì che l’arricchimento rapido legato a una bolla finanziaria, dai tulipani ai Bitcoin, finisce sempre per alterare il giudizio di coloro che ne approfittano. Generazione dopo generazione, non impariamo mai dagli errori del passato. È un’analisi sempre attuale, che dovrebbe farci riflettere quasi vent’anni dopo la bolla delle dotcom.

La luna di miele tra gli investitori e gli unicorni sembra volgere al termine, stando al numero di aprile 2019 di The Economist. La sola Silicon Valley conta oggi circa 90 unicorni, start-up private che valgono più di un miliardo di dollari. La Cina ne conta probabilmente altrettante e anche l’Europa ne ha qualcuna. Per anni queste società sono ricorse ai fondi di venture capital per finanziarsi, con valorizzazioni sempre più elevate, nell’idea che avrebbero replicato i successi di ALIBABA, FACEBOOK o GOOGLE. Alcune hanno potuto approfittare della compiacenza dei mercati per tentare una IPO. Altre, come AIRBNB, non hanno ancora fatto il grande passo, ma pare che questo processo, per quanto ormai ben rodato, si sia inceppato per la presenza di un (grosso) granello di sabbia nel meccanismo: i multipli utilizzati per le ultime richieste di finanziamento oggi sono di gran lunga superiori a quelli che può ipotizzare la borsa.

Basta prendere l’esempio di WeWork, gigante americano del co-working, che progettava di richiedere un finanziamento di 4 miliardi di dollari ma che ha deciso di far slittare l’IPO al 2020: la valorizzazione ipotizzabile, 10 miliardi, è troppo lontana da quella utilizzata per l’ultima raccolta di capitali (47 miliardi). Il CEO della società si è dimesso, verosimilmente dietro pressione di SOFTBANK, che ha investito 4,5 miliardi di dollari nella società. Prima di WeWork, società come SNAP, LYFT, SLACK hanno dovuto gestire IPO difficili, proprio perché l’ultimo valore attribuito alla società, fuori dal listino, era più alto di quanto fossero disposti a pagare i mercati.

Alcuni asset possono essere valorizzati molto bene sia nel venture capital che in borsa… Ma il prezzo di una partecipazione, non quotata o quotata che sia, non può scostarsi troppo a lungo dal suo valore. A La Financière de l’Échiquier ne siamo convinti: la conoscenza approfondita delle società e la qualità dell’analisi finanziaria prevarranno sempre sulle mode!


Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Deutsche Bank FA, 15 nuovi consulenti per Ruggiu

Investimenti, ecco perchè le sri funzionano ma non ancora abbastanza

Consulenti, 6 scelte per un business lunch perfetto

Allianz Italia, raccolta sugli scudi nel 2019

Investimenti, high yield, i vantaggi di un approccio globale

Investimenti, asset liquidi e di qualità per vincere la sfida al rendimento

Investimenti: strategie non direzionali, tra dispersione e protezione

Azimut: un ingresso, quattro mosse e un grande obiettivo

IWBank, settebello nel reclutamento

Bce, il commiato di Draghi

BMO: “Opportunità per il 2020? Gli investimenti più rischiosi”

Fineco a tutto Forex

IWBank PI, super ingresso tra i wealth banker

Accordo Brexit, il punto dei gestori

Credem, la carica dei volontari

Investimenti, come muoversi coi tassi bassi

Investimenti, paradosso delle obbligazioni “verdi”

Investimenti: high yield, quando il rischio premia

Allianz Bank FA, advisory in riva al lago

IWBank PI, la rete acquista peso

Investimenti, azionario ai tempi supplementari

Oggi su BLUERATING NEWS: maxi dividendo in arrivo per Mediolanum

Astolfi-Capital Group, ora è ufficiale

Investimenti: oops they did it again

Credem, è tempo di fusioni interne

Banca Mediolanum, scatto della raccolta ad agosto

Generali-Unipol, partita sul welfare

Credem, le persone prima di tutto

Investimenti, il termometro obbligazionario

Pictet AM: Investimenti, il valore della gestione attiva

Investimenti: debito emergente, perché sì e perché no

Investimenti, la Cina rialza la testa

Risparmio gestito, quella fee è da rifare

Ti può anche interessare

Asset allocation: tentazione biotech

L'intervista a Stefan Larson, partner di Sectoral Asset Management ...

Eurizon, porte chiuse a BlackRock

L'amministratore delegato di Eurizon, Tommaso Corcos, ha smentito l'indiscrezione di una possibile a ...

Fondi, crolla il patrimonio degli absolute return

I fondi di rendimento assoluto si sono ridimensionati nel 2018 quando gli investitori sono fuggiti d ...