Generali Investment, la boutique si fa ricca

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di Francesca Vercesi 22 Novembre 2019 | 11:20

Sycomore AM è una boutique francese indipendente con sede a Parigi e circa sei miliardi di euro in gestione, specializzata nello stock picking e nell’analisi fondamentale. È composta da 21 gestori e analisti di cui 7 specializzati in analisi Esg ed è entrata a far parte della piattaforma multi-boutique di Generali coordinata da Generali Investments Partners che sta rafforzando la propria offerta con soluzioni di investimento innovative sul tema della sostenibilità. In Sycomore non esiste un’organizzazione verticale dato che il team di esperti condivide informazioni per sviluppare nuove idee. Ogni anno l’asset manager francese passa più del 60% del suo tempo a incontrare società e ha rapporti quotidiani con il top management delle imprese che sono seguite nel modello di analisi proprietario ‘Sycovalo’. Bluerating ha incontrato Francesca Mozzati (nella foto), Esg investment specialist, nel giorno in cui sono state presentate per la prima volta ai clienti le principali boutique di asset management acquisite o avviate dal Gruppo Generali, nell’headquarter milanese del gruppo, a Citylife.

Come nasce Sycomore?

La società è stata fondata nel 2001 da quattro persone della ex Banque du Louvre e, essendo precorritrice del segmento Esg/Sri in Francia, è passata da 5 milioni di asset nel 2002 a più di 6 miliardi di masse e 64 persone di oggi.

Quali sono state le principali leve della vostra crescita?

Sono state fatte scommesse sulle persone giuste. Il motto del nostro gruppo è: ‘human is capital’ quindi grande attenzione per chi lavora. Il processo di selezione delle risorse è molto lungo e mirato e, da più di quattro anni, rientriamo nella classifica dei ‘Great place to work’. Inoltre, per la grande attenzione che la società attribuisce ai temi della sostenibilità, internamente abbiamo sviluppato una metodologia proprietaria di analisi extra finanziaria che è integrata a quella fondamentale, dove si analizzano le società sulla base di parametri per noi rilevanti. Tutta la nostra gamma di prodotti tra fondi flessibili, di credito, long short e azionari tematici risponde ai criteri Esg. Ad esempio, per noi una società, per essere sostenibile, deve condividere il proprio valore con gli stakeholder.

Ha un nome?

Sì. La metodologia si chiama Spice. La S sta per società, stato e supplier, la P sta per people, la I per investors, la C per client, la E per environment. Abbiamo selezionato un’ottantina di criteri declinabili su queste cinque lettere, sono quelli a cui dobbiamo rispondere e a cui si darà un rating da 1 a 5. Il peso finale va a impattare il risk premiuim. Per noi calcolare lo Spice vuol dire andare a cercare il rischio ulteriore che si può nascondere dietro a una società. La nostra ricerca è indipendente: gestori e analisti sono tutti a Parigi sullo stesso piano del bulding. In generale non facciamo top down e non facciamo la macro. Spice, oltre a darci il rischio determinato su una tipologia di società, ci dà informazioni anche sulle tendenze strutturali di dove sta andando il mercato.  Quando andiamo a incontrate le società non parliamo solo con gli executive ma anche con i sindacati, con i responsabili delle risorse umane, con le aziende collegate all’azienda oggetto di analisi. Quando incontriamo il management non vogliamo i broker. E, quando occorre, lavoriamo off the record. Tutti i gestori hanno una partecipazione nella società e una parte del loro bonus deve essere investito o nel loro fondo o comunque in un fondo di casa.

La masse sono calate nell’ultimo anno e mezzo. Come mai?

Siamo value investors e abbiamo un processo rigoroso sul target price. Dato che veniamo da un mercato che ha premiato i titoli growth, siamo stati penalizzati quest’anno. Inoltre siamo più forti sulle piccole e medie imprese e queste nel 2019 non sono certo state favorite. Infine siamo stati molto difensivi.

Quali sono i fondi più rappresentativi di questa tendenza?

Sycomore eco solution (205 mln di aum, da inizio anno +17,2%): questo è un fondo azionario europeo che si focalizza sulla transizione energetica. Abbiamo lanciato una nuova metodologia di analisi in collaborazione con Bnp e stiamo cercando di condividere con tutti gli attori finanziari a livello europeo l’impatto sul carbone. Per noi è stato un grosso investimento. A seguire il Sycomore share growth (423 mln di aum, da inizio anno +16%): è un fondo azionario europeo SRI da fine 2017 e si focalizza su impatto sociale e societario. Infine il Sycomore happy at work (320 mln di aum, da inizio anno +16,5%) che si focalizza su imprese che si concentrano sul benessere delle risorse. Inoltre abbiamo appena lanciato il fondo multiasset Next Generation dove sono inserite le tre tematiche per le generazioni future.

A quali paesi guardate?

Soprattutto all’Europa ma siamo opportunisti sul mercato americano. Abbiamo inoltre parecchi titoli di stato sull’Italia e anche azioni come Technogym e Cucinelli.

Progetti?

Nel futuro stiamo pensando a un fondo azionario più globale. Due anni fa abbiamo assunto un gestore cinese che sta dando idee sul mercato asiatico.

Quali sono i due fondi più grossi in termini di asset?

Sycomore Partners (azionario flessibile, 700 mln di aum) gestito dai due fondatori e Sycomore selection responsable (600 mln di aum, gestito da uno dei due partner e che si focalizza sulla parte di governance e environment). 

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