Amundi, 2020: “Keep calm and stay agile”

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di Hillary Di Lernia 28 Novembre 2019 | 15:20

Secondo Amundi, il rallentamento del commercio globale rappresenta un profondo cambiamento nella struttura della crescita, ma ciò non si traduce in una recessione generalizzata dell’economia mondiale, soprattutto in un momento in cui si stanno affermando politiche accomodanti ed è in vista un accordo parziale tra Stati Uniti e Cina sui dazi.

La combinazione di politiche monetarie e fiscali accomodanti, un tema che diventerà cruciale a partire dal prossimo anno, potrebbe estendere ulteriormente l’attuale ciclo economico e rafforzare la già resistente domanda interna. Sebbene l’attenzione sull’evoluzione delle guerre commerciali sarà elevata, un’escalation materiale che potrebbe
danneggiare l’economia americana è improbabile dato l’avvicinarsi delle elezioni presidenziale del 2020.

Nel 2020, il percorso per gli investitori potrebbe essere non lineare. Nel breve periodo, le aspettative del mercato per le azioni di politica monetaria appaiono troppo elevate e dovranno essere aggiustate. Tale processo di adeguamento porterà volatilità nel mercato obbligazionario, con una risalita dei rendimenti governativi core dai livelli minimi che è già iniziata ed un aggiustamento delle valutazioni in alcuni settori azionari difensivi che sono al momento troppo costosi. Per quanto concerne il dollaro USA, il livello più elevato dei rendimenti statunitensi dovrebbe impedire un forte deprezzamento del dollaro nel 2020. Riteniamo, invece, che un modesto deprezzamento del dollaro sia lo scenario più probabile , soprattutto se le tensioni commerciali si attenuassero. Ciò sarebbe sufficiente per ripristinare in parte la fiducia in alcune valute emergenti, sulle quali al momento vi è un pessimismo esagerato.

Oltre il breve periodo, la tendenza è verso una combinazione più aggressiva di politiche fiscali e monetarie che potrebbe teoricamente arrivare ad includere misure non ortodosse quando il rischio di recessione sarà maggiore. Politiche più accomodanti potranno portare ad un’estensione del ciclo del credito che potrebbe accelerare ulteriormente, fino a portare ad una vera e propria bolla, anche se è improbabile che ciò accada già nel 2020. Ancora una volta, alla luce dei bassi tassi di interesse, gli investitori saranno costretti a convergere, nella ricerca di rendimento, su segmenti di mercato illiquidi dove il rischio è mascherato da una politica monetaria molto accomodante.

Per salvaguardare gli interessi degli investitori in un mondo con elevati livelli di debito, la sostenibilità (di bilanci societari o della politica fiscale nei mercati emergenti) deve essere il motore principale per la selezione ORA, dal momento che i fondamentali hanno già iniziato a peggiorare.

Per quanto riguarda la strategia di investimento per il 2020, invece di temere una recessione globale gli investitori dovrebbero aggiustare l’esposizione di portafoglio al trend di de- globalizzazione in atto. Dovrebbero inoltre prepararsi per un ciclo di credito maturo e prolungato, con maggiori rischi di liquidità a causa di una regolamentazione più severa dopo la crisi finanziaria globale del 2008.

Prevediamo tre temi principali per gli investitori nel 2020:

1) Per l’investimento azionario, attenzione ai dividendi ed opportunità da una rotazione verso le aree più trascurate diventeranno il tema principale del 2020.

2) L’ottimizzazione della ricerca di rendimento nei mercati obbligazionari, con attenzione sempre maggiore sulla selezione e l’adozione di strategie flessibili.

3) Il terzo tema riguarda le nuove opportunità che si affermeranno nei mercati emergenti a causa di un mondo più frammentato e del rallentamento nel commercio globale.

In conclusione, nel 2020 gli investitori dovranno iniziare a costruire portafogli a prova di volatilità. Finora la volatilità è stata limitata dalla diffusione di alcune strategie di investimento (es, vendere volatilità per ottenere un premio). Tuttavia, con l’aggiustamento delle aspettative di mercato ai possibili scenari che si delineeranno in corso d’anno, vi potrebbero essere dei picchi di volatilità.

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