Consulenti, le tre sorprese per il 2020

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Avatar di Hillary Di Lernia 16 Dicembre 2019 | 14:48

Elezioni americani, olimpiadi di Tokyo, guerra commerciale. Ma il 2020 non sarà solo questo. A tal proposito vi proponiamo una view a cura di Dan Carter, gestore di Jupiter Asset Management.

 

Preparatevi per la febbre olimpica perché nel 2020 vedremo Tokyo ospitare il meglio della competizione sportiva per la prima volta dal 1964. Mentre l’evento senza dubbio porterà ad un gran numero di notizie, il tempo di investire sul tema era durante la fase di costruzione, ora ampiamente passata. Ma non temete, al di là delle news sportive ci sono altri temi potenzialmente di dimensioni olimpiche su cui gli investitori vorranno essere attivi.

Il primo è la potenziale realizzazione di un enorme valore aziendale latente. Che le azioni giapponesi siano a buon mercato non è una novità, il P/E del mercato è stato costantemente inferiore a quello degli Stati Uniti e dell’Europa negli ultimi cinquant’anni[1]. Per gran parte di questo periodo gli investitori stranieri hanno venduto azioni giapponesi, piuttosto che comprarle. Nel frattempo, le acquisizioni di intere imprese sono state estremamente rare.  In breve, nonostante il valore apparente, ci sono stati pochi acquirenti. La situazione sembra cambiare su più fronti: sia le società di private equity che gli investitori attivisti sentono profumo di opportunità, mentre le società giapponesi stanno prendendo in mano la situazione acquistando le proprie azioni in quantità mai viste prima.  Aspettatevi che ciò continui nel 2020 con risultati potenzialmente sorprendenti.

La seconda “storia” di cui gli investitori dovrebbero essere consapevoli nel 2020 è il ruolo crescente che il commercio sta svolgendo nel conflitto strategico tra Stati Uniti, Cina, Giappone e altre grandi potenze. Mentre il 2019 è stato caratterizzato da tariffe e Tweet altamente visibili, c’è da aspettarsi che il 2020 inauguri una fase molto più fine, se non meno brutale, della guerra commerciale. Nel caso del Giappone, ciò riguarderà il desiderio del governo di proteggere i propri asset strategici aziendali, specialmente quelli con tecnologie di punta cruciali, da acquirenti stranieri predatori. Il governo deve procedere con cautela per garantire che il potenziale aumento delle fusioni e acquisizioni e degli interventi degli investitori attivisti non sia ostacolato dalla burocrazia.

La terza e ultima “storia” inedita di cui gli investitori dovrebbero essere consapevoli si presenta sotto forma di imprese del tutto nuove che si stanno mettendo in fila per essere quotate in Giappone.  Molte di queste non sono solo nuove imprese, ma nuovi concetti, basati sull’informazione piuttosto che su asset materiali, che potrebbero essere estremamente redditizie in caso di successo. Queste imprese portano la necessaria vitalità nel mercato azionario giapponese, in netto contrasto con la sua immagine statica.  Grandi opportunità d’investimento si troveranno probabilmente in questo nuova ondata di potenziali unicorni, ma il successo è lungi dall’essere garantito e ci saranno anche molti ronzini.  Un elemento è chiaro: le cose stanno per diventare interessanti.

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