Private equity, il sole dopo la pioggia

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Avatar di Redazione 4 Marzo 2020 | 08:30

Nonostante le crescenti preoccupazioni per il peggioramento delle condizioni macroeconomiche e la minaccia di una recessione incombente, lo scorso anno il mercato globale dei fondi private equity ha dato prova di grande resilienza. Gli ultimi sei anni del mercato sono stati il miglior periodo nell’intera storia del settore, con un controvalore totale delle operazioni di buyout pari a 3.200 miliardi di dollari.

I fondi di private equity hanno continuato a concludere accordi, registrando buone attività di exit e raccogliendo la somma di capitali più elevata di sempre, alimentati dall’entusiasmo dei Limited Partner (LP). Questi i dati che emergono dall’undicesimo report annuale Global Private Equity di Bain & Company, società leader a livello globale nel settore della consulenza per gli investitori in private equity e che evidenziano che anche in Italia – in linea con il trend globale – il settore nel 2019 si è dimostrato resiliente. I fondi, infatti, hanno continuato ad attrarre nuovi capitali dagli investitori e chiuso un numero record di operazioni, con livelli di raccolta ancora molto elevati.

Il dry powder complessivo continua ad accumularsi, con operazioni di buyout e un numero delle transazioni mai così alto. In termini di valore, inoltre, si è registrata una distribuzione equilibrata tra i vari settori e ticket size. All’allungo sui 5 anni del 2019 hanno contribuito in modo significativo le exit, la maggior parte delle quali effettuate con buyout e grazie all’impatto molto rilevante della quotazione di Nexi.

“Gli investitori di private equity hanno vissuto un altro anno positivo, pur avendo dovuto lavorare più duramente che mai per chiudere con successo le proprie operazioni”, ha commentato Hugh MacArthur, responsabile a livello globale dell’attività di private equity di Bain & Company. “Il nostro report evidenzia un notevole sviluppo nel mercato buyout degli Stati Uniti. Per la prima volta, i rendimenti dei public markets e del private equity si sono allineati su una finestra temporale di 10 anni. Ciò solleva interrogativi su come il private equity possa rimanere un terreno appetibile per gli investitori in futuro”.

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