Investimenti, la scommessa del riciclo

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Avatar di Redazione 2 Aprile 2020 | 14:30

Vi proponiamo di seguito un’analisi a cura di MainStreet Partners sulle aziende che si stanno impegnando sulla lotta all’impatto ambientale della plastica con azioni di riduzione, riciclo e rimpiazzamento di questo materiale, in ottica di opportunità di investimento.

In queste settimane di crisi viviamo una crescente attenzione all’ambiente, perché da una parte ci conforta la temporanea riduzione della CO2 dovuta semplicemente al rallentamento delle attività produttive e dei trasposti, dall’altra ci preoccupa l’evidenza legata al fatto che non solo i virus ma anche i danni ambientali non abbiano confini. E allora diventa ancora più importante proseguire sul cammino della sostenibilità intrapreso in precedenza. Uno dei temi più importanti nell’agenda di governi e grandi corporation continua ad essere la riduzione della plastica e di imballaggi non riciclabili, un trend che riscontriamo da diversi anni e già nei mesi scorsi era al centro di discussioni legate all’impatto che questi hanno sull’ambiente. Basti pensare che nei 15 giorni prima del lockdown, in Italia la produzione di packaging destinato all’e-commerce è cresciuto del 73% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente[1].

Secondo le Nazioni Unite, la quantità di plastica generata ogni anno ammonta a 400 milioni di tonnellate. Un numero gigantesco, se pensiamo che equivale a 800 volte il peso del Burj Khalifa, il palazzo più alto al mondo. Una cifra che suscita grandi preoccupazioni visto che il 91% della plastica esistente non è mai stata riciclata e finisce nel suolo, nell’acqua e nell’aria che respiriamo. Nonostante lo sviluppo tecnologico permetta ora di riciclare il 20% della plastica prodotta a livello globale, ciò lascia ampio spazio all’utilizzo di inceneritori e discariche che rilasciano sia anidride carbonica che altri pericolosi agenti inquinanti.

A ciò si aggiunga che il processo produttivo della plastica, derivante quasi interamente dal petrolio, richiede l’utilizzo di additivi chimici che vengono liberati nell’atmosfera in grandi quantità. Al momento, la stragrande maggioranza della plastica viene impiegata nei settori di Imballaggi e Edilizia, che ne rappresentano due terzi dell’utilizzo a livello globale.

Dal problema alle soluzioni: Reduce, Recycle, Replace

La trasversalità di questa problematica rende l’attento utilizzo della plastica un elemento chiave in diversi Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite e rappresenta a nostro avviso anche un importante trend nelle strategie d’investimento legate a temi ambientali.

Riuscire a ridurre la mole di plastica vergine prodotta comporterebbe minori emissioni nocive, contribuendo positivamente all’SDG numero 3 (“Salute e Benessere”) e minore inquinamento delle acque, contribuendo positivamente all’SDG numero 6 (“Acqua pulita e Igiene”). Produrre meno plastica permette anche di limitare la pressione sulle infrastrutture adibite alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti: ciò rende particolarmente rilevante il tema della plastica anche quando si parla dell’SDG numero 11 (“Città e Comunità sostenibili”) e del numero 12 (“Consumo e Produzione Responsabili”).

L’Unione Europea dal 2021 vieterà l’utilizzo di plastica usa e getta e ha stabilito una soglia minima di utilizzo di plastica riciclata in numerosi prodotti.  Anche il Regno Unito supporterà iniziative simili a partire dal 2022. Questa serie di regole porterà ad un incremento vertiginoso della domanda di plastica riciclata, creando opportunità di investimento in settori specifici.

Ridurre l’utilizzo della plastica non è quindi l’unica soluzione possibile, ma esistono a nostro avviso tre principali strategie per affrontare il tema e di conseguenza creare portafogli d’investimento che portino ad una soluzione: aziende che abbiano intrapreso forti azioni per ridurne l’utilizzo (Reduce), aziende che operano nel campo del riciclo e dei prodotti riciclabili (Recycle) e quelle che favoriscono alternative alla plastica per sostituirla efficacemente (Replace).

Quali aziende si stanno muovendo in questa direzione?

Non è necessariamente corretto escludere dai portafogli le aziende che oggi fanno grande uso di plastica nelle loro linee di produzione. Riteniamo più utile premiare le aziende che abbiano intrapreso un percorso serio di transizione verso la riduzione della plastica nei loro prodotti. La “New Plastics Economy”, iniziativa globale per lo sviluppo di un’economia circolare guidata dalla Ellen MacArthur Foundation, vede tra i suoi membri alcune della più grandi società nel settore dei beni di consumo, come Coca Cola e Nestlé.  I partecipanti, responsabili per il 20% del plastic packaging a livello globale, hanno stabilito precisi target di riduzione della plastica e di aumento della riciclabilità. Possiamo menzionare a questo proposito anche Adidas: la multinazionale tedesca si è posta infatti l’obiettivo di utilizzare il 100% di plastica riciclata, sia in abbigliamento che scarpe, entro il 2024.

Visti i ritmi di crescita della popolazione mondiale, a rivestire un ruolo fondamentale sono sempre di più le società che aiutano a gestire la crescente quantità di rifiuti, riconvertendoli in materia prima. Tra i protagonisti di questo trend annoveriamo Veolia, che agisce sia nel campo del trattamento dell’acqua che dei rifiuti. La società è infatti responsabile della raccolta e del trattamento di più di 50 mila bidoni di rifiuti urbani al giorno.

Infine, nel settore del packaging stiamo assistendo ad una sostituzione crescente di plastica con carta e cartone, materiali che beneficeranno anche della crescita in doppia cifra dell’e-commerce (stime variano dal 10% al 20% annui in Europa). Mondi è una delle principali società per la produzione di imballaggi di questo genere, prima in Europa per la produzione di cartone “vergine” e prima al mondo per la produzione di industrial bags e kraft paper, spesso con alte percentuali di materia riciclata. Queste aziende lavorano, per l’appunto, nell’ambito della sostituzione di un materiale inquinante con uno altamente riciclabile.

Una questione di responsabilità e di opportunità d’investimento

L’attenzione mediatica sulla plastica genera una risposta positiva da parte dei consumatori, che sono portati a migliorare le proprie abitudini, diminuendo l’uso di plastica non riciclabile e partecipando attivamente alla raccolta differenziata. Allo stesso tempo, sempre più società quotate acquisiscono maggiore responsabilità ambientale e sociale, rendendo pubblici i propri target ambientali e includendo considerazioni di sostenibilità nelle loro strategie aziendali.

Questo, unito alla incessante spinta regolamentare, offre crescenti opportunità d’investimento che vengono ora valutate sia sulla base della loro innovazione produttiva, che sulla loro capacità di comunicare efficacemente la propria strategia

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