Investimenti, il futuro delle azioni dopo il Coronavirus

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Avatar di Redazione 3 Aprile 2020 | 15:02

A cura di Nina Lagron,  head of large cap equities di La Française AM.

 

Il rialzo delle borse mondiali iniziato nel 2019 si è interrotto bruscamente solo poche settimane dopo il capodanno cinese, quando l’entusiasmo per la normalizzazione politica ed economica è stato gelato dal diffondersi del coronavirus: il Covid-19 ha letteralmente fermato da un giorno all’altro prima l’economia cinese e poi quella del resto del mondo.

Quasi 3 miliardi di persone sono obbligate a restare a casa, oltre mezzo milione sono risultate positive al test e oltre 24.000 sono decedute. Purtroppo non si prevede che a breve venga scoperto alcun vaccino e non vi sono farmaci efficaci. Il mercato azionario ha reagito con il più brusco sell-off di sempre, spaventato dalla profondità, dall’ampiezza e dall’entità della crisi sanitaria, nonché dall’impossibilità di prevederne la durata. Anche la risposta delle banche centrali e dei governi è stata senza precedenti: sono stati messi in campo mezzi letteralmente illimitati per sostenere ogni singola leva dell’economia di tutto il pianeta. I livelli dei tassi di interesse sono stati spinti ancora più in basso, aumentando così l’attrattiva a lungo termine del mercato azionario. Nonostante la gravità della crisi e l’impossibilità di prevederne la durata, alcuni settori potrebbero beneficiare dell’attuale situazione nel mondo post Covid-19. Non possiamo essere sicuri sull’impatto di lungo termine della crisi sulle performance, ma abbiamo dati incoraggianti  secondo cui la sostenibilità e la consapevolezza dei cambiamenti climatici giocano un ruolo significativo nelle valutazioni dei titoli.

Connettere lo stile di vita globale del dopo-crisi all’emergenza climatica

Secondo la nostra analisi, il principale canale per la riduzione delle emissioni di CO2e risiede nell’utilizzo diffuso degli strumenti professionali di teleconferenza. Non si viaggerà più per il mondo per partecipare a conferenze che invece si terranno online. Si tratta di un cambiamento degli equilibri non solo in termini di costi, comfort e risparmio di tempo: l’impatto sulle emissioni carboniche potrebbe essere massiccio. Ipotizzando un’ambiziosa riduzione del 30% negli spostamenti di lavoro a livello globale, la nostra analisi mostra che si potrebbero risparmiare circa 91 milioni di tonnellate di CO2e ogni anno.

Considerando invece la pratica, più diffusa, del lavoro da casa, la nostra analisi mostra che una riduzione del 15% nel traffico stradale giornaliero nella regione di Parigi porterebbe a una riduzione di circa 560 kilotoni di CO2e all’anno.

Connettere il mondo post-Covid19 a La Française Lux – Inflection Point Carbon Impact Global

Alcune delle nostre posizioni core, soprattutto in aziende nel settore tech, stanno sperimentando un aumento della domanda (che si traduce anche in un aumento del fabbisogno energetico) che debbono soddisfare senza compromettere il raggiungimento dei loro obiettivi di transizione sostenibile.

Microsoft è perfettamente posizionata per il mondo digitale del futuro, con una vasta offerta di hyperscale cloud ed è prossima a ricoprire una posizione dominante nel mercato dei software per uffici e per home office, e con la sua piattaforma di gaming online e le varie applicazioni di intelligenza artificiale (ad esempio nel campo delle consultazioni mediche).

Deutsche Telekom e la sua sussidiaria statunitense T-Mobile stanno colmando il digital divide e consentono la connessione di milioni di dispositivi.

Sia Microsoft che Deutsche Telekom hanno approvato dei “Science Based Targets” (allineati con uno scenario che prevede un aumento della temperatura globale di 1,5C°). Ci aspettiamo che all’aumento dei consumi di elettricità corrisponda un aumento della produzione di energia rinnovabile. Entrambe le aziende fanno affidamento – in misura variabile – sull’acquisto di Certificati di Energia rinnovabile (RECs) per soddisfare  l’obiettivo di utilizzare solamente energia rinnovabile. Tuttavia, ci si attende un graduale ridimensionamento dell’uso dei REC, a causa della limitata “addizionalità” che essi possono offrire sul fronte della produzione di energia rinnovabile.

 

 

 

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