Legal & General IM, un futuro sempre più sostenibile

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Avatar di Redazione 23 Aprile 2020 | 15:30

Legal & General Investment Management, uno dei maggiori asset manager al mondo, ha continuato a rafforzare il suo impegno nell’ambito della stewardship aziendale, aumentando la pressione sui consigli d’amministrazione di un ampio numero imprese in tutto il mondo su una serie di temi tra cui il cambiamento climatico, le remunerazioni, la diversity e la governace dei consigli stessi.

Il nono report annuale sull’“Active Ownership”, pubblicato oggi, rivela che nel 2019 LGIM ha continuato a esercitare il proprio diritto di voto a livello globale, opponendosi alla nomina di oltre 4mila amministratori di società, con l’obiettivo di portare cambiamenti positivi di lungo periodo all’interno delle imprese e dei mercati in cui investe.

Sacha Sadan, Director of Investment Stewardship di LGIM, ha commentato: “In questa situazione senza precedenti che stiamo vivendo, notiamo quanto il mondo sia interconnesso, ma anche che la sostenibilità, la buona governance e il trattamento equo dei dipendenti saranno le fondamenta su cui si potrà costruire un futuro migliore. LGIM continuerà a investire e supportare le società perché tengano conto, nel loro operato, delle responsabilità verso i loro stakeholder, prendendo posizione a fianco dei regolatori per alzare gli standard di mercato e continuando a collaborare per favorire i progressi sui temi che contano per i nostri clienti e la società nel suo insieme.”

Una stewardship forte per affrontare il cambiamento climatico

Il cambiamento climatico è stato il tema su cui LGIM si è impegnato più di frequente con le aziende, tramite azioni di engagment, nel 2019.

Nel mese di giugno, LGIM ha pubblicato la sua seconda classifica annuale delle società leader e ritardatarie rispetto al suo programma di engagment Climate Impact Pledge, votando e procedendo con azioni di portafoglio contro 11 compagnie che non avevano dimostrato un impegno sufficiente nell’affrontare il cambiamento climatico, tra cui Exxon Mobil e la China Construction Bank. Il report evidenzia anche esempi di buone pratiche, esattamente come esempi di stewardship che hanno portato a cambiamenti positivi: in questo caso, due società che LGIM aveva rimosso da alcuni fondi nel 2018 sono state reintegrate nel 2019 grazie ai progressi da loro compiuti.

A ulteriore conferma dell’efficacia di questo approccio, in un’analisi indipendente sulle capabilities di investimento responsabile dei maggiori asset manager al mondo LGIM è stata una delle sole cinque società a ricevere rating A. Non solo: LGIM ha ottenuto il rating più alto in UK, tra i gestori di fondi indicizzati e i 15 maggiori asset manager a livello globale.

A testimonianza delle crescenti ambizioni in ambito ambientale all’interno del Gruppo L&G, LGIM Real Assets si è impegnata a raggiungere il livello 0 di emissioni nette di CO2 per tutte le sue proprietà immobiliare entro il 2050.

Sostegno all’inclusione finanziaria

LGIM è impegnata nel migliorare le politiche di remunerazione degli executive e ridurre le disparità salariali all’interno delle società investite. Nell’ultimo anno si è opposta al 35% dei pacchetti retributivi a livello globale e ha votato contro la remunerazione di molti presidenti che non sono riusciti ad affrontare nel modo dovuto le problematiche più importanti. LGIM continua anche a spronare le aziende ad introdurre un salario minimo.

Nell’ambito del rafforzamento di queste politiche, LGIM voterà contro quelle società in cui le pensioni degli executive directors di recente nomina non sono allineate con quelle della forza lavoro e contro le società in cui questi non mantengono un numero significativo di quote societarie per due anni dopo che hanno lasciato la carica.

Sacha Sadan ha aggiunto: “Più a lungo gli amministratori deterranno delle quote societarie e minore sarà il rischio di decisioni manageriali di breve periodo. I nostri principi sui requisiti degli azionisti puntano proprio a questo obiettivo, incoraggiando allo stesso tempo un maggiore allineamento con gli interessi degli stakeholders”.

Gli obiettivi di una buona governance e di valorizzazione della diversity

Come fulcro della creazione di valore nel lungo periodo, LGIM continua a spingere le imprese a sviluppare solide strutture di governance. Nel 2019, si è opposta al 15% delle proposte complessive riguardanti gli amministratori, tra le quali risultano:

  • 776 casi di overboarding, cioè troppi poteri concentrati nelle mani dei dirigenti
  • 530 nomine di dirigenti di compagnie giapponesi e 365 risoluzioni per imprese europee per problematiche legate alla loro indipendenza
  • 199 risoluzioni in Nord America per eccessiva esposizione contabile

A gennaio, la società ha annunciato che voterà contro quelle società in cui il CEO svolge anche la funzione di presidente del consiglio di amministrazione, avendo a lungo richiesto che queste due figure fossero tenute separate. L’anno scorso, ha supportato 51 risoluzioni degli azionisti negli Stati Uniti chiedendo una divisione delle funzioni ed espresso 40 voti contro gli amministratori in cui la decisione del consiglio di combinare i ruoli è stata presa senza la previa approvazione dei loro azionisti.

LGIM da tempo sostiene l’importanza della diversity, portatrice di punti di vista e competenze differenti, per il successo di un’azienda. Nel 2019 ha continuato ad aumentare la propria attenzione su questo tema in tutto il mondo, rivolgendosi alle aziende con bassi livelli di gender diversity:

  • 51 società statunitensi e 19 giapponesi hanno visto miglioramenti nella diversity a seguito dell’engagement
  • LGIM ha votato contro 76 dirigenti nel Regno Unito, 41 società nei mercati emergenti e 56 dirigenti nell’Asia del Pacifico per le loro carenze sotto questo aspetto

Sacha Sadan ha affermato: “Soprattutto di fronte a situazioni difficili, board improntati alla diversity possono supportare meglio le aziende. Abbiamo bisogno che gli amministratori siano in grado di concentrarsi sulle maggiori responsabilità dei loro ruoli, non prestando servizio in troppi consigli di amministrazione, e possano avere i giusti controlli ed equilibri, inclusa, soprattutto, la non simultaneità delle funzioni di CEO e presidente”.

Per una maggiore integrazione dei parametri ambientali, sociali e di governance (ESG) negli investimenti

Le azioni di LGIM nell’ambito della stewardship si muovono in parallelo con l’aumento dell’importanza dei criteri ESG nel processo di investimento complessivo. Nel corso del 2019, LGIM ha istituito un framework integrato per l’investimento responsabile, sia negli asset pubblici sia privati; ha poi continuato a sviluppare il proprio score ESG, lanciando 14 nuovi fondi con obiettivi collegati a tematiche ESG, prendendo al contempo ulteriori provvedimenti sulle società con punteggio basso. LGIM ha anche scritto ai presidenti di 98 società aventi scarsi punteggi nei parametri sociali e di governance – ad esempio, trattamento non equo di dipendenti e fornitori o mancanza di trasparenza – con suggerimenti costruttivi per migliorare.

Favorire il progresso attraverso lo sviluppo delle politiche

LGIM continua a lavorare a stretto contatto con i policy markers: nel 2019 ha partecipato a circa 30 azioni di engagement con autorità di regolamentazione in tutto il mondo, collaborando anche con altri investitori e assumendo posizioni pubbliche ove necessario. Dal miglioramento della qualità dell’audit e della gestione aziendale nel Regno Unito, al rafforzamento dei diritti degli investitori in Giappone e negli Stati Uniti, alla promozione di finanziamenti sostenibili nell’UE e all’aggiornamento del codice di corporate governance in Germania, LGIM continua a sostenere lo sviluppo delle politiche, come parte della sua attività finalizzata a promuovere un sistema finanziario sostenibile.

Per leggere il report completo sull’Active Ownership, cliccare qui: www.lgim.com/ownership.

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