Caiani (Nordea AM): “Portafogli più protetti con i covered bond”

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Avatar di Redazione 28 Aprile 2020 | 10:57
Il managing director ed head of South East Europe della casa di gestione scandinava parla delle asset class che hanno avito performance migliori in questa fase difficile e delinea lo scenario dei mercati nei prossimi mesi.

Covederd bond e strategie Esg. Sono alcune delle asset class che si  sono comportate meglio negli ultimi mesi, durante una fase difficilissima per i mercati. Ne parla a Bluerating.com Fabio Caiani (nella foto),  managing director ed head of South East Europe di Nordea Asset Management, il quale delinea anche lo scenario che attende gli investitori nel prossimo semestre.

Cosa  dobbiamo aspettarci sui mercati finanziari nei prossimi 3-6 mesi?

I mercati finanziari hanno risposto positivamente agli stimoli messi in campo dalle banche centrali, ma restano estremamente sensibili alle variabili legate agli sviluppi sanitari e politici di questo scenario. Nell’Eurozona la Bce ha esteso il programma di acquisto anche ai cosiddetti “fallen angels”; inoltre ha temporaneamente proibito alle banche di pagare i dividendi ed effettuare operazioni di buyback. Recentemente il Financial Times ha riportato anche l’ipotesi di costituzione di una bad bank europea per ripulire i bilanci dai crediti deteriorati legati alla crisi finanziaria. Resta comunque ancora acceso il dibattito inerente all’utilizzo del Meccanismo europeo di stabilità (MES) e alla conseguente “mutualizzazione” del debito.

L’incertezza rimane nell’aria anche alla luce del crollo del prezzo del petrolio di questi giorni, così come permangono i timori di un aumento del peso fiscale per ripagare il debito sovrano, una volta superata la fase emergenziale. Inoltre siamo ancora esposti a una serie di shock secondari come un eventuale ritardo nell’applicazione degli ammortizzatori sociali e default su larga scala.

Difficile azzardare previsioni considerata la situazione senza precedenti che connette tremendamente salute pubblica con economia reale e finanziaria. Questo discorso è ancora più valido per l’Italia dove la situazione è esacerbata dal forte impatto del Covid-19 e dal prolungato lockdown di un’economia che dava già segni di debolezza prima della pandemia. Stiamo dimostrando un forte spirito durante la crisi che dovrebbe perdurare anche nella progressiva fase di riapertura delle attività. L’incognita è rappresentata da una domanda globale debole e dal suo impatto su settori per noi rilevanti come il turismo che rappresenta un fetta considerevole dell’economia italiana (attorno al 13%). Gli stimoli monetari possono agevolare il tessuto finanziario, ma perché questi benefici possano estendersi all’economia reale occorre cooperazione e coordinazione.

 

Cosa dobbiamo aspettarci nel settore del risparmio gestito in Italia? Ci saranno consistenti deflussi (come spesso avviene nei periodi in cui le borse sono volatili)?

La crisi sanitaria esplosa in tutta la sua gravità a partire da marzo ha fatto da detonatore ad una situazione già caratterizzata da una certa debolezza che si era manifestata ad inizio anno. Con lo scoppio dell’emergenza sanitaria c’è stata un fuga generalizzata per cercare rifugio nella liquidità. Il sell-off registrato è stato mosso principalmente dal panico e dall’incertezza tralasciando completamente i fondamentali. Tutto ciò ha lasciato dietro di sé un mercato nervoso, molto volatile e con valutazioni disallineate. Tuttavia i mercati sono andati progressivamente stabilizzandosi con un recupero delle quotazioni e un rientro generalizzato degli spread nel credito. Sarà sufficiente questo per far tornare la raccolta in positivo? Non credo, troppe ancora le incertezze ma, se vogliamo fare un paragone con quanto accaduto nelle precedenti crisi, i deflussi in questa prima fase mi sembrano abbastanza allineati con quelli della crisi del debito del 2011 ma molto lontani dalla crisi subprime e Lehman del 2007 – 2008 e questo penso sia positivo: di fronte ad una crisi economica che per ampiezza si prefigura peggiore dell’altra,  il risparmio gestito dovrebbe riuscire a limitarne l’estensione.

E’ cambiato qualcosa nelle strategie distributive di Nordea Am in Italia da quando è scattata l’emergenza per il Covid-19?

È cambiato l’utilizzo degli strumenti a nostra disposizione per comunicare con la nostra clientela, non le nostre strategie commerciali e non le strategie di prodotto che hanno anzi visto una conferma della bontà dei temi sui cui stavamo lavorando pre-crisi: le strategie Covered bond non solo hanno funzionato proteggendo gli investitori dai crolli di mercato ma sono adesso in una fase in cui si sono ricreate addirittura condizioni equivalenti a circa 18 mesi fa, con possibilità di generazione di ulteriore Alpha da qui in avanti. Le strategie Esg si sono mosse generalmente meglio rispetto ai rispettivi benchmark tradizionali e guardando le nostre strategie liquid alternative non si direbbe ci sia stata una crisi sui mercati. Questo ci lascia, almeno da un punto di vista di investimenti finanziari, molto fiduciosi per il futuro.

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