Asset allocation, ritorno al futuro per la robotica

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Avatar di Redazione 4 Maggio 2020 | 14:30

Vi proponiamo di seguito un commento sul settore della robotica a cura di Johan Van Der Biest, Senior Equity Fund Manager e Lead Manager del Candriam Equities L Robotics and Innovative Technology di CANDRIAM.

Prevediamo una crescita strutturale a lungo termine di robotica e tecnologie innovative tanto da superare in modo sostanziale quella dell’economia globale complessiva. Il settore della robotica non può essere isolato dalle tecnologie correlate. La nostra definizione di robotica include anche hardware, software, ingegneria, dati, sensori, intelligenza artificiale, cloud computing e una miriade di altre tecnologie.

Robotica e innovazione, quali prospettive nel lungo periodo

Le «innovazioni disruptive» sono un tema che possiamo considerare praticamente immortale per la civiltà umana e per l’economia.

Per commentare le performance del settore è importante distinguere tra un universo che considera solo le società di robotica industriale e uno più ampio, che include tutta la robotica. La maggior parte dei fondi a cui fa riferimento l’universo tecnologico Morningstar Equity sono dedicati esclusivamente al settore tecnologico. Pochi fondi hanno un approccio olistico alla robotica, come il Candriam Equities L Robotics & Innovative Technology. Se, a breve termine, a seconda delle condizioni del mercato, la nostra combinazione può non ottenere le migliori prestazioni (ad esempio, quando si verifica un rally nel settore tecnologico), nel lungo termine siamo convinti che il nostro approccio crei valore.

La tendenza a lungo termine dell’indice ROBO Global® Robotics and Automation rispetto all’indice MSCI © World (USD) mostra due importanti elementi di investimento nelle aziende di robotica: la crescita a lungo termine, ma anche una pronunciata ciclicità. Le società robotiche industriali sono state tra gli investimenti robotici meno interessanti negli ultimi anni, per via di una crescita top-line meno rapida, di margini mediocri e della guerra commerciale USA-Cina. Le migliori prestazioni delle aziende robotiche di nicchia come la chirurgia robotica supportano la nostra decisione di utilizzare un universo robotico più ampio. Inoltre, veicoli autonomi, robot speciali e avanzati, computer vision, Internet delle cose, machine learning, necessitano semiconduttore e sensori. Per questo motivo, questo segmento è stato storicamente uno dei più importanti all’interno della nostra strategia.

Non possiamo inoltre ignorare l’importanza che le tecnologie innovative rivestono nel campo della robotica: dall’intelligenza artificiale ai Big Data al calcolo quantistico vengono utilizzate e fatte progredire da aziende che operano in ambiti che vanno dai supercomputer ai social media. Siamo convinti che i megatrend della rivoluzione tecnologica, l’evoluzione demografica e le sfide ambientali che hanno guidato storicamente le nostre strategie tematiche di investimento rimarranno intatti a lungo termine. Manteniamo questa view anche per il post Covid in quanto riteniamo che la tecnologia, l’assistenza sanitaria e l’energia sostenibile trarranno i maggiori benefici dai cambiamenti in atto nella società.

I titoli di robotica e tecnologie innovative non sono economici a prima vista. Tuttavia, riteniamo che le valutazioni superiori alla media siano più che compensate da una maggiore e più sostenibile crescita dei ricavi e da interessanti flussi di cassa netti. Anche la qualità e la crescita degli utili sono elevate. La consistente attività di ricerca e sviluppo mostra un alto livello di investimenti nel futuro, non si tratta di aziende che stanno crescendo attraverso la riduzione dei costi.

ESG e robotica: un legame sempre più stretto

In Candriam tutto il nostro approccio di gestione degli investimenti è modellato da fattori ambientali, sociali e di governance. La necessità di affrontare questioni come il riscaldamento globale, l’inquinamento, l’esaurimento delle risorse naturali e i sistemi di smaltimento dei rifiuti sta spingendo l’innovazione verso sensori ambientali avanzati, semiconduttori a ridotto consumo energetico, data center efficienti dal punto di vista energetico, software di simulazione e tecnologie avanzate per il riciclo, incluso lo smistamento dei rifiuti.

Consideriamo anche le “S” in ESG: da un lato, i robot possono svolgere molte attività pericolose per l’uomo, proteggendo i lavoratori e rendendoli disponibili per ruoli più sicuri e creativi nella produzione, nell’elaborazione dei dati ecc. Bisogna però tenere naturalmente conto dell’altro lato della medaglia nell’intera catena del valore, in modo che le tasche della forza lavoro che potrebbero essere sostituite da queste tecnologie siano incanalate in aree produttive e non messe da parte.

L’emergenza COVID ridisegnerà la robotica e le tecnologie innovative

La robotica e l’automazione vengono accelerate da Covid-19 sia sul breve sia sul lungo periodo. A breve termine, circa un terzo della forza lavoro delle nazioni sviluppate sta lavorando a distanza e si sta facendo consegnare a casa cibo e altri beni. La robotica della logistica e delle consegne dovrebbe trarne vantaggio. Anche i robot per la sanificazione costituiscono un’esigenza a breve termine.

Il Covid-19 è un forte stimolo per l’automazione. L’assistenza sanitaria in particolare dovrebbe beneficiarne a medio e lungo termine. I pericoli di recarsi in una struttura medica hanno stimolato una maggiore accettazione collettiva dell’assistenza sanitaria virtuale, e probabilmente anche i regolatori più riluttanti noteranno sia la domanda che i benefici.  Ciò va molto più al di là dell’usare un semplice telefono o un laptop per “vedersi” l’un l’altro, poiché c’è bisogno di applicazioni ad alta intensità di dati. A medio e lungo termine, su questa linea, ci si potrebbe aspettare anche una più rapida accettazione delle possibilità della chirurgia a distanza. Certe operazioni di routine saranno moltiplicate per mille, come la misurazione della temperatura corporea, ad esempio negli aeroporti, o i test: è in fase di progettazione un robot per prelievo di sangue. Nei primi tempi dell’HIV, il personale addetto ai prelievi era terrorizzato. Per quanto riguarda i test per il Covid, il rischio per il personale sanitario potrebbe essere inferiore, ma il grande numero di persone da testare rende quasi inimmaginabile un contatto fisico.

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