Investimenti, 3 lezioni sugli emergenti

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Avatar di Redazione 4 Maggio 2020 | 15:30

Vi riportiamo di seguito un commento un commento sulle 3 lezioni da apprendere dalla crisi per quanto riguarda i bond emergenti, a cura di Samy Muaddi, gestore del fondo T. Rowe Price Funds SICAV – Emerging Markets Corporate Bond, T. Rowe Price.

Nonostante l’attuale crisi stia pesando sui mercati, il segmento delle obbligazioni corporate dei mercati emergenti continua ad offrire prospettive positive. In particolare, riteniamo che il mese di marzo possa averci insegnato 3 lezioni per quanto riguarda la gestione delle fasi critiche.

  1. L’importanza della struttura del mercato

L’importanza della liquidità è stata la lezione post-crisi ricorrente degli ultimi 200 anni. In quanto ex analista bancario, conosco molto bene il fattore liquidità e so che non serve finché serve, ma quando serve è l’unica cosa che serve.

Dato che vita lavorativa e famigliare si stanno mescolando in questa fase, farò una metafora basata sul gioco preferito di mia figlia, quello delle sedie. Diciamo che ci sono 100 investitori in ogni mercato obbligazionario. Il mercato dei Treasury ha 100 sedie, quello del credito investment grade ne ha solo 95, l’high yield ne ha 85, l’obbligazionario emergente 80. Le asset class con meno sedie devono compensare gli investitori con rendimenti più elevati per il rischio di essere eliminati dal gioco. Quando la musica si ferma, potresti non trovare una sedia, questa è la normalità sui mercati. Ora immagina che in una crisi la musica diventi molto più concitata: la liquidità scompare a causa di un mix di timore, incertezza e deflussi. Il mercato dei Treasury oggi ha solo 95 sedie, il credito investment grade 75, l’high yield e l’obbligazionario emergente 50. Il prezzo, l’arbitro per eccellenza, perde potere in un contesto di sell-off e di ETF insensibili ai prezzi.

I mercati emergenti e l’high yield hanno una liquidità strutturalmente ridotta. Le banche centrali non guardano generalmente a questo segmento. Ecco perché il mio livello di ottimismo è aumentato a marzo quando il nostro team di ricerca focalizzato sui titoli di Stato Usa ha iniziato a evidenziare questo elemento strutturale anche nel segmento dei Treasury. A quel punto ho iniziato ad avere fiducia nel fatto che ci sarebbe stata una risposta alla crisi, e che le banche centrali avrebbero aggiunto nuove sedie.

  1. Non dubitare dell’azione delle banche centrali

Il peggior errore da parte degli investitori è di credere che le banche centrali siano impotenti di fronte alla crisi da Covid-19. Ovviamente non possono curare la malattia, o riaprire i ristoranti, ma sono piuttosto abili nel progettare un rialzo nei mercati finanziari. Di recente ci sono state lamentele riguardo al fatto che la Fed abbia deciso di acquistare i fallen angels e gli ETF high yield, reputando tale mossa un azzardo morale, che va oltre il mandato originale della Banca Centrale. Tuttavia, che si sarebbe arrivati a un’espansione del mandato era evidente ormai da anni.

Inoltre, non possiamo valutare l’efficacia delle azioni delle banche centrali basandoci sulla reazione dei mercati nell’arco di minuti, ore o giorni. Gli investitori avranno bisogno di settimane o mesi per superare la crisi di liquidità di marzo. Ecco perché il credito high yield e quello dei mercati emergenti continuano a sottoperformare rispetto all’azionario da inizio anno. È invece importante che il tasso di cambiamenti strutturali sui mercati sia positivo. Inoltre l’impulso al credito della Cina ha accelerato questo mese, rompendo un precedente periodo di 2-3 anni di appiattimento. Se questa tendenza durerà qualche mese e impatterà sull’economia reale, sarà una forza potente che sosterrà ulteriormente la ripresa.

  1. L’importanza di essere in anticipo quando si investe nelle asset class meno liquide

Si è scritto molto riguardo a quando il mercato toccherà il minimo. Sapere quando si raggiungerà tale livello non significa molto nelle asset class più illiquide. Se mi aveste detto il 23 marzo che ci trovavamo nel punto di minimo, non sarei stato comunque in grado di acquistare un numero sufficiente di bond quel giorno o quella settimana, per garantire performance adeguate ai clienti. Acquistare tutto il rischio di credito quando gli spread sono al picco non massimizza le tue probabilità di avere successo nella fase di ripresa. Per accumulare un livello di rischio adeguato che offra un valore attraente sul lungo termine, è necessario essere in anticipo, consapevoli del fatto che a volte i bond scenderanno molto prima di tornare a salire.

Conclusioni

La strada davanti a noi è ancora lunga. Ci stiamo spostando da un mercato “beta” a un mercato “alpha”. La cosa più importante nei prossimi mesi sarà di evitare le svalutazioni e di aumentare il livello di rischio comprando a valutazioni attraenti. Il ciclo di default è purtroppo soltanto all’inizio.

Quando la volatilità tornerà a livello normali, e la fase “beta” della crisi sarà conclusa, sarà il momento giusto per tornare a focalizzarsi sull’alpha. Scegliere i Paesi e le società giuste tornerà ad essere la variabile chiave per determinare le performance degli investimenti.

 

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