Mercati, una ricerca spiega gli effetti a lungo termine del Covid-19

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Avatar di Redazione 4 Maggio 2020 | 12:16

Il Covid-19 ha messo sotto pressione l’economia globale come non mai prima d’ora. In collaborazione con molti esperti in-house, il Global Market Strategy (GMS) Office di Invesco ha analizzato gli effetti a lungo termine di questa pandemia globale, valutandone le probabili conseguenze sulle prospettive per il contesto macroeconomico, le asset class e le valute a livello mondiale.

Dopo una profonda recessione quest’anno, gli esperti di Invesco prevedono un sostanziale cambiamento dell’economia globale negli anni a venire, poiché i profondi mutamenti strutturali già in atto prima della crisi del coronavirus sono probabilmente destinati a perdurare. In alcuni casi saranno addirittura amplificati dalla consapevolezza che bisogna mettere in conto anche gli eventi più estremi e che pertanto è utile poter contare su maggiori “assicurazioni” pubbliche, private e di portafoglio.

Ormai è evidente che questa recessione sarà molto più violenta rispetto a uno scenario tipico, ma la buona notizia è che non ci aspettiamo una crisi finanziaria sistemica, a differenza del 2008-2009, in ragione della risposta energica e abbondante dei principali istituti centrali e governi, che sono intervenuti per costruire una rete di protezione per l’economia globale“, ha scritto Arnab Das, Global Macro Strategist, EMEA, in un nuovo articolo Invesco intitolato Policies, Performance and Prognosis beyond Pandemic Pandemonium and Panics (Politiche, performance e prospettive oltre il pandemonio e il panico da pandemia). “I pacchetti di politiche monetarie e fiscali non possono certo compensare del tutto il crollo della spesa privata, e per estensione dell’attività economica globale, ma senza di essi sarebbe molto più lecito aspettarsi di finire in una spirale decrescente verso una recessione pluriennale, simile alla pandemia di spagnola del 1918-20, che probabilmente contribuì alla depressione dei primi anni Venti del secolo scorso.”

Dopo una brusca contrazione della domanda, il team GMS di Invesco ipotizza un graduale ma parziale sfogo nel tempo della domanda e dell’offerta latenti, con un conseguente livellamento del tasso di crescita dovuto all’esigenza di normalizzare i bilanci pubblici e privati, appesantiti da debiti più gravosi in un contesto economico ridimensionato e più lento a crescere, andando a frenare la crescita potenziale. Come osservato dagli esperti GMS, la durata della brusca recessione iniziale dipenderà dalle tempistiche dei lockdown globali e della loro progressiva revoca, con un potenziale appiattimento della ripresa dopo un rimbalzo iniziale, qualora si rendessero necessarie nuove misure di blocco per scongiurare la minaccia di una seconda ondata pandemica.

Una volta revocate le misure di confinamento, la domanda inespressa ricomparirà online, ma è possibile che la crescita economica continui a essere repressa da un’espansione più graduale a livello degli scambi e degli investimenti internazionali. Questi effetti si manifesterebbero in successione nelle varie aree del mondo, poiché le nazioni si sono trovate a dover fronteggiare la pandemia istituendo misure di blocco con tempistiche diverse. Inoltre, alla luce delle grosse incertezze e delle differenze intorno ai test nei singoli paesi, molti governi potranno scegliere di limitare gli spostamenti più a lungo da alcune giurisdizioni rispetto ad altre, il che rischia di ritardare la ripresa in settori come le compagnie aeree e gli hotel o in economie più dipendenti dal turismo e dal commercio, specialmente nei paesi emergenti.

Il team GMS di Invesco ravvisa una serie di sfide e rischi capaci di compromettere la stabilità economica o finanziaria e mettere a repentaglio la ripresa, ma ritiene tuttavia che possano essere scongiurati mediante scelte strategiche adeguate. In prima linea tra queste troviamo la complessità di una risposta fiscale coordinata nella zona euro, i rischi di illiquidità e solvibilità nei mercati emergenti, ma anche seconde ondate di contagi o mutazioni del virus capaci di prolungare il blocco dell’attività economica. “Maggiori saranno la concertazione e la collaborazione a livello mondiale nell’affrontare gli anelli deboli della risposta alla pandemia, ma anche in materia di politica economica, e meglio sarà“, ha affermato Das.

Per contro, tra i fattori capaci di migliorare le previsioni per l’economia e i mercati finanziari abbiamo: un rapido contenimento della pandemia e la disponibilità di un vaccino o di una cura prima del previsto; uno stimolo fiscale coordinato e cospicuo da parte di un insieme di economie, simile all’azione del G20 dopo la crisi finanziaria globale; ma anche riforme strutturali, settore sanitario incluso, e altre forme di potenziamento della previdenza sociale, capaci di rafforzare la fiducia per il futuro, unitamente a maggiori investimenti nelle infrastrutture e nell’istruzione per compensare le conseguenze delle quarantene sull’istruzione di base e superiore.

Tornando alle prospettive dei mercati finanziari, il team GMS di Invesco ipotizza il protrarsi della volatilità sui mercati in un contesto di pressioni macroeconomiche sui fondamentali e sulle imprese nei trimestri a venire, con una serie di notevoli difficoltà per il credito societario sulla scia dei declassamenti e delle insolvenze in molti settori compromessi, ad esempio il credito societario dei mercati emergenti, dove è possibile che intervengano anche le pressioni di rifinanziamento a peggiorare la situazione. A giudizio del team, la pressione sugli utili e sui dividendi costituirà probabilmente una sfida in molti mercati azionari, specialmente nell’Unione europea e nel Regno Unito, ed è probabile che dividendi e riacquisti forniranno molto meno supporto alle azioni statunitensi.

Guardando più avanti, al 2021 e alla fase di normalizzazione post-pandemica dell’economia mondiale, gli esperti di Invesco prevedono un ulteriore aumento dei rendimenti obbligazionari, il protrarsi dell’indebolimento del dollaro USA ma anche la diminuzione della volatilità e dei premi al rischio per gli asset rischiosi. “Si tratta di un processo già in atto in gran parte dei mercati sviluppati, specialmente nell’azionario statunitense, ma è lecito ipotizzare che evolverà man mano che la sanità pubblica e l’economia privata riemergeranno dalla pandemia“, ha osservato Das. “Questa volta, però, riteniamo che i mercati emergenti continueranno a segnare il passo a livello generalizzato, alla luce delle difficoltà notevolmente maggiori in termini di politiche di sanità pubblica, delle pressioni fiscali e di finanziamento esterno, nonché delle pressioni generali sulla crescita che molte delle economie emergenti si troveranno con tutta probabilità ad affrontare.”

 

Il team GMS di Invesco si aspetta che l’esperienza di questa pandemia (forse il primo importante shock ad aver colpito quasi tutti i paesi simultaneamente) sposti i riflettori su sette grandi temi negli anni a venire, andando potenzialmente a modificare l’equilibrio tra le proporzioni di reddito da lavoro e rendimenti del capitale a livello del PIL. Questi temi sono: sanità pubblica e assicurazioni; cambiamento climatico; disuguaglianza e fenomeni demografici; la quarta rivoluzione industriale; il futuro dell’euro; il futuro dei mercati emergenti; globalizzazione, geo-economia e geopolitica.

 

Prevediamo che ciascuno di questi temi verrà affrontato con modalità diverse nei vari paesi e settori, e ciò sembra spingere verso un contesto di investimento di stampo più bottom-up e meno top-down, il che nel lungo periodo potrebbe risultare più proficuo in termini di alfa e meno esposto al beta“, ha concluso Das. “Tutto questo va nella direzione di un maggiore coordinamento tra asset allocation e selezione, cui si unisce la crescente importanza di una scelta oculata di paesi e titoli in un’ottica lungimirante.”

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