Asset allocation, le opportunità sul credito

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Avatar di Redazione 5 Maggio 2020 | 14:30

Le opportunità sul credito, nel mezzo del caos. Ne parla in questa view Ariel Bezalel, Head of Strategy fixed income, e Harry Richards, gestore fixed income di Jupiter AM.

Perché siamo ancora relativamente difensivi sul credito, dato il bazooka monetario e fiscale?

Sebbene l’enorme risposta monetaria e fiscale abbia stabilizzato i mercati finanziari, è difficile che queste misure abbiano un grosso impatto mentre l’economia globale è in lockdown.

A marzo, abbiamo visto la fase di liquidazione, quando gli investitori sono corsi a scaricare anche gli asset più liquidi, rincorrendo il cash. Riteniamo sia saggio aspettare la fase dell’insolvenza, più tardi quest’anno. È la fase in cui le società altamente indebitate, e Paesi soprattutto tra gli Emergenti, semplicemente non possono far fronte al basso livello di crescita economica. Per facilitare gli elevati livelli di debito, è necessario avere crescita e flussi di cassa – entrambi probabilmente scarseggeranno nel futuro prossimo. Un’approfondita analisi creditizia è quindi cruciale in questo tipo di scenario.

Il tiro alla fune tra stimoli aggressivi e fondamentali in peggioramento probabilmente continuerà per un po’ di tempo. Sarà un mercato per chi sa scegliere i crediti, con opportunità significative di creazione di alpha se si evitano i downgrade e i default, catturando il rialzo delle società ben posizionate per attraversare la fase di turbolenza economica. Ci aspettiamo di sfruttare le fasi di avversione al rischio per incrementare le posizioni sulle società di qualità, quando le valutazioni saranno sotto pressione.

Giapponesizzazione

Continuiamo ad essere rialzisti sui Treasury americani e sui titoli di Stato australiani, con una predilezione per le lunghe scadenze. Con l’economia globale tenuta in vita artificialmente e un possibile ulteriore supporto fiscale in vista, i rendimenti in questi mercati potrebbero convergere con i rendimenti più bassi dei titoli di Stato del Giappone o europei. In effetti, nonostante gli yield siano già a livelli storicamente bassi, non saremmo sorpresi nel vedere i Treasury decennali scendere sotto lo 0, con i tassi reali che si muoverebbero bruscamente al rialzo sulla scia di un’inflazione molto più bassa.

Questo perché riteniamo che le condizioni recessive siano solo all’inizio e che le banche centrali stiano rapidamente esaurendo le cartucce. Il rialzo dell’occupazione (negli USA, tutti i posti di lavoro creati dalla crisi finanziaria del 2008 sono stati purtroppo cancellati nel giro di un mese), le letture decisamente negative sul PIL, e il rischio di ulteriori ondate di contagi si combineranno per porre sotto ulteriore pressione le banche centrali, affinché allentino ancora la politica monetaria nel corso dell’anno.

Quando la volatilità tornerà, la Fed potrebbe entrare in campo per acquistare azioni, come la Bank of Japan fa da un po’ ormai. Da tempo pensiamo che i mercati sviluppati seguiranno, alla fine, la strada economica percorsa dal Giappone. Con un rimbalzo a V della crescita improbabile, e con le politiche convenzionali che hanno ormai raggiunto i loro limiti, potremmo vedere una adozione più ampia di misure come il controllo della curva dei rendimenti o una maggiore considerazione di politiche controverse come la Teoria Monetaria Moderna o la c.d. helicopter money.

Il dollaro sarà re

La forza del dollaro nell’ultimo anno è stata incredibile, se si considera che i tassi di interesse americani sono stati tagliati a zero e che la Fed ha promesso un QE illimitato. Gli ingranaggi dell’economia globale soffrono chiaramente la mancanza di dollari. Ciò sta danneggiando i mercati emergenti, che hanno circa 13.000 miliardi di dollari di debito che diventa difficile onorare se il biglietto verde si rafforza. Questa è una delle ragioni per cui abbiamo ridotto l’esposizione sugli emergenti, anche se manteniamo la posizione sulla Russia, così come su titoli ucraini a breve scadenza, poiché siamo ottimisti sulla loro capacità di firmare un accordo con il Fondo Monetario Internazionale.

Occhio all’orso

I mercati orso, cioè ribassisti, in passato hanno spinto gli investitori a rientrare troppo presto. Ci aspettiamo che l’attuale fase di volatilità continui, creando molte opportunità di credito prezzato erroneamente a favore dei gestori attivi, per generare alpha. Continueremo ad essere disciplinati, investendo principalmente su debito di alta qualità, dove il rischio default è basso e gli spread attraenti, rimanendo concentrati sulla liquidità e sulla mitigazione del rischio di ribasso.

 

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