Investimenti, la sostenibilità per ripartire

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Avatar di Redazione 6 Maggio 2020 | 15:31

Vi proponiamo di seguito un commento su come le aziende più sostenibili abbiano registrato performance migliori rispetto ai competitor negli ultimi mesi di emergenza coronavirus, a cura di Nicholette MacDonald-Brown, Co-Head of Pan European Equity Research, Schroders.

Le aziende che trattano i propri stakeholder in modo equo e corretto beneficeranno di migliori performance azionarie rispetto a quelli che non lo fanno: è questa l’idea di investimento sostenibile che abbiamo qui in Schroders.

Prima della crisi da Covid-19, c’è stato un crescente dibattito su questo tema. Alcuni ritenevano che investire in modo sostenibile fosse un lusso da potersi permettere soltanto in fasi rialziste, e non un modo per ottenere rendimenti superiori al mercato nel corso di tutto il ciclo.

La recente fase di volatilità ci ha dato l’opportunità di mettere alla prova la nostra teoria sugli investimenti sostenibili durante un brusco crollo sui mercati e una ripresa altrettanto rapida. I risultati sono degni di nota.

Guardando all’azionario europeo, il nostro strumento proprietario di ricerca “CONTEXT” classifica le società sulla base della loro sostenibilità. Attraverso questa classificazione, la nostra analisi mostra che i titoli europei che si trovano nel quartile superiore per sostenibilità hanno visto un calo medio dei prezzi delle azioni del 29% nel periodo che va dal picco del 17 febbraio al crollo del 23 marzo. Al contrario, le azioni nell’ultimo quartile (quelle considerate meno sostenibili) in media hanno perso il 38% nello stesso periodo, mentre il benchmark è crollato del 35%.

In seguito, nella fase di ripresa tra il 23 marzo e il 17 aprile, le azioni nel quartile superiore sono cresciute in media del 19%, rispetto al 17% dell’ultimo quartile e al 19% del benchmark.

Le tempistiche in questo caso sono molto brevi, e le performance passate non sono mai garanzia di rendimenti futuri assicurati. Tuttavia, è interessante notare che durante la recente fase di turbolenza, nel momento di massima preoccupazione sui mercati riguardo alla pandemia di Covid-19, le azioni con un profilo migliore dal punto di vista della sostenibilità hanno avuto performance migliori a livello di prezzi. 

Se gli investimenti sostenibili sono stati percepiti a volte come un “bene di lusso” che gli investitori possono ignorare in fasi economiche più complesse, questi dati suggeriscono il contrario.

Come misuriamo la sostenibilità?

Nel team European Equities Blend di Schroders utilizziamo lo strumento di ricerca proprietario CONTEXT, sviluppato in collaborazione con il team Sustainable Investment, per individuare le società più e meno sostenibili. CONTEXT ci permette di analizzare le relazioni di una singola società con tutti i suoi stakeholder, compresi clienti, dipendenti, fornitori, regolatori, azionisti e l’ambiente, e di guardare alla sua governance e alla qualità del suo management. L’importanza dei singoli stakeholder è diversa in ogni settore – per esempio i regolatori sono più importanti per il settore bancario, rispetto a quello delle vendite al dettaglio – e questo è tra i fattori presi in considerazione.

Una volta valutata la solidità delle relazioni di una precisa azienda con i suoi stakeholder, confrontiamo i suoi risultati con quelli delle altre aziende del settore. Ciò porta a una classificazione in quartili delle società rispetto ai loro competitor all’interno dello stesso ambito, senza che alcun quartile sia dominato da un settore particolare o da uno stile di investimento.

Quali sono le prospettive post-crisi per gli investimenti sostenibili?

La gravità della crisi da Covid-19 ha acceso i riflettori sulla risposta di governi, individui e aziende. L’attenzione dei media e dei consumatori si è focalizzata su come le aziende stanno trattando i propri stakeholder in questa fase di crisi.

Per esempio, all’inizio della pandemia, quando le misure di lockdown erano meno chiare (almeno nel Regno Unito), le società che chiedevano ai dipendenti di lavorare senza protezioni, o in cui il distanziamento sociale era impossibile, hanno dovuto affrontare la reazione negativa della stampa e dell’opinione pubblica.

Un trattamento equo dei dipendenti implica anche flessibilità per coloro che non sono in grado di lavorare come in una fase di normalità. Non tutti i lavori possono essere svolti da casa e in alcuni casi i dipendenti devono combinare al lavoro la gestione dei figli.

Le società stanno offrendo supporto anche ai loro fornitori o rivenditori. L’estensione dei termini di pagamento per affitti, utility o beni ne è un esempio.

Le società che hanno trasformato la loro linea di produzione per fabbricare disinfettanti per le mani, camici protettivi o ventilatori, invece di cosmetici, indumenti o automobili prodotti in fasi di normalità, hanno ricevuto riscontri positivi dalla stampa. Altre aziende hanno invece fatto donazioni per supportare la ricerca medica o le comunità locali.

Tutti questi esempi indicano che molte aziende in Europa stanno prendendo sul serio le proprie responsabilità nei confronti degli stakeholder, e le loro risposte sono state notate. Secondo uno studio sulla fiducia nei brand condotto a marzo da Edelman, il 65% delle persone afferma che le proprie decisioni di acquisto saranno influenzate dal comportamento delle aziende in questa pandemia. Il dato è ancora più alto in Cina, all’88%. Le aziende che trattano correttamente i propri stakeholder potrebbero essere meglio posizionate per affrontare il futuro post-crisi.

L’attuale emergenza sta avendo effetti importanti e riteniamo che il comportamento di aziende e consumatori cambierà in modo permanente. Questa crisi è diversa rispetto a quelle precedenti, soprattutto per il fatto che il supporto da parte dei governi non è pensato soltanto per il sistema finanziario, ma funge da garanzia sociale per aiutare le aziende e i dipendenti in questo periodo complesso. Ciò potrebbe portare alla nascita di un contratto sociale nuovo e duraturo tra governi, autorità e forza lavoro.

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