Asset allocation, vincitori e vinti del Covid-19

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Avatar di Redazione 26 Maggio 2020 | 15:01

James Rich, Senior Portfolio Manager di Aegon Asset Management, traccia una classifica di quali sono i comparti con le maggiori possibilità di emergere vincitori, in una suddivisione che tiene conto dei favoriti, degli incerti e dei bocciati. Buona lettura

L’economia globale è messa alla prova come mai prima e così lo sono le aziende. La crisi da coronavirus sta ridefinendo il concetto di resilienza, ma sta anche offrendo la rara opportunità di testare i presupposti di base dell’investire in maniera sostenibile.

In molti si chiedono se il progredire della crisi, e gli sforzi per superarla, possano mettere a repentaglio la svolta verso la sostenibilità, dirottando l’attenzione verso altre priorità. Pur consapevoli della probabilità che alcune iniziative possano subire uno stallo nel breve periodo in linea alle considerazioni che le aziende dovranno fare sui loro livelli di investimento, a nostro parere la pandemia potrebbe rivelarsi un punto cardine per il movimento per la sostenibilità.

Molte tra le più grandi innovazioni che hanno travolto la società sono scaturite da momenti dolorosi. Allo stesso modo, la diffusione del coronavirus è stata un campanello d’allarme per le aziende. La crisi ha esposto le criticità di catene di approvvigionamento deboli e di pratiche di gestione del lavoro carenti, obbligando le imprese ad adattare velocemente i propri modelli di business per poter sopravvivere. Ci aspettiamo che molte società si reinventino e riemergano dalle tenebre della crisi con un focus più definito sulla sostenibilità e questo perché saranno costrette a considerare le ramificazioni sociali e ambientali dei loro prodotti e delle loro dinamiche.

In base alla ricerca e alla classificazione dei vari settori all’interno della nostra strategia di investimento sostenibile sul credito societario, abbiamo definito le probabilità di vari comparti di uscire vincitori o perdenti dallo stato di crisi.

I favoriti

Tecnologia: con la popolazione confinata in casa, la domanda per molti prodotti e servizi tecnologici si è impennata. Questo aumento spinge sulle vele di società che offrono soluzioni tech, inclusi i fornitori di servizi cloud ad alta efficienza energetica.

Comunicazioni: le aziende che danno supporto alle catene di valore per internet e wireless stanno beneficiando della quarantena e dello spostamento dell’ambiente di lavoro all’ambito domestico. Il bisogno di un’ottima copertura in termini di linea è imprescindibile, anche più di quanto non lo fosse prima della crisi.

Farmaceutici e biotech: per un settore che prima della pandemia veniva visto come il nemico numero uno del popolo a causa della crisi degli oppiacei e dell’aumento dei costi dei farmaci, il tema della sostenibilità è accorso in un qualche modo in aiuto. Si è tornati a vedere la drammatica importanza dello sviluppo di nuove cure, così come il bisogno di innovazione sostenibile in ambito farmaceutico.

Food & Beverage: le vendite di alimentari attraverso i canali di vendita tradizionali sono aumentate, supportate dal forzato cambio nelle abitudini delle persone, obbligate ora a consumare i propri pasti a casa. In questo frangente, a trarne beneficio sono stati anche i prodotti alimentari sani.

Risultati in chiaro/scuro

Edilizia: a prescindere da quanto possa essere conveniente comprare una nuova casa, in pochi stanno anche solo considerando l’acquisto di nuove costruzioni. Le ristrutturazioni delle case esistenti sono rallentate e così la domanda per materiali da costruzione che migliorano l’efficienza energetica. Detto ciò, alcuni mercati avevano carenze esistenti che non verranno spazzate via dalla crisi.

Servizi finanziari: dato l’impatto sproporzionato di questa recessione, il bisogno di dare supporto alle piccole e medie imprese non è mai stato così forte. Le aziende che facevano di questo la loro missione prima della crisi subiranno un aumento delle perdite e un calo del fatturato. Ma aiutare le PMI ora potrebbe anche essere molto redditizio quando l’economia recupererà.

Energia: la domanda di elettricità è ciclica, e la recessione attuale non fa differenza, che l’energia sia generata da fonti rinnovabili o meno. Nel lungo termine, però, la transizione verso un minore impatto ambientale persisterà, così come l’abbassamento dei costi dell’energia rinnovabile.

Industriali: molti settori industriali sono fortemente ciclici. Il bisogno per servizi ambientali diminuirà insieme alla domanda per prodotti industriali. Nel frattempo, però, alcune aree sorridono, come quella dell’imballaggio di carta che vede un aumento della richiesta.

Gli sconfitti

Automotive: gli acquisti di lusso stanno subendo il colpo. Automobili e ricambi non fanno eccezione, a prescindere che siano elettriche, ibride o con il motore a combustione. Il tasso annuale destagionalizzato (SAAR) negli Stati Uniti dovrebbe scendere a 12-14 milioni per i prossimi 12 mesi.

Immobili commerciali: il bisogno per immobili ad uso commerciale è crollato con la quarantena. Settori come quello alberghiero o il retail ci metteranno anni a riprendersi e altri potrebbero essere cambiati per sempre, in linea alla nuova direzione delle aziende che stanno considerando l’opportunità di una maggiore flessibilità per i propri dipendenti.

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