Asset allocation, il digitale per il lungo termine

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Avatar di Redazione 27 Maggio 2020 | 14:46

Dopo un periodo negativo per i mercati azionari globali, nelle ultime settimane abbiamo assistito a una fase rialzista, in gran parte guidata dalle azioni tecnologiche. Ovviamente la pandemia di COVID-19 ha determinato una netta accelerazione nella trasformazione digitale. I titoli tecnologi hanno retto meglio di altri settori durante tutta la crisi del coronavirus, a causa di un esteso utilizzo degli strumenti di comunicazione digitale. Come affermato dal CEO di Microsoft Satya Nadella, abbiamo visto due anni di trasformazione digitale in due mesi. Si è registrato un aumento del lavoro da casa, della domanda di computer portatili e di reti personali, oltreché di strumenti di collaborazione a distanza.

Tuttavia, non si tratta di un fenomeno nuovo ma di un trend che era già in atto. Se si guarda agli ultimi 14 anni, l’IT è diventato uno dei settori più importanti nel mercato azionario. Nel 2005, negli Stati Uniti, i titoli tecnologici e le azioni del settore delle comunicazioni rappresentavano l’11% dei profitti totali; ora rappresentano il 47% dei profitti totali. La continua trasformazione digitale della nostra società, non farà che sostenere ed esaltare questo trend.

Il mercato sta attualmente valutando una forte ripresa a forma di V, anche per molti titoli tecnologici. Tuttavia, se la ripresa sarà più lenta, con un ciclo più lungo a forma di U, allora vedremo ovviamente valutazioni più vulnerabili, i multipli si ridurranno e forse anche qualche svantaggio a breve termine.

In questo contesto la domanda quindi che ci si pone è quali segmenti tecnologici sono attualmente attraenti e quali tendenze indotte dalla crisi potrebbero proseguire anche in un’ottica di lungo periodo? La risposta va ricercata secondo Hans Slob, Senior Investment Analyst di NN IP, nei segmenti più difensivi del settore tecnologico e nei trend secolari che continueranno a guidare la crescita anche in futuro, come il 5G o l’Internet of Things. Bisogna, inoltre, guardare alla qualità delle società in portafoglio, a modelli di business asset light e con un buon profilo ESG. Questi sono alcuni dei fattori che hanno portato la strategia azionaria globale sostenibile di NN IP a registrare molte sovraperformance.

“Poiché siamo cauti e ci aspettiamo più un recupero a forma di U che di V, manteniamo un posizionamento più difensivo nel settore della tecnologia e delle comunicazioni. – afferma Slob. Ci concentriamo, quindi, sulle società di software-as-a-service, che hanno un’alta percentuale di ricavi ricorrenti e anche bilanci molto solidi. In secondo luogo, ci piacciono le società di telecomunicazioni, in quanto hanno molta visibilità nei loro backlog ordinativi e beneficiano del 5G nel lungo termine e di tutta la domanda di capacità extra nel breve. E infine, ci piace anche lo spazio dei pagamenti fintech, visti i driver di crescita secondari, e anche l’impatto positivo nel breve periodo derivante da un maggior numero di pagamenti senza contanti.

“Qualora vedessimo una reale ripresa dell’economia, potremmo posizionare il portafoglio su scommesse più offensive, magari orientandoci ai semiconduttori. Ma al momento, ci atteniamo alle società modelli basati sugli abbonamenti, alle società di telecomunicazioni e alle fintech”.

Nel complesso, un forte focus sull’alta qualità delle società, unitamente a un solido processo di gestione del rischio, preferenza per modelli di business asset-light, con momentum ESG positivo, sono alcuni dei fattori chiave individuati da NN IP per un portafoglio azionario resiliente, in grado di battere i benchmark di riferimento in fasi di mercato incerte come quella attuale ma anche di offrire opportunità in ottica di lungo periodo.

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