Mercati, cinque motivi per investire nel Fintech

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Avatar di Redazione 5 Giugno 2020 | 15:23

Vi proponiamo di seguito un commento di analisi sui cinque trend – dalla rivoluzione cashless alla cybersecurity e le molteplici opportunità offerte dalla digitalizzazione nel campo della finanza e del banking – che stanno dando impulso al fintech a livello globale traducendosi in una crescita anche in un periodo di crisi come quello attuale, a cura di Patrick Lemmens, Portfolio Manager Global FinTech Equities di Robeco.

Un trend, per definizione, dovrebbe essere immune da shock di breve termine, ma il fintech è andato un passo oltre offrendo una crescita durante la pandemia. È uno dei più grandi temi d’investimento al mondo, a cavallo tra i mercati emergenti e quelli sviluppati, ed è sostenuto da dinamiche positive sia demografiche che tecnologiche. In quest’ottica, evidenziamo le cinque nuove ragioni per investire nel fintech.

  1. I pagamenti online stanno diventando la norma e il denaro contante l’eccezione

L’allontanamento dal contante è ancora un tema molto caldo, e lo vediamo ora apparire nell’agenda politica. In Europa il mercato è molto frammentato poiché il passaggio al digitale segue ritmi diversi. I Paesi scandinavi, i Paesi Bassi e il Regno Unito sono piuttosto avanzati in materia di pagamenti digitali, ma in Spagna, Italia e Grecia l’uso del denaro contante è ancora fortemente radicato, pari a circa l’80-90%. In questi paesi del sud Europa, le società di elaborazione dei pagamenti stanno rilevando le attività di pagamento digitale dalle banche, che li stanno scorporando perché rappresentano un costo, mentre le società di elaborazione dei pagamenti sanno come renderle più efficienti e più grandi. Tuttavia, si iniziano a osservare i primi segnali di aziende di elaborazione dei pagamenti paneuropee, un trend molto interessante che rispecchia quanto sta accadendo negli Stati Uniti. Negli anni a venire, non solo il tema della crescita di lungo periodo continuerà, ma molto probabilmente sarà accompagnato anche da un miglioramento dei margini, visti i vantaggi di scala di cui godono oggi i grandi conglomerati.

 

  1. Il settore finanziario tradizionale e le società fintech non possono più fare a meno l’uno dell’altra

I servizi forniti dalle società fintech sono ancora fortemente specializzati e banche, assicurazioni e asset manager non hanno competenze specialistiche al loro interno. Ma è vero anche il contrario, perché i costi di avviamento e i costi di acquisizione dei clienti sono ancora molto elevati per tante startup, che si affidano quindi alle banche per sviluppare il proprio business. Molti istituti finanziari hanno ancora software degli anni Settanta e Ottanta. I provider di middleware hanno tratto grandi vantaggi dalla vendita di soluzioni temporanee. Tuttavia, la maggior parte dei core system non sono in grado di connettere nuovi servizi e strumenti, o non possono gestire applicazioni esterne che hanno bisogno di comunicare con sistemi e database interni: per fare questo le banche devono rivolgersi alle aziende fintech.

La tecnologia distributed ledger (blockchain) è un’altra area entusiasmante: molti tendono a pensare che si riferisca solo alle criptovalute, come il bitcoin, ma in realtà prevede usi molto più ampi. La finanza commerciale, la gestione dei sinistri assicurativi e la registrazione della proprietà dei beni sono aree in cui la nuova infrastruttura basata su blockchain è già stata implementata. I servizi di robo-advisory forniti tramite software su siti web, ad esempio, dimostrano che la tecnologia è in grado di raggiungere un gruppo di persone che in precedenza non costituivano una clientela economicamente interessante. Pensiamo che nel tempo le soluzioni di robo-advisory porteranno a una più ampia penetrazione e si faranno lentamente strada tra i servizi finanziari mainstream.

 

  1. Investire nella cybersecurity sta creando nuove straordinarie opportunità

Con la digitalizzazione, la sicurezza informatica sta diventando sempre più importante, perché l’enorme progresso tecnologico sta introducendo anche tipologie di criminalità più avanzate. La criminalità informatica spazia dalle frodi con carte di credito di vecchio stampo a un hacking più sofisticato che ha portato a massicce violazioni di dati e, sempre più spesso, al furto di identità. La maggior parte dei miliardi persi a causa della criminalità informatica non può essere recuperata, poiché il denaro spesso non può essere tracciato una volta sottratto ai legittimi proprietari. La sicurezza informatica è spesso considerata il tallone d’Achille della digitalizzazione, ma offre anche opportunità di investimento nelle aziende create per affrontarla. Queste vanno dai fornitori di software di sicurezza, alla semplice protezione antivirus fino ai firewall che impediscono l’hacking e le più avanzate tecnologie di crittografia e protezione dei dati. Il progresso dei pagamenti cashless ha anche portato allo sviluppo di software di identificazione per garantire che solo l’utente legittimo possa eseguire l’accesso.

  1. 2 miliardi di persone in più in tutto il mondo avranno accesso alla finanza digitale

Due miliardi di persone nei mercati emergenti attualmente non hanno accesso a un conto bancario. Paesi come l’Indonesia, le Filippine, la Thailandia, il Brasile, il Messico e il Kenya stanno sperimentando molte attività di inclusione finanziaria grazie alle aziende fintech. L’adozione dei pagamenti mobili nei mercati emergenti è progredita rapidamente negli ultimi 3 anni, mentre nei Paesi sviluppati i progressi sono stati più lenti a causa dell’ampia diffusione di metodi di pagamento alternativi. Un altro vantaggio per i mercati emergenti è che non hanno i sistemi obsoleti presenti in Occidente: passano direttamente dall’assenza di banche all’internet banking. Senza l’apertura di costose filiali, raggiungere milioni di persone non bancarizzate diventa molto più economico.

  1. Cina e India sono i nuovi mercati chiave per investire nel settore

La vera battaglia del fintech sta iniziando in India. Non è economicamente sostenibile aprire filiali nelle zone rurali del Paese: la densità di popolazione è troppo bassa, e la gente guadagna o possiede troppo poco per rendere redditizi i modelli dei servizi finanziari tradizionali. Il fintech ha rivoluzionato il quadro; il governo indiano ha introdotto un sistema di identificazione biometrica che scansiona impronte digitali, retina e dati facciali. Questi dati consentono ai piccoli commercianti di registrare le persone utilizzando lettori di impronte digitali a basso costo, collegati al database. Il risultato è impressionante: sono ben 335 milioni i conti bancari familiari aperti in 4 anni. In Cina, la battaglia per le quote nel fintech si è già ampiamente combattuta, dato che colossi del calibro di WeChat e Ant Financial dominano ora il mercato dei pagamenti. La Cina ha quasi 900 milioni di utenti nei servizi di pagamento che effettuano circa 80 miliardi di transazioni l’anno. Nel 2011 i pagamenti mobili rappresentavano solo il 3,5% dei pagamenti, nel 2019 si parla dell’85%.

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