M&G Investments, 3 riflessioni sull’impatto del Covid

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Avatar di Redazione 19 Giugno 2020 | 14:15

Vi proponiamo di seguito una sintesi dei tre interventi tenuti durante il webinar dello scorso 17 giugno organizzato da M&G Investments dal titolo Sustainable and impact investing beyond Covid-19.

Abbiamo avuto un inizio del decennio molto volatile dal punto di vista umanitario, economico e politico. Negli ultimi tempi, abbiamo assistito all’uscita dalla povertà e al progressivo arricchimento di molta parte della popolazione globale. Tuttavia il Coronavirus ha portato con sé un grande effetto umanitario e ha fermato questa tendenza. Le stime indicano che nel 2020 il mondo vedrà, per la prima volta dal 1997, più persone entrare nella povertà rispetto che a uscirne. Gli effetti profondi della pandemia si possono vedere anche nei sistemi sanitari globali, con molti paesi costretti a limitarsi a sostenere le proprie popolazioni.

Il Coronavirus ha anche avuto un forte impatto sull’ambiente. Con l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici avevamo iniziato a vedere una maggiore attenzione da parte di governi e imprese nella riduzione della CO2 immessa nell’atmosfera dall’attività umana. Ma ora, il blocco dell’attività economica dovuto al Covid-19 ha portato a una vasta riduzione nella produzione di anidride carbonica.

Nel 2020, a causa del blocco delle attività, le emissioni dovrebbero scendere tra il 5,5% e il 7,5%. Al fine di rispettare gli obiettivi climatici di Parigi, dovremmo vedere una riduzione del 7,6% all’anno fino al 2030. Questo per mantenere la giusta rotta e assicurarsi che la temperatura aumenti solo di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. Questa situazione ci ha dato la possibilità di capire cosa voglia dire vivere in un ambiente privo di inquinamento, ma anche di trasformare quella che è stata una lenta evoluzione in una rivoluzione e fare pressione per trovare soluzioni climatiche che ci permettano di arrivare in tempi più rapidi a un ambiente privo di inquinamento, a basse emissioni di carbonio e quindi rispettoso del clima.

Nel dibattito sulle emissioni di gas a effetto serra, l’attenzione si concentra sulla produzione di energia. Tuttavia, per avere un’idea chiara della situazione generale, dobbiamo guardare a diversi settori, come l’agricoltura o i consumi. Le energie rinnovabili da sole non porteranno alla soluzione del problema: dobbiamo prendere in considerazione l’intero contesto. Ad esempio, la transizione verso un’economia circolare può ridurre fino al 45% le emissioni di gas serra non legate all’energia. È necessario affrontare il problema alla radice.

Un altro effetto del Coronavirus è stato il massiccio calo dei prezzi dei combustibili fossili. Nonostante ciò, i progressi tecnologici hanno reso la produzione di energia rinnovabile molto più economica. Infatti, il costo attuale è un decimo rispetto a quello registrato durante la crisi precedente. Inoltre, il mercato è diventato disconnesso da quello del petrolio: nonostante il greggio sia al minimo, solo nell’ultimo mese negli Stati Uniti sono stati venduti 400mw di energia solare.

I governi hanno introdotto pacchetti fiscali a sostegno dell’economia nel breve e formulato pacchetti “sostenibili” a più lungo termine. È il caso dell’accordo EU Green Recovery, un pacchetto da 750 miliardi di euro da elargire nell’immediato, ma che probabilmente salirà a 1,85 trilioni di euro entro il 2030. Questo accordo mira a raggiungere la transizione green e digitale e la neutralità delle emissioni di carbonio, attraverso un piano che interessi la ristrutturazione delle abitazioni, l’economia circolare, le energie rinnovabili e l’idrogeno pulito. Anche prima dell’annuncio dell’UE Green Recovery deal, tuttavia, l’Europa stava lavorando alla Tassonomia verde dell’UE, che aiuterà investitori e aziende a prendere decisioni informate su attività rispettose dell’ambiente. I mercati premieranno quindi le aziende su questa base.

Le sfide sia dal punto di vista sociale sia ambientale che stiamo affrontando possono essere viste come uno dei motivi per cui gli investimenti a impatto sociale stanno progressivamente acquisendo importanza e consapevolezza. Secondo noi in M&G, questa tendenza continuerà a prendere piede negli anni a venire.

Impact investing durante il Covid-19

A cura di John William Olsen, gestore del fondo M&G (Lux) Positive Impact

Gestire un fondo impact comporta un duplice obiettivo: offrire i migliori rendimenti possibili e investire in aziende che hanno un impatto positivo sulla società.

Metà del portafoglio di M&G (Lux) Positive Impact Fund è investito in società a impatto ambientale, mentre l’altra metà in società a impatto sociale. Il fondo ha performato piuttosto bene sia l’anno scorso sia durante il Covid-19. La porzione del portafoglio relativa alle società del settore sanitario – il 34,8% del totale – ha agito come un buon “cuscinetto”. Tuttavia, il blocco delle attività ha generato uno shock per molte delle società in portafoglio: tutto ciò che possiamo fare ora è solo aspettare che ripartano. All’inizio della crisi, la nostra preoccupazione era che il Covid-19 potesse allontanare l’attenzione di persone e istituzioni dalle soluzioni ambientali. Ma i governi hanno mantenuto il proprio focus sull’economia green e l’accordo UE Green Recovery ne è un buon esempio.

Società come Thermo Scientific e Grifols hanno avuto una forte esposizione alla situazione attuale, entrambe coinvolte nello sviluppo di test. In questo campo ha però primeggiato Quest Diagnostics, i cui laboratori a fine marzo avevano effettuato quasi la metà dei test di Covid-19 negli Stati Uniti. Ansys fornisce software per le simulazioni e durante la crisi ha offerto supporto nella simulazione e nel miglioramento della diffusione di sostanze antibatteriche in metropolitana e dei sistemi di ventilazione negli ospedali. La società di telecomunicazioni keniota Safaricom controlla M-PESA, il sistema dei pagamenti mobile più diffuso in Africa. In risposta a Covid-19, la società ha abbassato le tariffe sulle transazioni, raddoppiando al contempo la larghezza di banda per i suoi clienti a banda larga.

Tra le società che potrebbero beneficiare dell’EU Green Recovery deal un esempio è Rockwool, un’azienda ciclica che si occupa di isolamento per case ed edifici. Questa società con sede in Danimarca non è stata immune alla crisi ma pensiamo che potrà beneficiare di aiuti governativi, in particolare per quanto riguarda l’efficienza ambientale strutturale e l’aumento degli standard di sicurezza (l’isolamento in lana di roccia che l’azienda produce è anche ignifugo).

Il ruolo chiave della sostenibilità da qui in avanti

A cura di Maria Municchi, gestore del fondo M&G (Lux) Sustainable Allocation

Una delle principali conquiste della crisi che stiamo vivendo è il riconoscimento da parte di un pubblico sempre più ampio del ruolo della sostenibilità nel futuro, così come l’interconnessione tra le sfide sulla sostenibilità che affrontiamo oggi.

L’aumento demografico è parte di queste sfide. La popolazione mondiale è in continua espansione ed entro il 2050 dovrebbe raggiungere i 9,8 miliardi. In quest’ottica, è necessario cominciare a pensare alla sostenibilità come a un insieme di sfide da affrontare. Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU forniscono un quadro chiaro per affrontare alcune di queste sfide e ne dimostrano l’interconnessione tra di esse.

Ciò che riteniamo estremamente importante all’interno del fondo M&G (Lux) Sustainable Allocation è la costruzione di un portafoglio legato alla sostenibilità. Manteniamo una certa flessibilità in portafoglio per implementare un’asset allocation attiva, al fine di navigare i diversi mercati e fornire il rischio-rendimento atteso: abbiamo un 20-80% di flessibilità nell’obbligazionario, 20-60% nelle azioni. Il 30% del portafoglio è dedicato invece agli investimenti a impatto positivo. Costruire un’esposizione con un impatto positivo in un portafoglio multi-asset è certamente una sfida. Ma la parte ESG del portafoglio, più liquida e più facile da negoziare, ci permette di mantenere un certo grado di dinamismo nell’asset allocation, pur mantenendo l’impegno nei confronti degli asset a impatto positivo.

Nell’ambito impact, abbiamo trovato opportunità nella Inter-American Development Bank, emittente sovranazionale di tipo AAA, la cui attività di investimento si concentra su America Latina e Caraibi. Durante il Coronavirus, IDB ha sostenuto l’economia di queste aree attraverso l’emissione di un Pandemic bond da 2 miliardi di dollari per sostenere i paesi mutuatari nella lotta contro l’epidemia.

Le infrastrutture rinnovabili sono un elemento cruciale per la risoluzione dei cambiamenti climatici e oggi sono anche estremamente competitive economicamente, fattore che le rende interessanti sia dal punto di vista finanziario che da quello dell’impatto positivo. Siamo ormai consapevoli che sostenibilità non significa necessariamente bassa o nessuna crescita, abbiamo un insieme di opportunità innovative in grado di favorire la crescita da un lato e sostenere il percorso verso un ambiente più sostenibile dall’altro.

A marzo abbiamo visto quello che nel multi-asset è considerato un chiaro episodio, soprattutto nella seconda parte del mese, caratterizzata da panic-selling sui mercati. Fondamentali e ricavi sono stati estremamente volatili, ma oggi l’episodio è in parte finito e abbiamo ripreso a ridurre una parte della nostra esposizione azionaria. Alcune aree specifiche offrono ancora interessanti opportunità e in futuro potrebbe esserci una buona crescita dei ricavi. In quest’ottica, avere un approccio attivo agli investimenti resta un elemento cruciale e non solo un “nice-to-have”.

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