Investimenti, il futuro delle valute

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Avatar di Redazione 23 Giugno 2020 | 14:24

Vi proponiamo di seguito un commento sulle valute a cura di Alessandro Tentori, CIO AXA IM Italia.

Come sarà strutturato un portafoglio di investimenti nel futuro? Immaginiamo che la struttura del bilancio di una società piuttosto che di una nazione sovrana rimanga la stessa, composta di attività, passività e equity. Nulla di nuovo, dunque. Molto probabilmente le banche centrali avranno un peso molto più importante nelle decisioni dei governi e dei board aziendali, grazie agli ingenti acquisti di obbligazioni e azioni, ma questo è un altro tema che spero affronteremo presto. Invece, la domanda che spesso mi pongo nell’ambito dei nostri comitati di investimento riguarda la denominazione di questi investimenti: Dollari, euro, yen o altro?

La domanda non è affatto triviale e vorrei dedicare questa Newsletter ad alcune considerazioni di fondo:

  1. Il valore di una valuta apparentemente inossidabile, legata al potere finanziario, militare e politico è mutevole. Prendiamo per esempio la sterlina Britannica. Grazie alla immensa banca dati della Bank of England, sappiamo che negli ultimi duecento anni il valore della sterlina espresso in dollari Americani è sceso da 4.52 a 1.24, una svalutazione del 72%. Chi lo avrebbe detto, scrutando il rosso tramonto di Waterloo e l’alba della Pax Britannica?
  2. Il valore di una valuta è legato al suo utilizzo come misura, come mezzo di transazione e come riserva di valore. Di fatto, il destino di una valuta è anche il destino della potenza di una nazione nel contesto di queste tre dimensioni. Oggi, il dollaro Americano gode di questo stato. Per esempio, la banca dati del FMI ci informa che il 61% delle riserve monetarie globali è denominato in dollari (20.5% in euro). Ma c’è di più: Il 90% di tutte le transazioni sul mercato valutario globale include il dollaro (solo il 32% include l’euro) e praticamente tutte le transazioni sul mercato del petrolio vengono stipulate in dollari.
  3. Non cambia solo l’assetto politico, per esempio da “Washington Consensus” a “America First”, ma cambia anche il modello operativo delle banche centrali. Un economista degli anni 90 sarebbe inorridito di fronte a una banca centrali che porta i tassi sotto zero e acquista enormi quantitativi di titoli finanziari. Si parla molto di valute digitali emesse dalle banche centrali stesse. L’ex governatore della Bank of England, Mark Carney, ipotizzò l’introduzione di questo strumento digitale per controbilanciare l’egemonia globale del dollaro, rendendo così il sistema finanziario globale più resiliente.
  4. Il tema delle valute digitali si sposa con temi “caldi” come l’economia verde, l’inclusione finanziaria, la diseguaglianza e l’ordine mondiale. In effetti, si tratta di uno strumento dirompente che a mio avviso rivoluzionerebbe anche il ruolo del sistema bancario. Teniamo a mente che la differenza primaria tra una valuta emessa dalla banca centrale e un deposito bancario digitale è l’accesso urbi et orbi al balance sheet della banca centrale: Le famiglie e le aziende potrebbero non solo depositare i loro risparmi direttamente alla banca centrale, ma anche accedere direttamente alla enorme massa di liquidità da essa creata.

Provo a unire i diversi pezzi di questo puzzle valutario. Uno scenario neanche troppo futuristico prevede l’ascesa della Cina a superpotenza finanziaria nei prossimi dieci anni. Di conseguenza Shanghai diventerebbe un serio competitor per Wall Street. Con ogni probabilità questo ribilanciamento dell’ordine mondiale – forse accelerato dalla pandemia in corso – andrebbe a innescare un processo di ribilanciamento dell’esposizione al rischio valutario, nonché dell’utilizzo del dollaro a scopo di transazioni internazionali. L’introduzione delle valute digitali sarebbe la ciliegina sulla torta di questo processo, di questo trend secolare che è in atto.

Nei prossimi anni ci troveremo a un bivio: Un mondo in cui dollaro, renmimbi e euro si spartiscono l’enorme mercato delle valute? O forse un mondo in cui le valute tradizionali verranno rimpiazzate da quelle digitali, sia pubbliche che private? Personalmente, non sottovaluterei la portata storica né della tecnologia “distributed ledger” né della Cina. Sarà un processo di cambiamento molto lungo, durante il quale assisteremo a una ecologia complessa di valute e di strumenti innovativi.

 

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