Del Borrello (Muzinich): “Così abbiamo affrontato di petto la crisi”

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di Redazione 9 Luglio 2020 | 08:30
Il n.1 italiano della casa di gestione newyorkese si dice fiducioso di avere una raccolta positiva, in linea con lo scorso anno, nonostante l’emergenza del Covid-19.

Anche per Domenico del Borrello (nella foto), country head Italy della casa di gestione internazionale Muzinich&Co., gli ultimi mesi sono stati densi di lavoro. Come molti suoi colleghi dell’asset management, infatti, Del Borrello ha dovuto garantire (con molto smart working) la continuità operativa sul mercato italiano della sua azienda, mentre mezzo mondo era pressoché bloccato per il lockdown e l’emergenza Coronavirus. Eppure, passata la fase più acuta della pandemia, Del Borrello si dice fiducioso su un traguardo da raggiungere: realizzare nel 2020 una raccolta in linea con quella dell’anno precedente, nonostante l’economia nazionale sia in picchiata. “Benché lo scenario congiunturale sia tutt’altro che positivo, quello italiano rimane un mercato forte e stabile”,  dice Del Borrello,  sottolineando i fattori che in particolare spingono il business di Muzinich&Co.

La casa di gestione di origine newyorkese è infatti un gruppo presente in 11 paesi diversi, dagli Stati Uniti all’Asia passando per l’Europa ma considera  l’Italia (dove ha 7 miliardi di euro di masse) un’area geografica importantissima. Questo legame è dovuto in primis alle caratteristiche dell’economia del nostro Paese, caratterizzata dalla forte presenza di piccole e medie imprese d’eccellenza, che oggi cercano fonti di finanziamento alternative ai canali bancari. Proprio tale caratteristica si sposa con il business di Muzinich, boutique finanziaria internazionale con una forte specializzazione nei private asset. “Abbiamo il più grande fondo di private debt italiano”, ricorda Del Borrello, “e un’offerta diversificata, con 10 fondi della nostra Sicav e una sgr di matrice italiana”.

Sul mercato della Penisola, Muzinich mantiene le sue linee di sviluppo su tre canali. Il primo è quello degli investitori istituzionali, il secondo è il  canale wholesale, con la fornitura di soluzioni e tasselli per i grandi wrapper, i prodotti finanziari venduti sul mercato che aggregano assieme in un unico strumento diversi fondi e gestioni. Infine c’è l’offerta destinata al retail, attraverso partnership con le principali reti di consulenti finanziari italiane e con le maggiori realtà del private banking. Anche nei mesi più duri del lockdown, le banche-reti  hanno continuato a ottenere risultati notevoli sul fronte della raccolta, “dimostrando”, dice Del Borrello, “come il risparmio sia un asset importantissimo per il nostro Paese, che si dimostra prezioso in situazioni analoghe a  quella vissuta negli ultimi mesi, dove il crollo dell’export mondiale e il blocco delle attività economiche ha messo in serie difficoltà molte imprese manifatturiere”.

Il mercato italiano del risparmio gestito resta dunque un terreno fertile da esplorare per le boutique finanziarie come Muzinich, alla luce anche di importanti innovazioni come i nuovi Pir alternativi, un segmento di prodotti su cui la casa di gestione newyorkese intende puntare con decisione.

 

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