Investimenti, boom di materie prime

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Avatar di Redazione 20 Luglio 2020 | 15:36

Vi proponiamo di seguito l’ultimo update su mercati e COVID 19 a cura del team di gestione di Raiffeisen Capital Management.

Gli indicatori congiunturali più recenti (come i dati sull’occupazione negli USA o le vendite al dettaglio in Germania) hanno contribuito notevolmente al buon umore sui mercati. Il punto più basso raggiunto in aprile è stato superato in molti luoghi e gli sviluppi di maggio e giugno confermano una graduale ripresa, dopo l’allentamento delle restrizioni legate alla pandemia nello stesso periodo. Inoltre, tale ripresa è supportata da massicci pacchetti fiscali e il rischio che questi vengano interrotti anticipatamente è attualmente considerato molto basso. I precedenti “colli di bottiglia” nelle catene di approvvigionamento sono stati risolti in molti punti. Tuttavia, il peggioramento del numero di casi legati alla pandemia del Covid-19 è fonte di nuova preoccupazione. Sebbene i dati sull’occupazione negli Stati Uniti siano recentemente migliorati, il tasso di disoccupazione attuale, pari all’11%, si trova a un livello di molto superiore a quello di febbraio, ovvero prima della fase di lockdown.

Il quadro generale in Asia è eterogeneo. Se Cina, Corea del Sud e Taiwan vanno generalmente meglio, altre economie soffrono di più: la Thailandia è particolarmente colpita dal massiccio crollo del turismo e in India la situazione del Covid-19 sta gradualmente peggiorando. In Cina, il settore industriale, che beneficia delle misure infrastrutturali del governo, si è sviluppato meglio del settore dei servizi. Anche l’attività edilizia ha ripreso a crescere. Tuttavia, i consumi privati si stanno ancora indebolendo, appesantiti dal distanziamento sociale e dai tagli al reddito di molte famiglie. L’economia giapponese è stata colpita dalla pandemia del Covid-19 proprio quando si stava solo gradualmente riprendendo dagli aumenti delle tasse dell’anno precedente. Qui, il recupero richiederà probabilmente più tempo o sarà più lento.

Continua la tendenza al rialzo delle azioni

L’atmosfera positiva sui mercati azionari è in gran parte proseguita da metà giugno. Continua la performance superiore alla media del settore tecnologico rispetto agli altri settori, con l’indice tecnologico del Nasdaq in crescita di poco più del 7% (e quindi superiore di oltre il 16% rispetto ai dati di inizio anno), mentre l’ampio indice S&P 500 è cresciuto di oltre il 2%. Tuttavia, si temono nuove ondate di Covid-19. In alcuni luoghi, le restrizioni già allentate vengono di nuovo inasprite o vengono introdotte severe misure di “lockdown” (ad esempio a Melbourne, Zagabria o in Kazakistan).

Europa sotto i riflettori

Oltre alla migliore gestione della pandemia del Covid 19 in Europa fino ad oggi, i pacchetti fiscali attuati in modo estensivo stanno generando un maggiore interesse tra gli investitori. Alcuni paesi europei, come la Germania, il Regno Unito e l’Austria, hanno introdotto tagli temporanei dell’IVA per aumentare la spesa per i consumi nel breve termine. Un provvedimento di questo tipo è in discussione anche in Italia (anche se si parla di collegarlo a un metodo di pagamento elettronico). Tali stimoli hanno il grande vantaggio di essere rapidi da attuare. Tuttavia, l’aumento dei consumi non è garantito, poiché ciò presuppone che il taglio delle imposte venga effettivamente trasferito e che le famiglie debbano spendere il reddito supplementare disponibile invece di risparmiare. Inoltre, un tale taglio delle tasse può diventare un affare costoso per lo Stato, e idealmente dovrebbe essere utilizzato solo in caso di debito pubblico moderato.

Record di emissioni per le obbligazioni societarie

Le misure della BCE continuano a essere un driver più forte per le obbligazioni rispetto ai dati economici. La prospettiva del pacchetto di aiuti UE da 750 miliardi di euro contribuisce alla riduzione graduale degli spread dei titoli di Stato, sebbene essi rimangano al di sopra dei livelli pre-pandemici.

Anche le obbligazioni societarie si sono gradualmente riprese dai forti ribassi, anche se i rendimenti totali (nel comparto EUR) sono ancora negativi da inizio anno. Tale ripresa si sta verificando anche se l’attività di emissione (soprattutto nel segmento “EUR non-financial investment grade”) è stata straordinariamente elevata (nel primo semestre del 2020 sono stati emessi 262 miliardi di euro, contro i 350 miliardi di euro dell’intero 2019). Ciò è dovuto in parte alla forte attività di acquisto delle banche centrali e dei singoli paesi, che hanno incluso le obbligazioni societarie nelle proprie misure di sostegno.

Petrolio e oro in aumento

Anche i mercati delle materie prime hanno registrato movimenti significativi nelle ultime settimane. Ad esempio, il prezzo del petrolio è salito di nuovo molto bruscamente negli ultimi tempi. La produzione è attualmente ad un livello basso, sia nei paesi dell’OPEC che negli USA (olio di scisto). Inoltre, la domanda attuale si è rivelata più forte di quanto inizialmente temuto, il che ha fornito un ulteriore sostegno al prezzo del petrolio. Tuttavia, l’imminente aumento delle quote di produzione OPEC (da agosto in poi) e le distorsioni della domanda a medio termine (soprattutto a causa dei forti tagli al traffico aereo e della conseguente minore domanda di cherosene) rappresentano un consistente “vento contrario” per il prezzo del petrolio.

Anche il prezzo dell’oro è salito nell’attuale contesto. Sebbene la domanda fisica, soprattutto in India e in Cina, sia stata più debole, la domanda di investimenti (soprattutto per gli ETF) è aumentata in modo significativo, trainata in parte dai rendimenti negativi di molti titoli di Stato e dai timori di un nuovo aumento delle infezioni da Covid-19.

Relativamente ai metalli industriali, il rame ha registrato nell’ultimo trimestre il più forte aumento dei prezzi degli ultimi anni. Le ragioni sono state da un lato i dati economici (cinesi), che si sono rivelati migliori del previsto, e dall’altro lo sviluppo della pandemia in Cile, il maggiore produttore di rame al mondo. In questo Paese si è registrato un significativo aumento del numero di infezioni, che ha portato all’introduzione di restrizioni e, di conseguenza, alla riduzione della produzione del rame.

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