Investimenti, come prepararsi alle nuvole all’orizzonte

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Avatar di Redazione 20 Agosto 2020 | 15:35

Vi proponiamo di seguito un commento sui rischi di mercato a cura di Norman Villamin, CIO Wealth Management di Union Bancaire Privée (UBP).

Una ripresa nel 2021 resta possibile grazie a un rimbalzo dell’attività economica, al sostanziale sostegno della politica economica e alle crescenti prospettive di un vaccino. Dopo una recessione globale meno grave di quanto si temesse nel secondo trimestre, ci si aspetta un rimbalzo nel terzo trimestre, ma la sua portata potrebbe essere mitigata da nuovi casi di COVID in diversi Paesi.

I nuovi contagi delle ultime settimane in USA, India, Spagna, Francia potrebbero pesare temporaneamente sulla fiducia e sui consumi, incidendo sulla ripresa dei servizi. Di conseguenza, lo slancio dell’attività dovrebbe essere moderato in agosto, ma il processo di ripresa sottostante dovrebbe mantenersi in atto per il secondo semestre grazie alle rinnovate misure di stimolo dei governi. L’occupazione è una delle sfide principali per il terzo trimestre, in quanto le azioni di sostegno dei governi verranno progressivamente meno: le imprese inizieranno ad adeguare i costi della forza lavoro a fronte di una ripresa ancora modesta. Il secondo semestre 2020 potrebbe vedere un aumento della disoccupazione negli Stati Uniti e in Europa. Nei prossimi mesi si prevede una maggiore volatilità dei consumi e dell’attività nei servizi, ma la domanda globale è ancora in una fase di ricostruzione di medio termine; la ripresa dovrebbe continuare nell’industria e il commercio globale sembra destinato a migliorare ulteriormente nonostante le incertezze geopolitiche.

Le banche centrali dovrebbero prorogare le misure straordinarie adottate nel 2020, per l’intero anno o addirittura fino al 2021.

Negli Stati Uniti e in Europa, c’è un maggior coordinamento tra la politica monetaria e quella fiscale. Tutte le misure di bilancio adottate nel 2020 in diverse regioni aumenteranno considerevolmente il debito pubblico per il prossimo decennio e tutti i principali paesi sviluppati, ad eccezione di Svizzera, Paesi Bassi e Germania, dovranno far fronte a un debito pubblico che rappresenta oltre il 100% del PIL. In questo contesto, l’azione congiunta tra politica fiscale e monetaria dovrebbe restare in piedi per diversi anni. Questo elevato livello di debito appare sostenibile fintantoché la crescita prevista sarà relativamente forte, i tassi d’interesse rimarranno bassi e le banche centrali continueranno ad essere attive sui mercati obbligazionari con gli attuali programmi di QE.

Sul fronte obbligazionario, il sentiment degli investitori è migliorato grazie agli sviluppi positivi dei vaccini e agli stimoli fiscali, ma è stato mitigato dall’evidenza del rallentamento della crescita negli Stati Uniti. La qualità del credito si è leggermente differenziata tra una regione all’altra e tra i diversi segmenti ma nel complesso si è registrato un miglioramento. Tuttavia, gran parte dell’attenzione nel mercato obbligazionario è concentrata sui default. Il tasso di insolvenza ponderato a 12 mesi delle obbligazioni ad alto rendimento USA è aumentato, raggiungendo un massimo degli ultimi 10 anni del 6,2%, mentre lo scenario in Europa è rimasto favorevole e probabilmente il tasso di default rimarrà più basso. Inoltre, i crescenti timori nel settore energetico costituiscono un ulteriore possibile rischio al ribasso per le obbligazioni ad alto rendimento USA.

Al contrario, l’accordo sul Recovery Plan e il sostegno implicito della BCE volto a evitare un rischio potenziale nel sistema bancario europeo, rende i CoCo bond delle banche europee particolarmente interessanti. Pertanto, con spread quasi paragonabili a quelli degli high yield USA, abbiamo ridotto il rischio nei portafogli tagliando la nostra esposizione ai titoli ad alto rendimento USA a piena duration, mantenendo allo stesso tempo non solo il carry premium tramite obbligazioni ibride (e scegliendo selettivamente, strategie ad alto rendimento non energetiche con duration breve), ma anche posizionandoci per beneficiare degli sviluppi positivi in Europa nel 2021. Infine, la debolezza del dollaro e le valutazioni relativamente interessanti offrono un elemento di supporto ai mercati emergenti, in particolare per il debito corporate asiatico, dove i fondamentali rimangono solidi e i default sono particolarmente bassi rispetto agli Stati Uniti.

Per quanto riguarda l’azionario, i tassi di crescita degli utili attesi per quest’anno sono rimasti stabili negli Stati Uniti mentre sono leggermente diminuiti nella maggior parte delle altre regioni, ad eccezione del Giappone dove hanno continuato a diminuire in modo significativo. Queste sorprese positive lasciano pensare che è improbabile che le previsioni sugli utili per quest’anno si discostino molto dai livelli attuali. Tuttavia, ciò dipenderà effettivamente dall’andamento della pandemia nei prossimi mesi, in particolare negli Stati Uniti, e, anche in uno scenario positivo, continuiamo a ritenere che le stime degli utili per il prossimo anno siano ancora significativamente troppo elevate, nonostante le view più costruttive all’inizio del terzo trimestre.

L’esito delle elezioni presidenziali statunitensi aggiunge incertezze alle prospettive sugli EPS poiché il programma di Biden punta a un aumento delle tasse sulle imprese. Considerate le valutazioni attuali, le protezioni contro potenziali drawdown azionari potrebbero essere utili per il resto dell’estate, poiché permangono significative incertezze politiche ed economiche.

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