Consulenti, uno sguardo ai mercati emergenti

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Avatar di Redazione 3 Settembre 2020 | 15:00

Nei mesi scorsi, la maggior parte delle banche centrali dei mercati emergenti ha operato tagli netti dei tassi di riferimento, per contrastare lo shock economico causato dalla pandemia. Ma è stata una scelta sostenibile? E cosa possiamo aspettarci in futuro? Tratta il tema Nikolay Markov, senior economist di Pictet Asset Management.

“Valutare gli equilibri In base ai calcoli eseguiti con il nostro modello proprietario, quattro tra le principali banche centrali dei mercati emergenti hanno tagliato i tassi di riferimento in modo troppo aggressivo: Sudafrica, India, Indonesia e, in certa misura, Turchia.

Grazie al nostro modello proprietario basato sulla regola di Taylor, abbiamo stimato il valore equo per il tasso di riferimento della Turchia al 14% (non all’8,25%) in base al recente aumento dell’inflazione e al deprezzamento della valuta nazionale. Per contro, la Bank of Russia e la Bank of Korea paiono aver reagito con politiche più adeguate.

Cosa succederà nei prossimi 12 mesi?

Per molti dei mercati emergenti il valore equo stimato del tasso di riferimento sarà superiore per il 2021. Questo indica che la maggior parte delle banche centrali non avrà spazio di manovra per ulteriori tagli e dovrebbe anzi tornare gradualmente verso tassi superiori, man mano che lo shock provocato dalla pandemia svanirà.

I casi più eclatanti riguardano la Corea del Sud, il Sudafrica e la Russia. Sebbene riteniamo che questi mercati siano intervenuti in modo adeguato a livello di taglio dei tassi di riferimento durante l’epidemia, crediamo anche che debbano riprendere ad aumentarli più rapidamente nel 2021, in quanto si prevede un rimbalzo delle loro economie ad un ritmo più sostenuto. Per altre banche centrali, invece, potrebbe essere conveniente mantenere la politica monetaria sostanzialmente invariata nel 2021. Ciò vale in particolare per il Messico. La Turchia è ancora una volta un caso interessante, in quanto il nostro modello prevede significativi tagli dei tassi nel 2021, in netto contrasto con la raccomandazione di politica monetaria per il trimestre in corso. Ciò è spiegato dal significativo processo di disinflazione e dalla prevista ripresa graduale della crescita economica, che dovrebbe avvenire nel corso del prossimo anno, se le autorità adotteranno le misure idonee per stabilizzare la lira, evitando così una crisi totale della bilancia commerciale. Se si dovesse verificare questo scenario positivo, dovrebbe essere favorevole agli attivi in lira turca nel prossimo anno.

In conclusione: la situazione dapprima peggiorerà e poi andrà meglio. È il momento di guardare oltre i tassi? Ma se la portata delle modifiche dei tassi di riferimento dei mercati emergenti è sempre più limitata, è possibile che vengano utilizzati strumenti di politica non convenzionale per stimolare le economie? Solo le banche centrali di Sudafrica, Indonesia e Polonia hanno optato per un programma di acquisti (QE) di obbligazioni di Stato nel mercato secondario (e nel caso dell’Indonesia, con possibile inclusione delle obbligazioni societarie). Molte delle principali banche centrali dei mercati emergenti (Cina, India, Corea, Turchia, Russia, Brasile e Messico) non hanno ancora un vero e proprio programma di quantitative easing. Tuttavia, questi Paesi hanno introdotto diversi meccanismi di rifinanziamento per fornire ampia liquidità al mercato interbancario, sostenendo in questo modo l’attività di credito bancario e l’economia reale.

Si prevede che quasi metà delle principali banche centrali dei mercati emergenti possa allentare ulteriormente la politica monetaria nei prossimi mesi. È il caso di Cina, Indonesia, Russia, Brasile e Messico, a suggerire che gli operatori di mercato, e verosimilmente anche le banche centrali stesse, non ritengono di essere rimaste effettivamente a corto di munizioni. Ma, come indica il nostro modello, riteniamo che un ulteriore allentamento della politica monetaria sarà molto impegnativo nel breve termine, in particolare per il Sudafrica e la Russia, oltre che per la Turchia”.

 

Per tutti gli approfondimenti visitate il sito di Pictet AM (clicca qui).

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