La Fed, i tassi rasoterra e le nubi sul mercato del lavoro

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di Redazione 17 Settembre 2020 | 15:20
Il commento a cura di Sébastien Galy, Senior Macro Strategist di Nordea AM, in merito all’ultima riunione della Federal Reserve.
A cura di Sébastien Galy, Senior Macro Strategist di Nordea AM
La Federal Reserve ha segnalato, in base alle sue previsioni, che manterrà i tassi stabili fino al 2023, aggiornando il cosiddetto “dot plot”. Ha specificato che la sua previsione è di un aumento dell’inflazione del 2%, un incremento dell’occupazione massima nel lungo periodo e prevede che un’inflazione si mantenga moderatamente superiore al 2% per un certo periodo di tempo. Di conseguenza, il confronto sulle previsioni a lungo termine va, per ora, oltre il 2023.
Man mano che l’economia migliora e ci dirigiamo verso il 2022, il dibattito riguarderà la definizione di “occupazione massima”. Secondo la Fed, è “il più alto livello di occupazione o il più basso livello di disoccupazione che l’economia può sostenere mantenendo un tasso di inflazione stabile”, spesso indicato come NAIRU (non-accelerating inflation rate of unemployment).
Dato che l’ultimo ciclo economico ha avuto un mercato del lavoro piuttosto chiuso con pochi indizi di una forte inflazione, l’occupazione massima è comunque concettualmente poco chiara. Molti lavoratori non possono essere inseriti all’interno del mercato a causa, ad esempio, dell’età e malattie, alcuni devono essere formati o non possono partecipare perché l’assistenza all’infanzia è terribilmente costosa o non accessibile.
Tutti questi fattori ci danno la sensazione che il tasso di occupazione possa migliorare rispetto a livelli relativamente bassi, ma solo fino a un certo punto. Affinché ciò accada, i salari devono aumentare in modo significativo ed è molto difficile che questo avvenga.
Assisteremo probabilmente ad un’automazione crescente a mano a mano che si verificherà una contrazione del mercato del lavoro, mentre i salari aumenteranno nei settori dell’innovazione e in cui un’ulteriore automazione è difficile (come quelli dell’edilizia e dell’agricoltura). Come nel ciclo precedente, probabilmente non avremo una grande attrattiva per quanto riguarda i salari, e le cucine di McDonalds finiranno per essere completamente automatizzate. Questo è un bene per il mercato azionario, ma non per i lavoratori di un’economia globale con un massiccio rallentamento del mercato del lavoro.
 
Che cosa significa?
Molto probabilmente i tassi d’interesse rimarranno bassi fino al 2023. Questa è una buona notizia per i debitori, non tanto per i risparmiatori. Inoltre, un lungo periodo di bassi tassi d’interesse favorisce l’emergere di nuove tecnologie e modelli di business ed è generalmente favorevole alle azioni. Con il tempo, con l’inasprirsi del mercato del lavoro, dovremmo assistere a una forte crescita della domanda di tecnologie disruptive.

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