Asset allocation: oro e bond cinesi per difenderci

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Avatar di Redazione 12 Ottobre 2020 | 15:37

Vi proponiamo di seguito un commento di Jean-Marie Mercadal, CIO di Ofi Asset Management, su come proteggersi dalla volatilità che le elezioni USA e la seconda ondata di Covid dovrebbero portare sui mercati.

Rispetto alla calma vissuta durante l’estate, il mese di settembre si è distinto per un aumento della volatilità e per un deciso ribasso sui mercati azionari. L’indice S&P 500 ad oggi ha perso quasi il 10% rispetto al suo picco più recente, e il Nasdaq il 15%. L’azionario europeo, che da marzo ha guadagnato meno poiché include un minor numero di titoli del comparto tecnologico, è sceso di circa il 7%, arrivando ai minimi registrati a maggio.

Questa fase di maggiore volatilità potrebbe perdurare, per due ragioni in particolare: le elezioni statunitensi e, ovviamente, la pandemia di Covid-19. Queste a loro volta sono inserite in un clima geopolitico turbolento, senza contare il nuovo capitolo nella soap opera Brexit, ancora irrisolta nonostante l’avvicinarsi della scadenza.

Elezioni presidenziali USA

Questa elezione presidenziale pare essere una delle più polarizzanti della storia contemporanea. In generale, le elezioni presidenziali americane non turbano particolarmente i mercati, ma ci sono comunque dei settori che oscillano di più in base ai programmi dei candidati. Storicamente, tra i due maggiori partiti americani le differenze sono minime, e i fondamenti ideologici e i principi riguardanti l’organizzazione sociale sono ampiamente condivisi.

Tuttavia, stavolta i programmi dei due candidati divergono in maniera significativa. Come dimostrato negli ultimi 4 anni, Donald Trump è piuttosto orientato verso il libero mercato, mentre il piano di Joe Biden è diverso e punta a espandere la regolamentazione, ad alzare l’aliquota sul reddito dei più ricchi dal 21% al 28%, ad aumentare il salario minimo e a imporre condizioni migliori nelle assicurazioni sanitarie dei lavoratori dipendenti. Questo programma è relativamente nuovo per gli Stati Uniti, e sarà probabilmente mal recepito da Wall Street. Lo scenario migliore sarebbe quello di una vittoria di misura di Biden, che gli impedisca di ottenere la maggioranza in Senato; in questo caso, le misure proposte dovrebbero subire modifiche o saranno difficili da approvare.

Un altro fattore che preoccupa i mercati è il fatto che le elezioni USA cadono in un momento atipico, con l’economia che è stata duramente colpita dal Covid-19 e che richiede una risposta governativa a stretto giro. Tuttavia, le possibilità che un piano strutturato venga approvato in tempi brevi sono poche.

In questo momento, inoltre, stanno aumentando le probabilità dello scenario peggiore in assoluto, cioè quello di un risultato finale contestato, con svariate settimane per determinare il vincitore. Questa eventualità sta iniziando a pesare sui mercati, anche alla luce del fatto che Trump ha già annunciato che contesterà il risultato qualora fosse sconfitto.

La seconda ondata del Covid-19

La ripresa economica della fase post-lockdown è stata robusta fino ad ora. L’attività manifatturiera e i consumi sono decollati di nuovo, nonostante il tasso dei risparmi individuali sia rimasto precauzionalmente alto, sia negli Stati uniti che in Europa. Ai ritmi attuali il Pil globale del 2020 dovrebbe attestarsi attorno al 2% in meno rispetto al 2019, mentre per il 2021 è previsto un rimbalzo del 3,5% per gli USA, del 5,5% per l’Eurozona e dell’8% per la Cina.

Ma vista la ripresa dei contagi, le certezze da questo punto di vista si stanno affievolendo. Le imprese e i consumatori per investire hanno bisogno di un orizzonte sicuro, cosa attualmente impossibile dato che potrebbero essere imposte nuove restrizioni. È difficile fare previsioni su questo argomento; ci sembra però che negli ultimi mesi i sistemi sanitari abbiano fatto dei progressi, che il distanziamento sociale sia ormai in larga misura messo in atto e, soprattutto, che i governi non dovrebbero imporre nuovi lockdown generali, viste le potenziali conseguenze economiche. Allo stesso tempo, la pandemia ha dato un forte impulso ai programmi di ricerca medica, e cure o vaccini dovrebbero essere scoperti in tempi ragionevoli.

Lo scenario degli investimenti

La fiducia degli investitori è calata leggermente, ma il quadro complessivo non è variato molto. Pertanto, manteniamo la nostra posizione neutrale per il breve periodo sull’azionario, al fine di preservare alcune cartucce da sparare durante la fase di maggiore volatilità che vediamo avvicinarsi. Ma, in generale, il quadro complessivo è sostanzialmente lo stesso, caratterizzato ancora da un forte intervento delle banche centrali che manterrà i tassi d’interessi a livelli estremamente bassi per molti mesi a venire, congelando di fatto i mercati obbligazionari. Inoltre, le stesse banche centrali non esiteranno a intervenire nuovamente in caso di un secondo crollo economico o finanziario.

In un mondo che appare sostanzialmente binario, gli asset in grado di garantire diversificazione sono diventati piuttosto rari, ma ne individuiamo comunque due su cui puntare nel lungo periodo: i bond cinesi e l’oro.

Riteniamo infatti che i titoli di stato cinesi a 10 anni possano avere un ruolo importante nei portafogli strategici. In una certa misura potrebbero rimpiazzare i Treasury americani, che storicamente hanno fatto da copertura macro, aumentando di valore nei periodi di recessione o di crisi. Tuttavia, adesso il loro margine di rialzo è piuttosto limitato, con i rendimenti si aggirano attorno allo 0,65%, e allo stesso tempo difficilmente scenderanno, dato che la Fed ha escluso uno scenario di tassi negativi. Il rendimento dei bond cinesi, invece, è quasi del 3%, e sono ora anche più liquidi e internazionalizzati, data la loro inclusione nei principali indici.

Allo stesso modo, anche l’oro sembra essere un asset promettente per i prossimi anni. Esso trarrà beneficio dai tassi d’interesse reali negativi e dalla diffidenza nei confronti delle valute, così come dalle sue proprietà di diversificazione nei portafogli tradizionali. L’attuale debolezza, dunque, è una buona opportunità per aumentare gradualmente la propria esposizione.

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