Un portafoglio carbon free

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di Francesca Vercesi 14 Ottobre 2020 | 09:16
Le strategie Esg del fondo THEAM Quant World Climate Carbon Offset Plan di Bnp Paribas

Cresce l’interesse degli investitori per le soluzioni Esg e carbon neutral. Lo ribadisce l’ultima edizione del Morningstar Global Sustainable Fund Flows Report: a fine 2019 il patrimonio totale dei fondi sostenibili ha raggiunto il livello record di 960 miliardi di dollari E se a fine marzo scorso il patrimonio totale dei fondi sostenibili era in calo del 12% (841 miliardi di dollari), il dato è comunque inferiore al rosso registrato dal settore nel suo complesso (-18%).

Azioni selezionate
Così Bnp Paribas ha deciso di lanciare sul mercato italiano il fondo THEAM Quant World Climate Carbon Offset Plan, comparto della Sicav THEAM Quant che investe in azioni di società globali selezionate in base al loro impatto ambientale e alla solidità della loro strategia di transizione energetica. Il fondo ha come obiettivo l’azzeramento del suo impatto ambientale (carbon footprint) tramite un progetto di carbon reduction in Kenya. La compensazione delle emissioni di carbonio si ottiene attraverso l’uso di certificati Verified Emission Reductions conosciuti anche come “carbon credit”, emessi nell’ambito del progetto Kasigau Corridor REDD+ delle Nazioni Unite. Questo progetto, sviluppato dall’azienda californiana Wildlife Worksnel nel Kenya sudorientale per proteggere oltre 200mila ettari di foresta a rischio di desertificazione, è il primo progetto REDD+ a emettere carbon credit. Oltre all’impatto ambientale, il progetto mira a creare posti di lavoro a lungo termine e a promuovere fonti di reddito sostenibili, incoraggiando le comunità locali a preservare la foresta.

Transizione energetica
Spiega Roberto Bartolomei (nella foto), head of global markets THEAM Quant fund sales di Bnp Paribas: “La selezione avviene sulla base di due filtri: il primo è un filtro Esg, che esclude le società con un significativo coinvolgimento in settori controversi, quelle che agiscono in violazione del Global Compact delle Nazioni Unite e/o che hanno in atto questioni legate a diritti umani, lavoro, ambiente e lotta alla corruzione. Sono escluse, inoltre, le aziende con un punteggio Esg basso, pari a 9 o 10 (dove 10 è il punteggio peggiore), attribuito secondo un modello di valutazione proprietario. Il secondo filtro sottopone le società a una valutazione in base alla loro strategia di transizione energetica e di emissioni di carbonio, attraverso un punteggio fornito da Vigeo Eiris. Tra le aziende con elevate emissioni di carbonio vengono selezionate quelle con la migliore strategia di transizione energetica nel loro settore. Il portafoglio complessivo cerca di ottenere un’impronta di carbonio inferiore del 50% rispetto all’universo iniziale delle aziende ammissibili, massimizzando al contempo il punteggio di transizione energetica del portafoglio” .

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