Investimenti, focus sugli alternativi

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Avatar di Redazione 16 Ottobre 2020 | 14:37

Dati gli elementi di incertezza legati al COVID-19, alla geopolitica e alle scelte politiche che attendono gli Stati Uniti e tutto il mondo, il nostro team K2 Advisors ritiene che il contesto attuale possa favorire strategie agili e di breve termine. Brooks Ritchey e Robert Christian di Franklin Templeton illustrano le prospettive e la strategia del team per l’hedge-fund nel quarto trimestre.

Le aspettative di inflazione potrebbero continuare a crescere visti i recenti stimoli fiscali e monetari? 

Recenti commenti della US Federal Reserve (Fed) e di altre banche centrali ventilano la possibilità di passare da un’inflazione contenuta entro un target specifico a un livello medio di prezzi. Ciò implica la possibilità per i responsabili economici di consentire un superamento dei livelli di inflazione passati per un certo intervallo di tempo. Questo cambiamento di politica arriva in un momento in cui i tassi di interesse sono scesi a livelli storicamente bassi, la crescita della massa monetaria è stata forte e si profilano tassi più bassi per interi anni. Inoltre, i governi valutano un aumento della spesa di bilancio, si compiono progressi su un vaccino per arginare il rischio di una recrudescenza del COVID-19 e le economie stanno cercando di riaprire.

Questi e altri fattori possono indurre gli operatori del mercato ad aumentare le aspettative di inflazione futura. Di conseguenza, le curve dei rendimenti potrebbero subire un’impennata, il dollaro USA potrebbe indebolirsi, le azioni non statunitensi potrebbero sovraperformare e la dispersione settoriale potrebbe aumentare. Le strategie di copertura in grado di adattarsi a questo nuovo regime dovrebbero registrare un aumento delle opportunità long/short basate sull’alpha. In particolare, i gestori macro discrezionali, long/short equity generalisti e long/short credit possono migliorare il profilo di rischio/rendimento. 

La crescita globale continuerà a recuperare terreno o la recrudescenza del COVID-19 limiterà i profitti economici? 

Mentre aspettiamo insieme al mondo un vaccino sicuro contro il COVID-19, stiamo analizzando quali settori dell’economia e dei mercati continueranno a beneficiare (o risentire) del cambiamento indotto nel comportamento dei lavoratori e dei consumatori dalla crisi sanitaria. Una parte della popolazione che lavora a distanza potrebbe non tornare in ufficio in modo permanente. I viaggi aerei e gli altri servizi di trasporto di massa torneranno ai volumi precedenti? Come si adatterà l’industria dell’ospitalità e dell’intrattenimento in loco a questa nuova cultura? Chiaramente abbiamo tenuto conto anche di questo tema, tuttavia riteniamo che i suoi effetti continueranno a pesare per qualche tempo sulle prospettive di crescita dei vari settori e sulla qualità del bilancio. Come molti hanno osservato, a beneficiare di questo scenario saranno i produttori di software e hardware, i servizi di consegna e pagamento contactless e i servizi di vendita al dettaglio e di apprendimento online.

A necessitare di ulteriori tagli ai costi e di un adattamento alla nuova normalità potrebbero essere aree quali il trasporto di massa, gli immobili commerciali e le strutture in loco di intrattenimento, di formazione e di vendita al dettaglio. In questo scenario, le strategie di copertura specializzate nell’operatività long/short sui mercati azionari e obbligazionari sono quelle che dovrebbero sfruttare al meglio gli arbitraggi sul valore relativo, ma anche altre strategie meno colpite dalla pandemia potrebbero ottenere risultati soddisfacenti, ovvero i titoli insurance-linked, l’arbitraggio su volatilità e le materie prime.

In che modo le prossime elezioni negli Stati Uniti e altri eventi geopolitici potrebbero influenzare i mercati?

Nel quarto trimestre del 2020 (e probabilmente all’inizio del 2021), il mercato sarà trainato dalla geopolitica globale e, in particolare, dall’esito delle elezioni americane del 3 novembre e dai tempi di proclamazione del nuovo presidente. A fine settembre, i sondaggi fotografavano una corsa presidenziale molto combattuta. Il 4 novembre gli Stati Uniti riusciranno a proclamare un chiaro vincitore o, come nel novembre del 2000, assisteremo alle stesse contestazioni elettorali che avevano alimentato incertezza negli investitori?

Le ultime copertine dei giornali hanno anche dedicato molto spazio a valutare i possibili scenari, cercando di prevedere quale partito potrebbe ottenere il controllo del Congresso. La nomina del seggio vacante alla Corte Suprema è un altro tema scottante, poiché la nuova composizione potenziale dell’organo di giustizia potrebbe favorire decisioni giudiziarie più conservatrici che inciderebbero sulle aziende, sui consumatori e sulle politiche pubbliche per decenni.

A questi nuovi elementi di incertezza si aggiungono le continue tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti, i progressi limitati nei negoziati sulla Brexit e le continue proteste civili in varie regioni del mondo. In genere, l’incertezza genera una volatilità di mercato superiore alla media e accentua lo spostamento verso investimenti rifugio (e coperture di portafoglio) fino a quando il quadro non si rischiara.

A detta dei nostri gestori di strategie alternative e strategist, le posizioni di copertura si sono recentemente rafforzate. È una scelta avveduta poiché i due candidati alla presidenza americana hanno espresso posizioni politiche molto distanti fra loro. Il presidente Donald Trump tende ad esprimere posizioni favorevoli alle imprese e vantaggiose per l’energia, per i consumi e per fornitori e aree di produzione nazionali statunitensi. Le politiche del candidato democratico Joe Biden potrebbero portare a un aumento della tassazione a carico di cittadini e imprese, a correttivi nella regolamentazione dell’esplorazione e della produzione di combustibili fossili e a norme più severe su tecnologia e assistenza sanitaria.

Di conseguenza, riteniamo saggio mantenere un posizionamento di portafoglio prudente, con prospettive positive per quegli investimenti alternativi coperti che mostrano una bassa correlazione al trend generale degli altri asset rischiosi.

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