Asset allocation, obbligazioni in valuta sotto i riflettori

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Avatar di Redazione 22 Ottobre 2020 | 15:27

Vi proponiamo di seguito l’ultimo Panorama dei Mercati Emergenti a cura del Team CEE e Global Emerging Markets di Raiffeisen Capital Management.

Dopo le correzioni di settembre la direzione dei mercati azionari in molte regioni è di nuovo orientata verso il rialzo. Soprattutto negli USA e in altri mercati sviluppati la continua inondazione di liquidità delle banche centrali e i pacchetti fiscali, insieme ai rendimenti bassi o negativi, stanno facendo sì che molti investitori stiano rapidamente reinvestendo. Il fatto che intanto la pandemia di Covid-19 si stia nuovamente diffondendo in Europa) o continui immutata negli USA interessa (ancora) sorprendentemente poco i mercati. Evidentemente si continua a fare affidamento su un vaccino presto disponibile e su ulteriori pacchetti fiscali e si considera la debolezza congiunturale e il calo degli utili aziendali come un fenomeno transitorio e di breve durata.

I programmi di sostegno economico e i trasferimenti sociali in molti paesi stanno portando un vero e proprio boom in diversi settori. Tuttavia, ciò non vale per quelle industrie e aziende che continueranno a soffrire ancora a lungo gli effetti della pandemia e delle conseguenti contromisure, né per le innumerevoli piccole e medie imprese che non sono quotate in borsa. Uno scenario che, nel timore di forti ondate di fallimenti ha indebolito numerosi titoli finanziari. Attualmente le borse azionarie riflettono quindi la realtà economica generale solo in misura limitata. Nella migliore delle ipotesi, l’economia reale e gli utili aziendali stanno gradualmente vivendo ciò che i mercati hanno già fortemente anticipato.

Nei prossimi mesi, di conseguenza il trend di crescita dell’azionario globale potrebbe incontrare qualche ostacolo o subire una maggiore volatilità. Da un lato, il periodo delle elezioni presidenziali americane è spesso caratterizzato da una volatilità più elevata. Dall’altro programmi fiscali e stimoli da parte delle banche centrali potrebbero essere messi temporaneamente in pausa.

Negli USA sembra essere sempre più improbabile un ampio pacchetto fiscale prima del 3 novembre e dopo, a seconda dell’esito delle elezioni, potrebbe essere rinviato alla fine dell’anno o addirittura al 2021. Allo stesso tempo, visto il nuovo significativo rafforzamento delle restrizioni alla vita economica e sociale in Europa e negli USA si rischiano sorprese congiunturali negative nel quarto trimestre.

 

Crescita stabile in Cina, possibili pressioni sui prezzi delle materie prime

In Cina, invece, la crescita sembra essersi stabilizzata per ora e con essa la domanda di materie prime. Quest’ultima potrebbe mettere leggermente sotto pressione, almeno temporaneamente, i prezzi delle materie prime e le valute degli esportatori di materie prime. Resta da vedere se i mercati reagiranno negativamente a queste possibili pressioni, o se continueranno a concentrarsi sul prossimo anno, sugli ulteriori stimoli previsti e sulla ripresa economica globale determinata dall’azione delle banche centrali e dai pacchetti fiscali.

 

Obbligazioni emergenti in valuta forte preferite alle obbligazioni in valuta locale

Le obbligazioni dei mercati emergenti (EM) si sono riprese bene dopo il crollo in primavera, tuttavia, quest’anno le obbligazioni in valuta forte hanno tenuto molto meglio delle obbligazioni in valuta locale. Finora queste ultime sono state generalmente evitate anche dagli investitori attivi a livello globale, mentre le obbligazioni in valuta forte hanno registrato afflussi abbastanza rispettabili negli ultimi mesi. Se l’anno prossimo dovesse effettivamente concretizzarsi una forte e sostenibile ripresa congiunturale globale, le obbligazioni in valuta locale nel loro complesso dovrebbero verosimilmente beneficiare di più della media. Tuttavia, molto probabilmente questo non varrà in modo uguale per tutti i paesi.

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