Investimenti, tutti i vantaggi del credito

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Avatar di Redazione 27 Ottobre 2020 | 14:02
Ecco di seguito l’articolo a firma di Jacques Sudre, gestore di Amiral Gestion, asset manager indipendente, di proprietà dei suoi dipendenti che si ispira ad una filosofia attiva e orientata al lungo termine.
L’attuale contesto di tassi negativi bassi livelli di rendimento complica la scelta dell’investitore in cerca di un profilo di rischio più moderato. In questo scenario, il segmento del credito appare come una possibile alternativa. Occorre tuttavia distinguere diverse componenti all’interno di questo universo. Per alcuni investitori, in questo contesto, il credito high yield può essere parso una risposta naturale. La recente crisi sanitaria e il successivo crollo di marzo-aprile 2020 del valore di mercato dei crediti ad alto rendimento (High Yield) europei (superiore al 20%) ci hanno tuttavia ricordato quanto è importante valutare bene gli impatti di una tale scelta d’investimento.
Gli spread creditizi degli emittenti con rating investment grade associati ai tassi non rischiosi costringono l’investitore a posizionarsi su duration lunghe. Le emissioni di queste società rendono oggi in media lo 0,67% per una duration di 5,85 anni. Il rischio di tasso è quindi considerevole, così come l’orizzonte temporale del rischio di credito che concede pochi margini di errore a questi livelli di remunerazione.
Per ottenere maggiori rendimenti, gli investitori possono posizionarsi su obbligazioni high yield, scegliendo emittenti che portano a sostenere un rischio di credito mediamente più elevato. Il rapporto rendimento/duration è qui palesemente meno sfavorevole: remunerazione media del 4,2% su una scadenza media di 4,7 anni. In sostanza, si ottiene una maggiorazione di rendimento dell’1% rispetto alla situazione di mercato pre-crisi di marzo-aprile 2020, a fronte di aspettative di default per questo segmento di mercato che le agenzie di rating valutano tra l’8 e il 10% nel prossimo anno.
Di conseguenza, per effettuare scelte di rischio appropriate con aspettative ragionevoli di rendimento, è indispensabile essere molto selettivi. La capacità degli emittenti di selezionare il proprio rischio fondamentale è una carta vincente per il controllo del rischio: nel 2020, con il crollo degli utili provocato dalla crisi sanitaria, la leva finanziaria media delle società statunitensi è salita mediamente del 50%.
Al contempo, un’analisi approfondita del credito ci permette di cogliere le inefficienze del mercato, rare ma sempre presenti. Per farlo, è necessario operare con un alto grado di flessibilità che consenta di investire nelle aree meno affollate. Ad esempio, alcune obbligazioni convertibili out-of-the-money offrono rendimenti più interessanti rispetto alle loro controparti plain vanilla, ma sono spesso di dimensioni ridotte e prive di rating. Inoltre, è importante diversificare le aree geografiche d’investimento, spingersi oltre l’approccio per segmenti del mercato creditizio e parteciparvi se si identifica del valore su titoli subordinati, industriali, a premio. Infine, sembra più prudente non investire l’intero portafoglio quando le opportunità non appaiono abbastanza interessanti e ragionevoli in termini di rischio/rendimento. Quest’ultimo elemento è essenziale anche per operare in mercati con problemi di liquidità.
In conclusione, i mercati del credito offrono opportunità che devono essere attentamente selezionate e per le quali sembrano opportune ponderazioni differenziate nel contesto di una gestione basata sulle convinzioni. Un approccio fondamentale e flessibile offre la possibilità di definire profili equilibrati e di applicare gli strumenti di gestione tradizionali per costruire portafogli resilienti e trasparenti.

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