Investimenti, occasione Cina

A
A
A
Avatar di Redazione 13 Novembre 2020 | 15:32

Vi proponiamo di seguito un commento sul mercato cinese a cura di Carlos Casanova, Senior Economist Asia di Union Bancaire Privée (UBP).

La Cina ha rivelato i punti chiave del suo prossimo 14° Piano quinquennale e gli obiettivi a lungo termine fino al 2035. Il Quinto Plenum si è svolto tra i segnali di una più forte ripresa economica, con la performance   migliore che si è registrata nel settore domestico. La ripresa economica del Paese sta diventando generalizzata, il che, unito a un base effect forte e favorevole nel primo trimestre, indica un potenziale rialzo nel 2021. Abbiamo quindi rivisto al rialzo le nostre stime sul PIL per il 2021 fino all’8,0% rispetto al precedente 7,5%. Questo scenario presenta tuttavia anche alcuni rischi al ribasso. Le fragilità strutturali della Cina sono aumentate in seguito alla pandemia a causa dell’aumento della leva finanziaria delle imprese. Inoltre, è improbabile che le tensioni geopolitiche si dissipino da un giorno all’altro, nonostante gli ultimi risultati elettorali negli USA. I democratici potrebbero preferire un ricorso alle sanzioni rispetto ai dazi e mostrare un rinnovato interesse per gli accordi commerciali multilaterali, ma i dazi esistenti rimarranno in vigore per un certo periodo di tempo, poiché il sostegno a una posizione più dura sulla Cina è bipartisan.

Dal 14° Piano quinquennale (2021-2025) emergono alcune informazioni sugli obiettivi a lungo termine della Cina fino al 2035. 

Obiettivi di crescita: Non è stato annunciato alcun target specifico per il PIL, con il comunicato che ha posto l’accento sulla qualità piuttosto che sulla quantità della crescita. Tuttavia, questo obiettivo non sarà abbandonato del tutto, poiché la Cina deve continuare ad espandere la sua economia per evitare di cadere nella trappola del reddito medio.

Circolazione interna: Questa è la componente principale della strategia cinese della “doppia circolazione” e pone maggiore enfasi sulla domanda interna. Il Paese dovrà spingere significativamente i consumi interni entro il 2035, rendendoli una fonte di crescita globale. La seconda parte della circolazione interna riguarda l’autosufficienza. In linea con il “Made in China 2025”, il gigante asiatico punta a diventare un leader globale nelle tecnologie chiave del 21° secolo, il che richiederà un’innovazione interna.  

Circolazione esterna: le aperture e le riforme continueranno a essere perseguite, anche se in modo mirato. Gli investimenti diretti esteri (IDE) nei settori ad alto valore aggiunto continueranno ad essere incoraggiati. Saranno promossi anche gli investimenti diretti all’estero (ODI) di alta qualità, con un’attenzione particolare alla Belt and Road Initiative. Le autorità porteranno avanti i piani di progressiva internazionalizzazione della moneta attraverso un maggiore uso della denominazione commerciale e insieme alla Nuova via della Seta.

Carbon neutral 2060: Un elemento chiave del piano della Cina per diventare una nazione ad alto reddito è garantire che gli standard ambientali non siano compromessi in nome dello sviluppo. La promozione di un obiettivo di neutralità carbonica entro il 2060 si collega anche alla circolazione interna, il che consente alla Cina di dominare nei settori chiave ad alta tecnologia.

Il Quinto Plenum non ha mancato di far riferimento alle fragilità strutturali della Cina. Il mercato avrà un ruolo ancor più importante nell’allocazione delle risorse. Questo suggerisce che le riforme strutturali e gli sforzi di deleveraging continueranno ad essere perseguiti al fine di spingere la produttività totale dei fattori.

Implicazioni per gli investitori

▪ Circolazione interna: I settori orientati al mercato interno saranno quelli che trarranno maggiori vantaggi dal nuovo piano quinquennale e dalla 2035 Vision. La spinta della Cina verso l’autosufficienza andrà a beneficio anche delle nuove infrastrutture. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una rotazione settoriale in settori ciclici e difensivi, ma la preferenza dell’investitore continua ad andare verso titoli growth portando l’MSCI China (MXCN) a crescere dell’8% in ottobre, recuperando del 50% dai minimi di marzo. Avvicinandoci al primo semestre 2021, è probabile che la graduale rotazione verso titoli quality growth continuerà e, con una maggiore attenzione ai consumi.

▪ Ritardatari ciclici: I ritardatari ciclici continueranno a subire i venti contrari man mano che ci avviciniamo al primo semestre 2021, poiché il peso si sposterà sul fronte domestico. Tra questi vi sono i comparti legati alle vecchie infrastrutture (cemento, costruzioni, macchinari), i finanziari, le compagnie aeree, le utility e l’energia.

▪ Titoli di Stato e FX: La politica monetaria mirata della PBOC ha portato sostanzialmente a tassi di interesse nominali positivi. Insieme alla stabilizzazione dell’inflazione, questo dovrebbe continuare a sostenere i flussi. Inoltre, il focus sull’economia interna dovrebbe determinare un cambiamento nella politica dei cambi, portando a un ulteriore rafforzamento sul fronte dei tassi effettivi nominali e reali.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Pictet, nuova sede nella tana del Dragone

Asset allocation: con la Cina non si sbaglia

Pictet WM: “Coronavirus, per la ripresa è utile guardare alla Cina”

Consulenti, la Cina è tornata!

Guerra dei dazi, mossa distensiva Usa in vista dell’accordo

Brexit e accordo USA-Cina tengono in allerta i mercati

Bnp e Deutsche Bank cavalcano il Dragone

Dazi, è guerra senza sosta

Cina, dazi per 75 miliardi sui prodotti USA. Borse in calo

Dazi, la Cina risponde svalutando lo yuan

Il Dragone si mangia gli Usa

Copa America dei mercati, il Cile è una squadra su cui puntare

Trump, accordo a breve con la Cina

Cina, la regina dei mercati emergenti

Borse in affanno, Trump rompe con la Cina

Le nuove prospettive del consumatore cinese secondo Bnp Paribas AM

Usa-Cina: tensione sul filo di lana

Cina, il Dragone ha il fiato corto

Investimenti, il Dragone ci vede lungo

Dazi, trattativa per la pace tra Usa e Cina

MSIM: il peso della Cina sulla crescita globale

Ubs non ha paura dello yuan

Tasso fisso sulle ali del Dragone

Record di guadagni per la donna più ricca di Cina

Private banking, chi comanda nel mercato cinese

La Cina vieta le Ico, crollano le quotazioni di Bitcoin ed Ethereum

Gam, in Cina, è il momento di guardare alle banche e all’old economy

Rimosso Yao Gang, il re delle Ipo cinesi: era corrotto

Cina, prima condanna per manipolazione dei mercati tramite lo speed trading

Cina: crescono i ricchi, ma meno che in passato

Paperoni con gli occhi a mandorla

La Cina standardizza i BigData

Il mobile banking dilaga nella Cina rurale

NEWSLETTER
Iscriviti
X