Asset allocation: tutti i consigli di Amundi

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Francesca Vercesi di Francesca Vercesi 13 Novembre 2020 | 12:27

La ripresa sarà lenta, irregolare e a più velocità, a seconda del Paese e del settore. E, mentre in tutto il mondo è in attesa di un vaccino anti Covid, le opportunità per costruire un portafoglio efficiente nel 2021 si troveranno tra azioni cicliche, value, temi Esg e mercati emergenti. Pur con un’attenta selezione. Ma, soprattutto, gli investitori dovranno dimostrarsi propensi ad effettuare grandi rotazioni dall’high yield verso (appunto) equity ad alto rendimento, settori trascurati e value di qualità. Le azioni delle banche centrali e di natura fiscale sono destinate a continuare, rendendo la MMT (Teoria Monetaria Moderna) il nuovo mantra. Questo, in sintesi, è quanto emerge dall’outlook annuale sugli investimenti per il prossimo anno di Amundi, il più grande asset manager europeo. Fa sapere Pascal Blanqué, chief investment officer di Amundi che «la durata dell’epidemia alla fine determinerà la forma della ripresa e crediamo che provare a definirla come una ripresa a V, U o K possa essere fuorviante. La crescita sarà incostante nel breve periodo e non mancherà una certa volatilità». Gli scambi commerciali rimarranno dunque deboli e disomogenei. Di conseguenza «i cicli economici saranno più decorrelati e questo implicherà un aumento delle frammentazioni e delle divergenze tra paesi e settori», afferma Monica Defend, global head of research di Amundi.

 

Uno sguardo alla Cina e alle politiche. Continua Blanqué: «paesi come la Cina emergeranno presto dalla crisi (chi entra per primo, esce per primo) e diventeranno sempre più importanti come motori di crescita a livello globale. La maggior parte delle economie dovrebbe riprendersi il prossimo anno ma la crescita del Pil mondiale dovrebbe rallentare a circa il 3,5% nel medio periodo, poiché il Covid-19 peserà sul potenziale di approvvigionamento a lungo termine. Quelle economie in grado di adattarsi meglio alle nuove regole aumenteranno la loro quota di Pil». La previsione è che il prossimo anno 15 economie rappresenteranno il 74% della crescita globale con la Cina leader mondiale. Aggiunge: «nel 2021 ci aspettiamo che la tripletta politica, fiscale e monetaria continui: dovremo passare all’attuazione pratica di ciò che è già stato concordato sul fronte fiscale, mentre le banche centrali rimarranno importanti nel perfezionamento degli aggiustamenti monetari. L’espansione dei bilanci sosterrà le materie prime, mentre i tassi rimarranno bassi per molto tempo». Per Amundi, in altre parole, la ripresa durerà diversi anni con politiche monetarie ‘non convenzionali’ destinate a continuare.

 

Vaccino sì ma non prima del II semestre 2021. Ci vorranno anni prima di tornare riportare il mondo alla normalità. Per questo, non mancheranno, secondo Blanqué, un susseguirsi di ricadute economiche, focolai di infezione, lockdown selettivi, stimoli di natura politica; bassa crescita, bassa inflazione, tassi bassi e rischi provenienti dal forte impegno politico a favore di un predominio delle politiche fiscali nelle economie avanzate. Infine, la dinamica dei prezzi potrebbe rimanere scollegata dall’economia reale, ancora messa alla prova dalle conseguenze dei lockdown, soprattutto in Europa».

 

Quale portafoglio. Le azioni avranno un profilo rischio-rendimento migliore rispetto all’high yield in una fase di ripresa modesta e riaccelerazione degli utili nel 2021. Per Monica Defend, «gli investitori dovrebbero aumentare l’esposizione alle azioni cicliche (alcune azioni dei mercati emergenti, a partire dall’Asia del Nord e a seguire Latam, CEMEA e settori ciclici), azioni value di qualità e temi Esg post-Covid-19. La riaccelerazione della crescita globale richiederà un ribilanciamento dal growth al value di qualità. Crediamo che la classica diversificazione geografica, insieme alla diversificazione settoriale, sarà di nuovo al centro dell’attenzione, grazie al commercio mondiale che non trainerà più la crescita globale, alla rilocalizzazione delle catene del valore e alla de-sincronizzazione dei cicli». Inoltre, vista la quantità di debito con rendimento negativo prossima ai massimi storici e con i tassi di interesse che resteranno bassi, «gli investitori dovrebbero cercare opportunità tra bond emergenti (anche in valuta locale) prestiti, real asset (infrastrutture, immobiliare). Le opportunità nei mercati del credito restano ma il tema principale per il 2021 è quello che chiamiamo ‘la grande discriminazione’. Ciò che è costoso diventerà ancora più costoso. Alcune aree del mercato probabilmente si deterioreranno, perché l’abbondante liquidità iniettata dalle banche centrali sta nascondendo un peggioramento dei fondamentali. Nel complesso siamo più costruttivi per l’investment grade che per l’high yield», precisa l’esperta. Inoltre, «gli investitori dovrebbero valutare i titoli di stato di paesi core, indipendentemente dalle loro valutazioni, principalmente per ragioni di liquidità», dice. Infine, «in un mondo caratterizzato da un’elevata correlazione tra asset rischiosi, aggiungere fonti di rendimento decorrelate bilancia l’allocazione. L’oro, gli approcci di rendimento assoluto alla volatilità e le strategie di copertura migliorano la diversificazione complessiva del portafoglio», conclude.

 

L’inflazione tornerà. Per Amundi nel medio periodo il tema principale per gli investitori sarà la mancanza di ancoraggio dei tassi reali e delle aspettative di inflazione a causa del massiccio stimolo fiscale, della monetizzazione dei deficit pubblici, del ribilanciamento del sostegno sociale e politico a favore del lavoro e del rallentamento del commercio globale. I mercati non stanno ancora prezzando questo rischio, ma gli investitori dovrebbero iniziare a valutare delle strategie per un possibile ritorno dell’inflazione.

 

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