Mercati, ecco cosa devono monitorare gli investitori europei

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Avatar di Redazione 23 Novembre 2020 | 15:26

Qui di seguito un commento sulle implicazioni della nuova Amministrazione USA per gli investitori europei, a cura di David Riley, Chief Investment Strategist, BlueBay Asset Management.

Il risultato elettorale negli Stati Uniti avrà implicazioni per l’economia mondiale, ma a beneficarne potrebbero essere in particolare alcune aziende europee e i mercati emergenti più in generale, anche se molto dipenderà dal peso Democratico alla Camera e al Senato. Se il Partito Repubblicano manterrà la maggioranza al Senato, un Congresso diviso renderà più complesso per il Presidente eletto Biden far passare la sua agenda politica, compreso il suo ‘Green plan’. Sarà difficile far approvare a un Congresso diviso una legislazione che miri a fissare target miliari e meccanismi di esecuzione per raggiungere l’obiettivo di un’economia basata al 100% su energia pulita e alla neutralità carbonica entro il 2050. Tuttavia, ci sono azioni che il Presidente Biden potrà intraprendere, tra cui il rientro nell’Accordo di Parigi sul Clima, che renderebbe più probabile un accordo internazionale per fissare nuovi target di riduzione delle emissioni per il 2030. Attraverso gli Ordini Esecutivi, Biden potrebbe invertire alcune delle azioni di deregolamentazione intraprese dall’Amministrazione Trump, tra cui la possibilità di fissare limiti per l’inquinamento da metano per le operazioni di estrazione di petrolio e gas esistenti e nuove, di richiedere che gli appalti pubblici federali favoriscano l’energia pulita e di supportare le azioni intraprese da stati come la California sulle normative per i veicoli a zero emissioni.

Il cambiamento a 180 gradi nell’atteggiamento ambientale e climatico con l’Amministrazione Biden rappresenta una notizia negativa per i settori energetici basati sul carbonio, ma positiva per lo sviluppo di molte aziende europee che sono leader globali nell’efficienza energetica, nei trasporti green (‘smart mobility’) e nelle rinnovabili. Il risultato delle elezioni USA rafforzerà lo spostamento verso gli investimenti sostenibili, anche tra gli investitori USA, in notevole ritardo rispetto a quelli europei in termini di adozione dei principi ESG.

Un Governo diviso negli USA implicherebbe anche un pacchetto di supporto fiscale molto più ridotto rispetto a quello che potrebbe essere raggiunto in uno scenario di ‘Blue wave’, con il controllo Democratico sia al Congresso che alla Casa Bianca. Nonostante ciò, mi aspetto che vedremo un pacchetto fiscale di circa $1.500 miliardi (5% del Pil USA) entro fine anno o inizio 2021, dato che il capogruppo Repubblicano al Senato ha già indicato la volontà di raggiungere un accordo e che questo coprirà anche questioni come l’estensione dei prestiti alle piccole aziende per proteggere i posti di lavoro (il Paycheck Protection Programme o PPP). Anche se il pacchetto fiscale sarà di supporto per la crescita USA e globale, uno stimolo fiscale ridotto implicherebbe che la Fed continuerebbe a mantenere la politica monetaria extra accomodante ancora più a lungo, con pressioni al ribasso sul dollaro. Per gli investitori europei e globali la conferma degli stimoli fiscali, la continuazione di una politica accomodante da parte della Fed e un minore rischio di ‘trade war’ con la Presidenza Biden rappresentano una notizia positiva per l’euro e soprattutto per gli asset dei mercati emergenti.

Un’altra questione riguarda il modo in cui gli Stati Uniti raggiungeranno la neutralità carbonica, che potrebbe essere focalizzato sulle società dei combustibili fossili o sulle aziende di energia pulita. É difficile prevedere con precisione quale sarà il percorso che gli Stati Uniti sceglieranno per raggiungere l’obiettivo zero emissioni, soprattutto perché c’è la possibilità che il partito Democratico prenderà il controllo del Senato, se otterrà i due seggi della Georgia nel riconteggio di gennaio, o la possibilità delle elezioni di metà mandato tra due anni. Nonostante ciò, è più probabile che gli USA seguiranno un percorso focalizzato sugli investimenti in tecnologie green, e non che intraprendano misure attive per ridurre il settore dei combustibili fossili, che resta un importante fonte di posti di lavoro.

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