Asset allocation: un portafoglio a prova di Covid

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Avatar di Redazione 24 Novembre 2020 | 15:41

Vi proponiamo di seguito un commento su come un portafoglio azionario globale può resistere a uno shock tipo Covid e guardare oltre, a cura di David Eiswert, gestore del fondo T. Rowe Price Funds SICAV – Global Focused Growth Equity, T. Rowe Price.

Prima delle elezioni, avremmo sostenuto che la vittoria di Biden con un Senato Repubblicano avrebbe rappresentato il risultato meno favorevole per i mercati, considerando che ciò rende altamente probabile uno scenario di stallo, con i Repubblicani in contrasto con Biden e i Democratici su questioni come gli stimoli in risposta al Covid-19. Tuttavia, sembra che lo scenario sia ora in continua evoluzione, quindi tale ipotesi potrebbe anche non realizzarsi pienamente.

La questione della pandemia continuerà sicuramente a essere un problema reale nel breve periodo, e anche se non vedremo un’ingente massa di misure, come ipotizzato in caso di una ‘onda blu’, è probabile che i Repubblicani siano aperti a negoziare sul pacchetto di stimoli. D’altra parte, la riforma sull’aumento della tassazione alle imprese di Biden potrebbe essere più difficile da implementare, come anche una regolamentazione più punitiva per i giganti del tech, nel mirino sia di Trump che di Biden. Alla luce di queste dinamiche, il risultato elettorale è positivo/neutrale e non impatta direttamente sul portafoglio globale della nostra strategia Global Focused Growth Equity

Nel corso di tutto il 2020 abbiamo aggiustato il portafoglio, con opportunità e rischi che continuavano a cambiare in modo del tutto straordinario. Per gran parte dell’estate abbiamo ridotto l’esposizione sui vincitori secolari e abbiamo iniziato a costruire posizioni su titoli ciclici di alta qualità (nei settori finanziario, industriale e dei semiconduttori), viste le migliori prospettive a livello di rischio/rendimento e la nostra convinzione che il set di opportunità cicliche vedrà utili in accelerazione nel 2021.

Al momento riteniamo che probabilmente assisteremo a un’inflazione lievemente maggiore e una curva dei rendimenti più ripida, con la Fed che alzerà i tassi di interesse quando avremo superato l’impatto del Covid-19. Ciò ha il potenziale per modificare l’universo di investimento nel breve periodo, ma abbiamo fiducia nel nostro posizionamento.

Nell’ultimo trimestre la nostra attività di selezione dei titoli è stata guidata da una logica bottom-up. Lo spread nelle valutazioni tra titoli growth e value continua ad ampliarsi, quindi abbiamo adottato un approccio cauto e disciplinato per rimuovere i rischi e riallocarci sulle società di alta qualità scambiate su livelli convenienti, soprattutto in aree cicliche dove abbiamo individuato cicli guidati da innovazione o nuovi prodotti, che dovrebbero vedere rendimenti in aumento.

Ad esempio, abbiamo avviato una posizione su FedEx, azienda di servizi globali di consegna pacchi e merci. Riteniamo che FedEx rappresenti un’opportunità ciclica interessante, grazie ai driver di crescita positivi che dovrebbero migliorare nel breve periodo. In particolare, la pandemia ha aumentato la domanda e ridotto la capacità, facendo lievitare i prezzi del settore. Riteniamo anche che ci siano alcuni elementi favorevoli per questa azienda che dovrebbero contribuire ad accelerare gli utili e il miglioramento dei margini, tra cui migliori sinergie a livello di costi, un prolungato vincolo di capacità e la solidità a livello di prezzi nel trasporto aereo di merci, in cui FedEx ha una posizione dominante.

Riteniamo che i mercati emergenti siano estremamente interessanti. Al momento i mercati e le valute di paesi come India e Indonesia stanno prezzando una crisi fiscale. Gli investitori, infatti, sembrano essere convinti che la diffusione del coronavirus peggiorerà e che tali paesi non saranno in grado di bilanciare i loro budget fiscali, esponendoli a potenziali deprezzamenti valutari. Siamo fermamente convinti che ci siano attività quotate nei mercati emergenti che si dimostreranno interessanti una volta terminata la pandemia. Uno di questi esempi è la indiana HDFC Bank.

Le nostre performance da inizio anno sono solide, grazie alla nostra decisione di rimanere fedeli al nostro framework di investimento e di fare leva sulla nostra piattaforma di ricerca, focalizzandoci sui titoli che volevamo detenere in portafoglio con il peggiorare della crisi, ma anche una volta che questa si sarà conclusa. Di conseguenza, le performance relative sono state positive in tutti i settori e le regioni e la selezioni dei titoli ne è stato il principale driver. Il nostro framework si basa sull’individuazione di fattori che aiutino a generare rendimento. Vogliamo acquistare società di alta qualità, che stanno migliorando nel tempo, e se siamo in grado di individuarle e di capire cosa guida tale miglioramento, allora siamo in grado di sovraperformare indipendentemente dal contesto economico.

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