Investimenti, una prospettiva di lungo termine

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di Redazione 24 Novembre 2020 | 14:32
La view di Muzinich, tratta dal report Credit Continuum

Vi proponiamo di seguito un’analisi a cura di Michael McEachern, MBA Portfolio Manager & Co-Head of Public Markets di Muzinich, tratta dal report Credit Continuum.

Nel Credit Continuum del mese scorso abbiamo sostenuto che una volta risolti alcuni dei fattori di breve termine, i mercati del credito sarebbero stati in grado di focalizzarsi sui trend positivi di lungo termine per il 2021. L’attesa Blue Wave nelle elezioni statunitensi non si è concretizzata. I mercati del credito sembrano essersi stabilizzati con un Congresso diviso; uno scenario potenzialmente considerato come il migliore dei due mondi. Elimina il rischio di esuberanza fiscale, aumenti fiscali significativi e limita il rischio di un’eccessiva regolamentazione. Potrebbe però influire sulle dimensioni e sui tempi del tanto necessario stimolo fiscale. Tuttavia, riteniamo che il flusso di notizie economiche negli Stati Uniti sia positivo e, combinato con un trend positivo degli utili nel terzo e nel quarto trimestre, rafforzi i fondamentali aziendali. Al contrario, la seconda ondata di COVID-19 sta sollevando preoccupazioni significative dal momento che i governi europei stanno re-imponendo le restrizioni alla mobilità. L’impatto di queste restrizioni sul PIL nella zona Euro deve ancora essere valutato appieno. Le recenti notizie sullo sviluppo di un vaccino forniscono una spinta ai fondamentali di lungo termine. Tuttavia, la diffusione e l’adozione di uno o più vaccini su scala globale richiederà tempo ed il periodo compreso tra oggi e l’immunità diffusa può comportare alcuni rischi materiali. A nostro avviso, poiché l’ambiente diventa meno incerto, i portafogli obbligazionari dovrebbero passare da un posizionamento tattico a breve termine ad un posizionamento basato sui fondamentali di lungo termine. Siamo più fiduciosi circa le prospettive positive per gli asset creditizi, ma riteniamo che queste dovrebbero essere accompagnate da un forte focus sulla ricerca bottom-up per identificare i veicoli per l’assunzione di rischi.

In questo contesto i Titoli di Stato continueranno a registrare alti e bassi, ma riteniamo che il rischio a lungo termine sia che sono destinati a rendimenti più elevati. Il ciclo degli utili è diventato positivo a livello globale nel 3° trimestre 2020 e riteniamo che in diverse regioni dovrebbe rimanere tale anche nel 4° trimestre 2020 (l’Europa potrebbe essere un’eccezione a causa dei lockdown). L’offerta di obbligazioni corporate è stata incredibilmente elevata nel 2020. Le società hanno rafforzato la liquidità per proteggere il proprio bilancio dalle conseguenze dei lockdown. Ci aspettiamo che questi fondamentali svolgeranno un ruolo positivo nel 2021 e limiteranno il tasso di default a società deboli già identificate in settori selezionati. Ci aspettiamo inoltre un ripristino dell’indice di leva finanziaria in calo. Con il continuo sostegno delle politiche fiscali e monetarie, anche se calibrate in modo flessibile, riteniamo che i mercati del credito dovrebbe vedere un’ulteriore compressione degli spread nel prossimo anno. Il credito high yield e dei mercati emergenti è potenzialmente destinato a trarre beneficio in questo contesto. Riteniamo che l’high yield offra carry agli investitori, rendendolo un’opzione di investimento interessante. Poichè i tassi di interesse continuano ad essere bassi, ci aspettiamo che i rendimenti aumentino e il credito high yield dovrebbe trarne vantaggio poichè queste società sono più esposte al ciclo economico. Gli spread del credito dei mercati emergenti sono superiori rispetto a quelli dell’high yield statunitense. Le economie emergenti trarranno vantaggio dalla riapertura delle economie in tutto il modno. Anche un’amministrazione Biden sarà percepita come più prevedibile per i mercati emergenti. Il dollaro USA probabilmente si indebolirà o stabilizzerà a vantaggio dei mercati emergenti.

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