Pir alternativi, il 2021 può essere l’anno dello sprint

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di Redazione 15 Dicembre 2020 | 10:44

Le nuove regole e la moltiplicazione dei prodotti potrà spingere gli asset alternativi nel 2021. Lo riporta Il Sole 24 Ore riportando i temi trattati nel convegno di Assogestioni, “Alternative Investments Funds Days”, organizzato insieme a Borsa Italiana.

A livello normativo tra i fronti aperti il 19 gennaio 2021 scade la consultazione della Commissione Europea sulla revisione del regolamento sui fondi di investimenti europei a lungo termine (Eltif) mentre il 29 gennaio quella sulla disciplina dei gestori dei fondi di investimento alternativi, strutture adottate dai Pir Alternativi. Ma soprattutto il Mef si avvia a modificare (forse entro l’estate) la disciplina dei fondi di investimento alternativi riservati, accogliendo la proposta di Assogestioni di abbassare la soglia dagli attuali 500 mila ai 100 mila euro e introducendo la classe di investitori semi professionali.

È importante, si è sottolineato nel corso dell’evento, che gli investimenti in asset alternativi (Fia) siano resi abbordabili a una platea più ampia di investitori, per garantire fonti di finanziamento all’economia reale e un’occasione di rendimento in un mercato dominato dai tassi zero. E, sottolinea il quotidiano di Confindustria, un elemento destinato ad allargare la portata dei Fia è la quotazione in Borsa. Oggi sono 16 le realtà per un valore complessivo di Borsa di oltre 850 milioni. La quotazione, infatti, permette di contrastare l’illiquidità del sottostante tipica di questi che prodotti.

Intanto gli asset manager stanno scaldando i motori. Anthilia ha lanciato un nuovo fondo di private debt, così come Equita. Anche Muzinich si avvia a entrare nel mondo dei Pir alternativi con deleghe di gestione ai leader del private banking come Azimut, Banca Generali, Intesa Sanpaolo e Mediolanum.

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