Asset allocation: le scelte tattiche per il 2021

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Avatar di Redazione 13 Gennaio 2021 | 14:37

Qui di seguito un estratto dell’Outlook 2021 di State Street Global Advisors.

Poco prima delle elezioni USA, l’Investment Solutions Group di State Street Global Advisors ha adottato una sorta di meccanismo di controllo sull’esposizione attiva al rischio del portafoglio tattico. Data la chiarezza sugli esiti elettorali, abbiamo ripreso a definire target attivi di rischio standard basati sui nostri modelli. Il miglioramento della propensione al rischio si è fondato sugli utili societari, che sono risultati resilienti, soprattutto negli Stati Uniti, dove circa l’89% delle società ha pubblicato i propri risultati e l’86% di queste ha indicato un sorprendente miglioramento degli EPS. Inoltre, i consumi sono rimasti stabili e i solidi PMI manifatturieri a livello globale indicano un’ampia ripresa.

Raccomandiamo pertanto un’esposizione bilanciata sugli asset rischiosi e l’evoluzione della nostra asset allocation tattica (AAT) riflette la nostra ipotesi di base, ovvero quella di una ripresa economica (cfr. Figura 1). Nel complesso, continuiamo a privilegiare le azioni, il credito e l’oro a livello globale e siamo più ottimisti sulle materie prime. I REIT e le obbligazioni core, invece, appaiono meno interessanti.

Figura 1

Riepilogo delle opinioni sulle asset class

Fonte: State Street Global Advisors Investment Solutions Group, al 10 novembre 2020.

Posizionamento in termini di rischio

Al momento il nostro Market Regime Indicator (MRI) indica un regime “a basso rischio”. Gli spread del debito rischioso sono rimasti piuttosto contenuti, mentre la volatilità implicita dei titoli azionari si è attenuata rispetto ai recenti massimi. Un regime a basso rischio suggerisce che gli investitori siano disposti ad assumersi più rischio e possano portare i mercati azionari in territorio positivo. Abbiamo quindi aumentato l’allocazione sugli asset growth, sia nel segmento delle azioni che in quello delle materie prime. Le nostre previsioni per le azioni globali rimangono promettenti, poiché i fattori macroeconomici e il momentum dei prezzi, tuttora favorevoli, compensano le valutazioni eccessive. Inoltre, la ripresa economica in corso ha incoraggiato il sentiment sulle vendite e sugli utili.

  • La solidità dei metalli industriali e il miglioramento dei fondamentali dell’agricoltura hanno compensato una certa debolezza nel settore energetico, contribuendo a migliorare le nostre previsioni sulle materie prime. Le dinamiche della domanda e dell’offerta nell’energia rimangono contrastanti, ma sembrano orientarsi verso un andamento più favorevole.
  • Siamo meno entusiasti sul credito high yield poiché una certa debolezza del momentum azionario, combinata ad una maggiore volatilità, grava sulle nostre previsioni di rendimento. Inoltre, il recente spostamento verso il basso dell’indicatore MRI suggerisce maggiori opportunità per le azioni, il che ci ha portato a ridurre la nostra posizione a neutrale a favore delle azioni in generale.
  • L’oro rimane la nostra copertura tattica preferita contro eventuali ondate di volatilità poiché risulta ancora interessante in tutti i fattori tecnici da noi monitorati e la sua attrattiva è sostenuta dai bassi tassi reali e dall’aumento dei livelli di debito.
  • Prevediamo tassi leggermente più elevati e un irripidimento della curva dei rendimenti per le obbligazioni core. Il miglioramento del PIL del terzo trimestre ha ridotto l’attrattiva dei tassi bassi, mentre il momentum e il miglioramento dei PMI manifatturieri indicano tassi più elevati in futuro. Il momentum della curva e gli indicatori economici anticipatori ancora depressi indicano un irripidimento della curva nonché un deterioramento delle prospettive per le obbligazioni a lungo termine.

In generale, l’evoluzione dei pesi della nostra asset allocation tattica riflette la nostra ipotesi di base, ovvero di ripresa economica (cfr. Figura 2).

Figura 2

Ponderazioni attive per asset class nell’asset allocation tattica (AAT)

10/31/17 – 9/29/20

Cautamente ottimisti sulle azioni 

Le nostre prospettive per le azioni continuano a essere cautamente ottimistiche e prevediamo una più ampia partecipazione in tutte le regioni. Continuiamo a prediligere le azioni statunitensi, che rappresentano la nostra posizione più “high conviction”, ma abbiamo anche un modesto sovrappeso sulle azioni non statunitensi. Le aspettative sugli utili e sulle vendite rimangono solide per gli Stati Uniti, mentre il momentum dei prezzi contribuisce a compensare le valutazioni più deboli. Per diversificare questa posizione, di recente abbiamo aumentato l’esposizione sulle azioni europee e su quelle della regione Pacifico e oltre ad aumentare il sovrappeso sulle large cap USA.

  • Le valutazioni delle azioni della regione Pacifico sono risultate interessanti, ma il miglioramento nel momentum dei prezzi e nella qualità hanno incrementato le prospettive. Anche la gestione relativamente positiva della pandemia, il miglioramento dei PMI e i sussidi governativi a sostegno della spesa interna hanno favorito le prospettive.
  • Le valutazioni azionarie europee appaiono favorevoli, ma la regione continua ad arrancare su base relativa. Tuttavia, il miglioramento del sentiment sulle vendite e sugli utili nonché gli indicatori macro hanno favorito le previsioni sui rendimenti europei, mentre le prospettive di un commercio più prospero tra USA ed Europa, insieme a un aumento asimmetrico dei progressi sui vaccini, indicano ottimismo.
  • Continuiamo a mantenere un sovrappeso sulle azioni dei mercati emergenti, poiché il miglioramento della crescita economica e l’indebolimento del dollaro USA favoriscono il segmento. Inoltre, un minore attrito commerciale potrebbe fungere da supporto.

I REIT continuano a registrare punteggi mediocri in tutti gli indicatori da noi monitorati, pertanto rimangono il maggiore sottopeso nel portafoglio azionario.

Prospettive di irripidimento della curva nel reddito fisso

Nell’ambito del reddito fisso, la volatilità elevata delle azioni e le prospettive di irripidimento della curva hanno pesato sulle previsioni di rendimento e spingono verso una riduzione della duration del portafoglio complessivo.

  • I titoli di Stato non statunitensi sono sostenuti dalla prospettiva di indebolimento del dollaro USA. Anche con rendimenti negativi, le recenti tendenze valutarie hanno migliorato le nostre aspettative sul rendimento totale.
  • Gli attuali differenziali tra PIL e rendimento dei trentennali nonché la contenuta inflazione primaria indicano un probabile calo dei rendimenti non statunitensi.   

Prospettiva settoriale

Infine, dal punto di vista settoriale, continuiamo a prediligere la tecnologia e i beni di prima necessità. Questi ultimi risultano interessati in tutti gli indicatori da noi monitorati, con l’eccezione di momentum dove osserviamo un certo deterioramento. La tecnologia si colloca al di sopra della media in tutti i fattori, a eccezione del value, e il settore continua a offrire ottimi utili.

I beni voluttuari presentano buoni punteggi nei fattori momentum e sentiment, ma non in valutazione, macro e qualità, il che ci induce a evitarli. I servizi di comunicazione mostrano migliori dati relativi a momentum e sentiment, il che ci induce a una revisione al rialzo.

Conclusioni

Siamo cautamente ottimisti sulle prospettive di investimento per il 2021, ottimismo che si riflette nel nostro posizionamento direzionale, che privilegia le azioni rispetto alle obbligazioni, con il conseguente aumento dell’esposizione su azioni e materie prime.

Prevediamo un miglioramento della crescita nel 2021, ma permangono rischi e incertezze, tra cui i rischi legati alla tempistica della distribuzione dei vaccini e l’incertezza sulle politiche che adotterà l’amministrazione Biden. Inoltre, sebbene le aspettative di inflazione siano rimaste modeste finora, è probabile che la politica monetaria rimanga accomodante; è comunque necessario monitorare eventuali pressioni inflazionistiche. Infine, le aspettative a breve termine in merito agli stimoli fiscali sono migliorate, il che darebbe impulso alle azioni ma peserebbe sull’inflazione. Con il procedere della ripresa globale e la resilienza dei mercati globali che verrà nuovamente messa alla prova nei prossimi mesi, monitoreremo attentamente l’evolversi della situazione.

 

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