Asset allocation: quattro trend per fare volare il portafoglio

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Avatar di Redazione 14 Gennaio 2021 | 14:16

Siamo cautamente ottimisti sull’economia globale nel 2021. Anche se la crescita sarà disomogenea, l’attività economica globale si espanderà del 5%, supportata dal progressivo allentamento delle misure di distanziamento sociale, da politiche monetarie accomodanti – sebbene più graduali – e dagli stimoli fiscali. I gap tra prodotto effettivo e potenziale resteranno negativi in diversi Paesi nel 2021, mentre i livelli elevati di disoccupazione, così come l’ammontare del debito sovrano e privato, resteranno sfide fondamentali. Secondo Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud, “Oltre a ciò, è importante sottolineare il ruolo fondamentale che le principali banche centrali hanno svolto durante la crisi. Il loro massiccio intervento ha fatto sì che i loro bilanci combinati superassero il 20% del PIL globale, avvicinandosi ai 30mila miliardi di dollari”. Secondo Andrew Lake, Head of Fixed Income di Mirabaud Asset Management, le banche centrali continueranno a mantenere i tassi bassi, ma nel corso del 2021 i governi inizieranno a ritirare gli stimoli economici.

Questo ottimismo si basa essenzialmente su tre fattori chiave:

– L ’arrivo del vaccino contro il Covid-19, che apporterà benefici su scala globale e, in particolare, alle economie più colpite dalla pandemia, comprese quelle del Sud-est asiatico, dell’America Latina, dell’Europa, del Medio Oriente e dell’Africa. Lo scenario di base prevede che le misure di contenimento si attenueranno nel corso del 2021, consentendo un progressivo ritorno alla normalità dell’attività economica.

– Nelle principali economie è probabile che la domanda repressa porti a solidi incrementi della produzione. Una caratteristica chiave dell’attuale contrazione globale è che in molti Paesi gli investimenti delle imprese hanno resistito bene, soprattutto rispetto alle precedenti recessioni. Questo è un elemento essenziale per l’espansione futura. Inoltre, i livelli elevati dei risparmi accumulati durante le crisi sono pronti per essere impiegati, un fattore positivo per i consumi futuri e la domanda interna.

– Sul fronte politico, mentre la conclusione dei negoziati sulla Brexit ha permesso di evitare sconvolgimenti nel breve termine, è probabile che il cambio di presidenza negli Stati Uniti, porterà a un sostanziale miglioramento delle relazioni commerciali internazionali, in particolare in Europa e in Asia. Ci si aspetta un’ulteriore spesa fiscale, una minore pressione per gli aumenti fiscali e un calo delle tensioni commerciali.

Analisi macroeconomica

A livello globale, prevediamo una ripresa ciclica, con un ulteriore slancio economico negli Stati Uniti, una ripresa in Europa e il prolungarsi di una crescita solida in Asia. Secondo Gero Jung, “Le politiche monetarie molto accomodanti continueranno a essere dominanti nei principali mercati sviluppati; ci aspettiamo che le banche centrali di tali Paesi rimangano prudenti con la propensione a un ulteriore allentamento e che le banche centrali dei Paesi emergenti vadano avanti con i programmi di QE. Mentre l’effetto a breve termine della pandemia è disinflazionistico, le pressioni sui prezzi potrebbero aumentare, in quanto i costi dei fattori produttivi sono in aumento per molte aziende, comprese quelle manifatturiere. Tuttavia, per ora, su base sequenziale, l’inflazione resta al di sotto dei livelli pre-crisi in molti Paesi industrializzati, mentre molti mercati emergenti hanno assistito a un calo netto”.

Le principali tendenze per singolo paese europeo:

Guardando ai singoli Paesi, l’economia italiana è destinata a riprendersi solidamente, con la produzione totale in crescita di oltre il 5% quest’anno, dopo la forte contrazione dello scorso anno, in linea con il trend complessivo dell’Eurozona. In Francia è probabile che la crescita economica superi quella degli altri Paesi dell’Eurozona, aiutata dalla relativa resilienza degli investimenti delle imprese durante la recessione, un pilastro importante per la crescita futura. Anche l’economia spagnola dovrebbe registrare una ripresa robusta, in particolare per il venir meno delle misure di contenimento del virus e per una maggior spinta nel turismo. Questo settore – che rappresenta circa il 15% dell’attività economica totale – beneficerà probabilmente del rimbalzo. Inoltre, gli ultimi indicatori suggeriscono che l’attività manifatturiera seguirà il trend di rimbalzo globale, mentre il comparto dei servizi sembra essere stato meno colpito dai vari lockdown. Nel Regno Unito le prospettive rimangono incerte, e dipenderanno da come le imprese e le famiglie si adegueranno ai nuovi accordi commerciali con l’UE, anche se è probabile che l’economia si riprenda, in quanto l’impatto diretto del Covid-19 è destinato a diminuire nel corso dell’anno. In Svizzera – un’economia molto aperta ed esposta a livello internazionale – è probabile che la produzione registri una ripresa solida, con un rimbalzo dell’attività totale di oltre il 3% nel 2021.

Per quanto riguarda le asset class, quattro tendenze principali per il 2021:

– Nell’azionario globale, a distinguersi saranno i titoli asiatici. Riteniamo che questa regione continuerà probabilmente a evidenziare una ripresa solida, soprattutto nella prima metà dell’anno, e che le tensioni commerciali si attenueranno sotto la nuova amministrazione statunitense. Inoltre, il rallentamento dovuto alla pandemia in molte economie asiatiche è stato inferiore rispetto ad altre aree geografiche. Questi Paesi, soprattutto la Cina, hanno affrontato bene la crisi. In particolare, le aziende tecnologiche beneficeranno dell’aumento della domanda dei loro prodotti e servizi.

– In Europa, prevediamo una ripresa ciclica con una forte domanda dall’Asia di prodotti europei e abbiamo una view chiaramente positiva sulle PMI, sia nell’Eurozona sia in Svizzera. Queste società beneficeranno maggiormente della ripresa del ciclo economico, dell’aumento della domanda di prodotto manifatturieri dall’Asia, e del prossimo piano di stimoli nell’Eurozona. Molte PMI, nonostante la pandemia, hanno incrementato l’efficienza, ridotto i costi, accelerato i processi di ristrutturazione e migliorato la propria situazione patrimoniale.

– Per quanto riguarda l’obbligazionario, siamo cauti sul lungo termine. C’è il rischio, infatti, che l’ulteriore spesa fiscale spinga le aspettative di inflazione nel 2021, il che potrebbe anche portare le banche centrali a essere meno accomodanti. Il credito continuerà a offrire un extra rendimento sui titoli sovrani, con carry positivo e spread creditizi ancora bassi. Anche il debito dei mercati emergenti e le obbligazioni ad alto rendimento presentano opportunità interessanti.

– Nei mercati valutari, il dollaro probabilmente resterà debole, mentre il franco svizzero si rafforzerà soprattutto rispetto al biglietto verde

Allocazione settoriale e tematica

La distribuzione dei vaccini su larga scala consentirà la riapertura delle economie mondiali, in particolare per i settori fortemente colpiti dalla crisi come il turismo, la ristorazione, il tempo libero e i trasporti. Ci si aspetta inoltre una forte crescita economica e degli utili per il prossimo anno e una spinta dei mercati azionari. I mercati emergenti potrebbero beneficiare di questo contesto globale di crescita e dell’ulteriore deprezzamento del dollaro statunitense, mentre i titoli ciclici dovrebbero sovraperformare quelli difensivi. In termini di allocazione settoriale, preferiamo i comparti industriale e delle infrastrutture, che trarranno vantaggio dagli stimoli fiscali. Siamo positivi sulla tecnologia globale in quanto riteniamo che molte grandi aziende tecnologiche usciranno vincitrici dalla crisi, in particolare quelle focalizzate sulla digitalizzazione e sulla tecnologia di cloud computing. Siamo ottimisti sulle piccole e medie imprese in Europa e negli USA, poiché la loro maggiore sensibilità al ciclo economico gli consentirà di sovraperformare le società a grande capitalizzazione. Sul fronte dell’allocazione tematica, siamo positivi sul tema della lotta al “cambiamento climatico”, in quanto gli sforzi dei governi e i programmi di spesa per la transizione energetica legati al Green Deal dell’UE e alla politica climatica di Biden rappresentano una grande opportunità per le società operanti nei settori del solare, dell’eolico e delle utility. Le energie rinnovabili meritano un’attenzione particolare, in quanto dopo molti anni di dipendenza dai sussidi le società del settore sono riuscite ad autofinanziarsi il che va a loro vantaggio, così come lo squilibrio tra domanda e offerta di questo tipo di energia. L’e-commerce continuerà inoltre ad acquisire una forte quota di mercato rispetto al retail tradizionale. Le tecnologie disruptive e l’invecchiamento della popolazione sono altri temi che presentano un grande potenziale di crescita.

Un chiaro impegno per la gestione attiva dei criteri ESG

L’investimento basato sui criteri ESG è fondamentale. Lionel Aeschlimann, Managing Partner e CEO di Mirabaud Asset Management, sottolinea che “Mirabaud ha sempre tenuto in considerazione sia la performance sia il benessere della collettività. In quanto azionisti, abbiamo la possibilità di influenzare le decisioni delle società in cui investiamo, in modo che rispettino anch’esse i principi di responsabilità e sostenibilità. L’impegno di Mirabaud verso l’investimento sostenibile è assoluto”. La strategia d’investimento sostenibile e responsabile del Gruppo Mirabaud, che prende in considerazione le questioni ambientali, sociali e di corporate governance, ha ricevuto il punteggio più alto (A+) in ciascuno dei sei moduli che compongono i Principi per l’investimento responsabile delle Nazioni Unite (PRI ONU). Questo punteggio e la nomina di Mirabaud quale uno dei primi 50 leader nel campo della sostenibilità ambientale testimoniano la convinzione di Mirabaud che ogni performance finanziaria deve essere coerente con un impegno di lungo termine nei confronti dei propri clienti e deve avere un risvolto positivo per l’ambiente e la società in generale. Per il 2021 e oltre, Mirabaud continua a portare avanti il suo impegno negli investimenti attivi, tematici, basati sulle convinzioni e sui criteri ESG che da sempre la caratterizza

 

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