Capital Group: “Il 2021 sarà il punto di svolta per economia globale”

A
A
A
Avatar di Redazione 20 Gennaio 2021 | 16:58

“L’economia post-pandemia avrà un aspetto estremamente diverso da quello del febbraio 2020: sarà più efficiente e più dinamica”, ha evidenziato Matteo Astolfi, managing director di Capital Group che insieme a Martyn Hole, investment director, ha delineato quelle che sono le previsioni per il 2021, anno di svolta per l’economia globale, la salute pubblica, la politica e il modo in cui viviamo e lavoriamo nell’era digitale.

Tutte le previsioni di crescita dipendono dall’evoluzione dei vaccini

Martyn Hole

L’economia globale ha subito un grave trauma. Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), alla paralisi indotta dalla pandemia nel 2020, che ha causato la peggiore recessione dai tempi della Grande Depressione, nel 2021 dovrebbe seguire una solida crescita nelle principali economie. In Cina, Paese che è riuscito a contenere la pandemia e a riaprire l’economia, la ripresa è stata sorprendentemente rapida. La seconda economia mondiale dovrebbe crescere sia nel 2020 che nel 2021. Per gli Stati Uniti, Paese che nel terzo trimestre del 2020 ha registrato una crescita annualizzata del PIL record, pari al 33,1%, l’FMI prevede un’espansione economica pari al 3,1% nel 2021, dopo un calo atteso del 4,3% nel 2020. Tutte le previsioni di crescita dipendono dall’evoluzione dei vaccini. Permangono tuttavia rischi per una ripresa sostenuta, primo fra tutti la recrudescenza del COVID-19. Quando saranno disponibili i vaccini per una distribuzione di massa? Dalle sperimentazioni di Pfizer, Moderna, AstraZeneca e di altre aziende sono già giunti dati promettenti. Certo, ci vorrà del tempo prima che i vaccini siano ampiamente disponibili e per convincere le persone a farli; ci aspettiamo che entro la metà del 2021 saranno almeno quattro i vaccini ampiamente disponibili.

Europa: i rischi posti dalla Brexit e dal COVID-19

Tutti i governi europei hanno imposto ulteriori lockdown nazionali nel quarto trimestre in risposta alla seconda ondata della pandemia, minando l’attività nel settore dei servizi. Questo shock per la crescita metterà a dura prova la ripresa economica europea nel 2021. Le prospettive dipenderanno dalla rapidità con cui la pandemia si placherà e dall’entità di un ulteriore sostegno fiscale da parte dei governi, che dovrebbero mantenere perlopiù una politica fiscale espansiva. L’esposizione diversificata dei ricavi è una caratteristica di molte società con sede nell’Europa continentale. I PMI dell’Eurozona indicano che, a differenza dei servizi, il settore manifatturiero è riuscito a mantenere l’attività in territorio di crescita. La Germania è in testa nella ripresa, trainata dalla solida domanda di automobili, attrezzature e macchinari in grandi mercati di esportazione come la Cina.

Ulteriori difficoltà poste dalla Brexit – Il Regno Unito ha lasciato  il mercato unico e l’unione doganale dell’UE alla fine del 2020, ponendo notevoli sfide all’economia. Il rallentamento della crescita economica peserà probabilmente sui titoli del Regno Unito, in particolare dettaglianti, banche, costruttori e servizi di pubblica utilità, che traggono gran parte delle loro entrate dall’attività nazionale. Tuttavia, le grandi multinazionali, come BP, AstraZeneca e Rio Tinto, potrebbero ottenere risultati migliori grazie ai flussi di reddito internazionali. L’analisi bottom-up delle società è fondamentale per individuare opportunità potenzialmente interessanti a lungo termine. In Europa, sarà importante valutare la resilienza dei ricavi e la capacità delle società di affrontare la transizione della Brexit.

Quali i vincitori e i vinti della pandemia?

Matteo Astolfi

I principali settori dell’economia globale si sono mossi in direzioni nettamente diverse, riflettendo la disparità tra le società che hanno beneficiato della pandemia e quelle che ne hanno risentito pesantemente. Per alcuni settori dell’economia — ristoranti, alberghi, vendita al dettaglio, compagnie aeree e piccole imprese — questo periodo è stato il peggiore. Al contrario, il confinamento a casa ha rappresentato una manna per l’e-commerce, il cloud computing, lo streaming video, le società di elaborazione dei pagamenti digitali e i rivenditori di complementi per la casa. Con il procedere della ripresa, gli investitori che apprezzano la ricerca bottom-up sui fondamentali e gli investimenti altamente selettivi dovranno cercare di comprendere chi sono i vincitori e i vinti a lungo termine. L’economia post-pandemia avrà un aspetto estremamente diverso da quello del febbraio 2020: sarà più efficiente e più dinamica. Il nostro compito è individuare le società in crescita che non solo hanno beneficiato della pandemia, ma che presentano il potenziale per continuare a generare una solida crescita negli anni a venire. Non tutte le esperienze possono essere digitalizzate. La domanda repressa tornerà a dare vigore ai settori dei viaggi e ad altri duramente colpiti dalla pandemia poiché è tanta la voglia di andare in vacanza o semplicemente di uscire a cena.

Il futuro dell’healthcare sarà digitale

Martyn Hole

Il futuro dell’assistenza sanitaria è tra le mura domestiche. L’attenzione del mondo si è concentrata sulla necessità di un vaccino anti COVID-19, ma gli straordinari progressi della tecnologia medicale e i cambiamenti nel comportamento dei consumatori contribuiscono a migliorare il benessere dei pazienti, a diminuire i costi medici e a generare opportunità per le società. La sanità sta vivendo un periodo di grande fermento. Si pensi al recente picco nella domanda di visite mediche online. Il servizio è disponibile da anni, ma il suo utilizzo è stato scarso prima dell’avvento della pandemia. Siamo ancora nella fase iniziale per quanto concerne dispositivi efficienti in termini di costi in grado di inviare ai medici una serie di parametri relativi alla salute o assistere il paziente nella gestione delle proprie cure. Le società hanno quindi la grande occasione di soddisfare questa esigenza, che va dalla connettività alla gestione dei dati. Esistono varie realtà, come DexCom, ResMed, Insulet, Tandem, iRhythm e Abbott Laboratories, in grado di rispondere alla crescente domanda di monitoraggio da remoto, nonché di servizi di telemedicina, come quelli offerti da Teladoc e UnitedHealth.

Le energie rinnovabili illuminano il globo

Matteo Astolfi

I tradizionali servizi di pubblica utilità si affidano sempre meno all’energia a base di carbonio a vantaggio dell’eolico e del solare. La transizione verso l’elettrificazione della rete e l’energia green è alle prime fasi, e alcuni fattori potrebbero dare slancio alla crescita per molti anni a venire. Alcune realtà stanno raggiungendo un punto di inflessione, tanto che iniziano a essere percepite più come società in crescita che come produttori di energia e operatori di rete con modelli statici stile “old economy”. Anche la Cina ha recentemente annunciato di voler azzerare le sue emissioni nette di anidride carbonica entro il 2060. Vari fattori stanno preparando il terreno per quella che potrebbe essere definita l’età dell’oro delle rinnovabili. Tra questi vi sono la diminuzione dei costi, grazie ai progressi dell’automazione, all’IA che aumenta la produttività e l’efficienza, alla riduzione dei costi energetici e a uno stoccaggio più efficiente. La tendenza verso le rinnovabili è più marcata nei servizi di pubblica utilità europei, tra cui Enel in Italia, E.ON in Germania e Ørsted in Danimarca. I rispettivi governi hanno fissato obiettivi di decarbonizzazione elevati e hanno creato incentivi per ulteriori investimenti, non solo nelle reti elettriche e nelle infrastrutture, ma anche nello stoccaggio delle batterie e in altre tecnologie che potrebbero accelerare la domanda.  Come abbiamo visto con il solare e l’eolico, man mano che ci si avvicina ai breakeven economici crescono gli investimenti nel settore. Monitoriamo attentamente i punti di svolta in altre fonti rinnovabili, come l’idrogeno verde.

Obbligazionario, importante essere selettivi

Martyn Hole

Le solide allocazioni obbligazionarie core continuano a rappresentare una strategia intelligente. Il calo azionario del 2020, il più rapido mai registrato nella storia, ha evidenziato quanto sia importante continuare a detenere obbligazioni di alta qualità come protezione contro la volatilità dei mercati. I fondi obbligazionari core di alta qualità hanno contribuito a contenere le perdite nei portafogli bilanciati durante il mercato azionario ribassista del 2020. A fronte di un’elevata volatilità, tali obbligazioni hanno svolto il loro ruolo, ovvero preservare il capitale e diversificare le azioni. Ora che i mercati si sono calmati, si potrebbe pensare di non aver più bisogno di solide obbligazioni core, ma non è così. Indipendentemente dal contesto, un fondo obbligazionario core di alta qualità è fondamentale per ottenere stabilità e fortificare il portafoglio per qualsiasi sviluppo il futuro abbia in serbo. I rendimenti complessivi potrebbero essere più modesti nei prossimi anni, ma la necessità di diversificazione, conservazione del capitale, reddito e protezione dall’inflazione in un portafoglio bilanciato non viene meno.

Dopo i grandi afflussi nelle obbligazioni corporate USA, è giunto il momento di essere selettivi. Gli investitori affollano questo mercato in cerca di maggiore reddito, ma bisogna evitare di assumersi troppi rischi. I settori del credito offrono ancora valore, ma la selettività è fondamentale. L’acquisto indiscriminato di obbligazioni corporate potrebbe portare in portafoglio alcuni vincitori, ma anche alcuni vinti. L’uso della ricerca per capire gli emittenti e l’andamento del loro debito può aiutare a individuare le obbligazioni che hanno più probabilità di fornire valore ed evitare i declassamenti.

La stessa selettività è fondamentale anche nel debito dei mercati emergenti. Poiché tali mercati seguono le orme dell’allentamento della politica fiscale e di quella monetaria dei mercati sviluppati, vi è il rischio che l’indebitamento aumenti fino a diventare insostenibile. Si riscontra un’ampia divergenza all’interno degli Emergenti, con Paesi come l’Argentina e lo Sri Lanka che devono far fronte a elevati oneri del debito esterno e del settore pubblico e alcuni degli esportatori di energia all’altro capo dello spettro. Vanno poi valutati altri fattori, come l’adeguatezza delle riserve, la credibilità della banca centrale, la proprietà delle obbligazioni e le fonti esterne di finanziamento. Un approccio basato sulla ricerca può aiutare a individuare le discrepanze tra i fondamentali e le valutazioni.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Fondi di investimento, Capital Group lancia il fondo European Opportunities

Asset allocation: azioni, i cambiamenti che ci aspettano

Usa, le priorità dei primi 100 giorni di Biden

NEWSLETTER
Iscriviti
X