Investimenti, focus sulle obbligazioni europee nel 2021

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Avatar di Redazione 29 Gennaio 2021 | 14:31

David Zahn, Head of European Fixed Income  di Franklin Templeton vede motivi di ottimismo per un quadro più brillante dell’Europa entro la fine dell’anno. I dettagli dell’analisi qui di seguito.

Il calendario si è aperto alla prima pagina del 2021, e se per quanto riguarda i mercati il nuovo anno al momento appare simile al 2020, all’orizzonte si affaccia una speranza. Stiamo ancora combattendo con i disastri causati dal COVID-19, ma in tutto il mondo sono iniziate le campagne di vaccinazione e ciò dovrebbe contribuire a un ritorno della fiducia, oltre che della crescita economica, con l’avanzare dell’anno. Molto sicuramente in Europa vi sarà una recessione a W, che tuttavia è dovuta ai lockdown ancora in atto.

È pertanto indubbio che le prospettive per l’Eurozona nel breve termine sono precarie. Il blocco deve difendersi da una nuova ondata di contagi del COVID-19, tassi d’interesse negativi e disinflazione. Nonostante una robusta ripresa dimostrata dalle cifre del prodotto interno lordo per il terzo trimestre 2020, la prognosi è meno ottimista per la prima parte del 2021. Siamo quindi convinti che per sostenere l’economia e i mercati la Banca Centrale Europea (BCE) dovrà mantenere la sua impostazione accomodante, lasciando i tassi ancora bassi e continuando ad acquistare asset.

Con la revoca dei lockdown dovremmo assistere a un revival dell’economia, ma potrebbero volerci da due a tre anni per tornare al punto in cui eravamo prima della pandemia. Prevediamo quindi che la banca centrale manterrà la sua impostazione ultra-accomodante, ed è probabile che gli spread del credito restino compressi. Nella ricerca di rendimenti, secondo noi molti investitori guarderanno all’Europa centrale e a una qualità più bassa del credito.

Siamo convinti che per quest’anno l’Eurozona sarà sostenuta dalle iniziative adottate dall’Unione Europea (UE) nel 2020. Le prospettive per la regione hanno ricevuto un impulso notevole verso la fine di luglio, quando i leader dell’UE hanno finalmente raggiunto un accordo sul piano di salvataggio da 750 miliardi di euro per il COVID-19. L’approvazione di questo pacchetto secondo noi è di buon auspicio per l’economia europea, soprattutto nella seconda metà dell’anno, considerando la dispersione dei fondi. Questo pacchetto dovrebbe anche dimostrare che in Europa sono cambiate le regole, con un’integrazione ulteriore – riducendo pertanto il premio di rischio integrato nelle obbligazioni europee – beneficiando di aspetti governativi e corporate.

L’UE sarà in prima linea anche per l’agenda del cambiamento climatico. Il 30% circa del piano di salvataggio dell’UE e 1.000 miliardi di euro del suo bilancio settennale sono destinati a iniziative volte a combattere gli impatti nocivi del cambiamento climatico. Ci attendiamo che ciò sia il propulsore di ulteriori investimenti e di una crescita nel mercato dei green bond europei.

Mentre secondo le nostre attese l’economia dovrebbe recuperare, è probabile che i mercati saranno volatili nel corso del prossimo anno. Attualmente riteniamo prudente continuare a disporre di una certa liquidità da impiegare quando si presentano le opportunità.

POLITICA

Il 2020 è stato in gran parte dominato dall’uscita del Regno Unito dall’UE, ma quest’anno il focus si sposterà probabilmente su eventi politici in altri paesi.

L’evento principale da osservare sarà la successione della cancelliera tedesca Angela Merkel, che è prossima a ritirarsi dalla sua posizione di leader effettivo dell’Europa. Per un certo periodo di tempo l’Europa potrebbe non avere un leader altrettanto forte, oppure l’UE considererà che questa sia un’opportunità per essere questo forte leader, centralizzando ulteriori processi decisionali.

Il partito della Merkel, l’Unione Cristiano-Democratica, ha scelto recentemente Armin Laschet come suo nuovo leader. Attualmente è ministro presidente della Renania Settentrionale-Vestfalia, lo stato federale tedesco più popoloso. È considerato uno stretto alleato della Merkel, per cui le sue politiche segneranno probabilmente una continuazione di quanto abbiamo visto finora, ed è considerato fortemente pro-europeo. Laschet è in buona posizione per diventare il cancelliere in autunno, ma vi sono anche altri leader politici tra cui eventualmente fare una scelta, tra i quali Markus Söder, dell’Unione Cristiano-Sociale. Le elezioni in Germania si terranno a settembre.

L’altra area interessante per la politica è la relazione tra la nuova amministrazione statunitense, sotto la presidenza di Joe Biden, e l’Europa, e quali potranno essere i punti di collaborazione, a parte l’ovvio candidato della lotta al cambiamento climatico. È questa l’opportunità per una collaborazione, o l’Europa andrà avanti su una propria strada?

Secondo noi ora ci sono tutti i mattoncini necessari sul fronte fiscale e su quello monetario, e siamo convinti che tali misure dovrebbero aiutare a sostenere i mercati obbligazionari europei per i prossimi due o tre anni.

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