M&G, svolta green per i portafogli

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di Francesca Vercesi 17 Febbraio 2021 | 10:21
Impact Investing, infrastrutture e intelligenza. In un incontro con la stampa la casa di gestione illustra gli scenari di lungo termine per i mercati nel dopo-pandemia

Investimenti a impatto, infrastrutture e intelligenza artificiale: questi i temi al centro del dibattito nella prima edizione virtuale dell’Equity Thematic Forum di M&G Investments, dedicato alle potenzialità di tre temi d’investimento in grado di costituire possibili fonti di extra-rendimento e permettere agli investitori di beneficiare di trend di lungo periodo, in un contesto di mercato dove pesano ancora molto il fattore pandemia e le relative incertezze. M&G non ha un unico team azionario ma più gestori che lavorano su specificità.

Protagonisti dell’evento tre gestori azionari di M&G specializzati ognuno su un diverso tema, a rappresentare la profondità delle competenze di gestione della società: John William Olsen, gestore del fondo M&G (Lux) Positive Impact, con 20 anni di esperienza nel campo della sostenibilità per cogliere le opportunità legate agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Onu; Alex Araujo, gestore del fondo M&G (Lux) Global Listed Infrastructure, strategia che si concentra sul segmento delle infrastrutture quotate tradizionali, ma anche sociali ed evolutive (come la comunicazione e i pagamenti online). Infine, Gautam Samarth, gestore del fondo M&G (Lux) Global Maxima, che combina intelligenza artificiale e machine learning con il lavoro umano dei gestori, sempre fondamentale, per selezionare i titoli azionari più promettenti.

A inaugurare la discussione è stato John William Olsen, che ha sottolineato come la pandemia abbia di certo posto delle sfide anche sul fronte dell’impatto positivo, ma «le aziende che hanno saputo elaborare in modo tempestivo dei piani di contrasto ai costi sociali del Covid 19 sono anche state quelle in grado di riprendersi prima. Il Coronavirus ha infatti comportato un aggravamento di questioni sociali quali la povertà o l’occupazione femminile e noi stessi abbiamo voluto aumentare la spinta verso investimenti che potessero aiutare a risolverle». Su uno dei punti più spinosi del dibattito relativo alla sostenibilità, ovvero se si tratti o meno di una bolla, Olsen è convinto del fatto che «non si può parlare di bolla, sebbene i titoli connessi all’ambiente in particolare abbiano corso e sovraperformato, ma crediamo si tratti di una crescita basata sull’attuale svolta green che osserviamo nelle politiche annunciate da diversi Stati, le quali porteranno i flussi di capitali nei prossimi decenni verso quelle aziende esposte a tali trend».

Anche Alex Araujo ha sottolineato quanto questa “svolta green” rappresenti una delle prospettive principali da cui guardare agli investimenti negli anni a venire, comprese le infrastrutture quotate: «sono iniziative politiche con un potere trasformazionale senza precedenti e vedono uniti l’Unione europea, gli Usa e la Cina; ci aspettiamo che ciò possa portare vantaggi soprattutto a quelle aziende che stanno intraprendendo seri percorsi di transizione. Ulteriori temi connessi alle infrastrutture quotate in cui crediamo molto sono la connettività universale, che ha beneficiato di una crescita visti i limiti imposti dalla pandemia, e l’ambito dei cambiamenti sociali e demografici, che abbiamo voluto aggiungere alle opportunità multitematiche della strategia perché è innegabile che sia questa la sfida più grande che abbiamo di fronte», ha detto il gestore.

Tra i settori impattati dalla pandemia rientra anche quello delle strategie quantitative, come ha illustrato Gautam Samarth: «gli investimenti quantitativi più classici si basano spesso su uno stile di investimento value, e infatti lo scorso anno le aziende più colpite rientravano sotto questo profilo. Ma la nostra strategia ha resistito perché si differenzia dalle altre: il nostro approccio non è puramente quantitativo. I modelli funzionano finché il contesto rimane lo stesso, ma a fronte di un cambiamento epocale come quello che stiamo vivendo, è indispensabile l’apporto umano. Usando la macchina per la capacità che ha di analizzare miliardi e miliardi di dati. Inoltre i nostri sistemi basati sul “machine learning” sono riusciti ad adattarsi ai diversi regimi di mercato. È così che siamo stati in grado di reagire ed esporci al growth nel 2020 e più di recente di riposizionarci in modo maggiormente bilanciato, anche su titoli value, senza che il sistema si facesse distrarre dalle tante notizie legate all’economia e alla finanza che hanno un raggio d’azione a breve termine, ma sapendo incorporare indirettamente alcune iniziative di ampia portata con effetti sui fondamentali come i progetti politici a lungo termine».

In conclusione, lato opportunità d’investimento, Olsen vede grandi potenzialità nelle esposizioni azionarie all’area del lavoro, dell’istruzione e del sociale, che sono state colpite dal Covid-19 ma presentano un alto valore non realizzato. «A titolo di esempio possiamo citare in questo senso i casi virtuosi di Bright Horizons, che opera nel campo dell’assistenza ai bambini per conto di aziende terze, oppure Safaricom, leader in Kenya nelle telecomunicazioni e nei sistemi di pagamento elettronici, che sta giocando un ruolo essenziale per sostenere le comunità locali, rendendo disponibili durante il lockdown i propri servizi», commenta il gestore. Sul fronte delle infrastrutture, Araujo menziona un titolo italiano, A2A: «si tratta di un caso esemplare di azienda che sta riuscendo a mettere in atto una vera transizione verso le rinnovabili e l’idrogeno, tra i settori più promettenti in questo momento». I tre fondi, da inizio anno, hanno tutti una performance positiva a doppia cifra.

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