Pictet AM, record in Italia nonostante la pandemia

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di Redazione 5 Marzo 2021 | 14:27
Il 2020 è stato il miglior anno di sempre nel nostro Paese per la casa di gestione. Parla il country head Paolo Paschetta

Paolo Paschetta  (nella foto), country head Italia di Pictet Asset Management racconta a Bluerating.com i risultati raggiunti in Italia, nel 2020, il migliore della sua storia nonostante la tragica pandemia del Covid-19

Possiamo riassumere come è andato il 2020 per Pictet AM in Italia?

Il 2020 è stato un anno straordinario per Pictet AM in Italia, il migliore nella sua storia più che ventennale, sia in termini di flussi dagli investitori che di risultati della gamma. I dati dell’anno appena concluso evidenziano il trend positivo per quanto riguarda le masse, 38,7 miliardi, in crescita del +30% rispetto a fine 2019, e per quanto riguarda i flussi netti positivi di +4,62 miliardi, posizionandosi così ai vertici delle case di gestione estere per raccolta. Proprio in questo segmento Pictet AM spicca per la diversificazione delle proprie asset class (azionari e obbligazionari). In aggiunta a questi eccellenti risultati è fondamentale ricordare come il 2020 abbia sugellato il successo di Pictet AM come prima casa di gestione non captive in Italia per AUM su fondi ESG, con circa 7 miliardi di masse e 1,7 miliardi di raccolta in un anno.

 

Grazie a quali fattori siete riusciti a ottenere i risultati dello scorso anno? 

Sicuramente un primo fattore di successo è stata la combinazione di soluzioni prudenti, come il nostro fondo multi-asset Pictet-MAGO, e di strategie azionarie tematiche, mix che si è dimostrato estremamente efficace nel limitare gli effetti della forte volatilità di mercato durante il primo lockdown di marzo scorso e nell’approfittare del successivo poderoso rimbalzo dei mercati azionari. Un altro fattore è stata la velocità con cui ci siamo saputi adattare ai nuovi canali di comunicazione digitale: la prima conferenza in remoto è stata organizzata solamente sei giorni dopo il primo caso di Covid in Italia. Da allora, con frequenza settimanale abbiamo tenuto sempre aggiornati i consulenti sull’evoluzione del contesto economico e dei mercati. Di fatto, abbiamo affrontato quel periodo complicato, non solo dal punto di vista umano, ma anche da quello professionale, al fianco dei consulenti. Abbiamo inoltre istituito delle iniziative di stampo educational, tramite il nostro portale Pictet per Te e grazie a Focus Pictet, un ciclo di video disponibili sui nostri profili social, sul nostro canale YouTube e sul sito Pictet per Te. Un altro fattore da considerare è che la nostra offerta si basa su una gamma di prodotti chiari e ben definiti, con un approccio di gestione comprensibile dagli investitori. Ad esempio, i fondi azionari tematici cavalcano temi di cambiamento epocale che sono sotto gli occhi di tutti. Infine, occorre sottolineare come i 12 fondi catalogati come ESG abbiano tutti le caratteristiche o di impatto positivo o di best in class previsti dalla nuova Direttiva SFDR, il che ci rende particolarmente credibili sugli investimenti responsabili.

Possiamo fare qualche previsione per il 2021? 

Negli ultimi 12 mesi abbiamo assistito ad una forte convergenza su alcune iniziative dei governi di tutto il mondo. Oltre ad aver dovuto adottare misure di contenimento dei contagi per fronteggiare l’emergenza sanitaria e sostenere le economie domestiche tramite pacchetti fiscali di stimolo, i governi dei vari Paesi al mondo si sono allineati in modo molto netto su una tematica: incrementare gli sforzi per la tutela dell’ambiente. In tal senso, sarà molto importante quest’anno assistere alla riunione di Glasgow tra i Paesi aderenti all’Accordo di Parigi, la prima dopo la firma dell’Accordo stesso. Sembrerebbe che il mondo abbia finalmente accolto la sfida ambientale. E in questo impegno collettivo l’Italia con il nuovo governo Draghi non sembra intenzionata a restare nelle retrovie.

Ci sono categorie di prodotti su cui punterete di più nel 2021?

Negli ultimi mesi abbiamo lanciato alcune nuove interessanti strategie di investimento. A gennaio abbiamo autorizzato il Pictet-Human, l’ultimo fondo nato all’interno della nostra gamma tematica, che conta oggi 15 diverse strategie e quasi $70 miliardi di masse in gestione. Il Pictet-Human investe in tutti quei servizi che permettono agli individui di trarre il massimo dalla propria vita, nella sfera professionale, familiare e sociale. Tra l’altro, Pictet-Human produce un impatto sociale positivo, anche investendo in ambiti quali l’istruzione e i servizi assistenziali. Stiamo pensando anche a nuove strategie focalizzate sui mercati emergenti. Le considerazioni alla base sono che i Paesi emergenti pesano per il 50% del PIL mondiale, ma rappresentano solamente il 12% degli indici azionari globali e il 4% di quelli obbligazionari. È indubbio che il peso di questi mercati all’interno dei portafogli internazionali è destinato ad aumentare significativamente nei prossimi anni.

Oggi c’è molta attenzione sui temi Esg, sui quali una società come la vostra è pioniera. Quali trend riscontrate e come vi muoverete su questo fronte? 

Essendo partiti tanti anni fa con gli investimenti dedicati alla tutela dell’ambiente, anche grazie alla lettura del mondo attraverso la lente dei Megatrend (penso per esempio alla strategia Pictet-Water lanciata nel 2000 quando tutti parlavano di titoli tecnologici in piena bolla dot-com), possiamo dire che la sostenibilità è ormai una parte imprescindibile di Pictet AM, fa parte del nostro DNA aziendale. Siamo stati anche tra i primi firmatari dei Principi per l’Investimento Responsabile dell’ONU nel 2007, siamo oggi considerati l’asset manager più credibile sugli investimenti ESG e responsabili dai private banker e dai consulenti finanziari top italiani. E non è un caso, basta citare un esempio: andando oltre alla pratica di settore, calcoliamo persino l’esposizione delle strategie agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, in modo tale che consulenti e investitori possano farsi un’idea precisa di come contribuiscono al raggiungimento di tali obiettivi tramite i loro investimenti. In linea generale seguiamo un approccio olistico: non ci limitiamo a integrare i fattori ESG all’interno dei nostri processi di investimento e di gestione del rischio, ma collaboriamo attivamente con gli emittenti su delicate questioni legate ad ambiente, società e governance (“engagement”) ed esercitiamo attivamente il diritto di voto per le partecipazioni che deteniamo (“proxy voting”), dando informativa in modo trasparente agli investitori su tali attività. Per esempio, nel 2020 abbiamo collaborato con le aziende su cui investiamo su quasi 300 iniziative e votato in circa 5.000 delibere su cui avevamo diritto di voto (1.500 in più rispetto all’anno precedente). Infine, siamo molto selettivi nel qualificare una strategia come sostenibile o responsabile (anticipando di fatto la nuova normativa SFDR): deve avere un impatto positivo misurabile su ambiente o società, oppure deve selezionare solo le aziende con i migliori punteggi ESG (secondo l’approccio best in class). Oggi, quindi, più che aumentare la quantità di strategie responsabili, abbiamo l’obiettivo di individuare in anticipo nuovi settori e tecnologie in grado di produrre un impatto positivo su ambiente e società, cercando di contribuire al benessere del pianeta e dei suoi abitanti con i nostri investimenti.

 

 

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