Truffe, occhia alle polizze online

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di Antonio Potenza 12 Aprile 2021 | 14:00

Internet è sempre più un veicolo per nuove stipule assicurative, ma bisogna fare maggiore attenzione. Il web è parallelamente anche una facile trappola.

Per evitare brutte sorprese, primo consiglio utile? Diffidare di siti internet dal dominio ambiguo, con un’interfaccia scarna e con la pretesa di ricevere documenti tramite messaggistica istantanea, o ancor più con la possibilità di inviare denaro in modi poco sicuri o per niente tracciabili.

A questo scopo, risulta essenziale consultare il sito dell’IVASS (Istituto Vigilanza per le polizze Assicurative) che mette a disposizione un elenco di società e intermediari sicuri, ovvero regolarmente autorizzati.

L’istituto ha reso noto che i siti fraudolenti sono in aumento. Solo nel 2020 sono stati 241, segnando un incremento del 43,5% rispetto all’anno precedente. I portali si sono decuplicati a vista d’occhio, passando da 50 nel 2017 a 103 nel 2018 fino a 168 nel 2019.

Insomma, bisogna fare attenzione. E l’IVASS, scrive Italia Oggi, mette a disposizione dei consigli utili per individuare eventuali impostori.

Oltre ai consigli precedenti, è bene appuntarne altri che in questi casi non sono mai abbastanza. Diffidare prima di tutto di siti che fanno uso di una email fornita da un provider gratutito visto che solitamente un’azienda di medie-grandi dimensioni usa un dominio di proprietà. Evitare i siti con poca cura stilistica e contenutistica: importante rintracciare le sezioni dedicate alla privacy e alle condizioni di utilizzo. Scacciare come moscerini i siti che chiedono nella pagina principale i dati di contatto dell’utente.
Ivass consiglia ancora di controllare, prima del pagamento del premio, che i contratti siano riferibili a imprese e intermediari regolarmente autorizzati, consultando per l’appunto il sito dell’istituto. Se le informazioni pubblicate da tali siti corrispondono da quelle pubbliche fornite da Ivass c’è da stare tranquilli.

Infine, è bene ricordare che per gli intermediari dello Spazio Economico Europeo (See) abilitati a operare in Italia, il sito Internet deve riportare (oltre ai dati identificativi) il numero di iscrizione nel registro dello stato membro di origine, l’indirizzo di posta elettronica, l’indicazione dell’eventuale sede secondaria e la dichiarazione di abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia.

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