La mia opera Omnia

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di Redazione 6 Giugno 2008 | 11:00
La quotazione dei fondi comuni non è la soluzione alla crisi del risparmio gestito. Non determina una riduzione dei costi per il cliente finale e non innalza, necessariamente, la qualità dei prodotti. Così Matteo Colafrancesco (nella foto), a.d. di Banca Fideuram, boccia la proposta della Consob. E annuncia il lancio del contratto Omnia.

Un contratto unico nel quale attuare più linee di gestione consentendo un mix di strategie.

La Consob ha proposto di quotare i fondi comuni. Qual è il suo parere?

Non sono convinto che la quotazione dei fondi possa rappresentare una soluzione ai problemi del [a]risparmio gestito[/a]. Ritengo che i fondi non debbano essere considerati in un’ottica di trading, con l’ossessione del dato di performance quotidiano. Inoltre, saranno pochissimi i risparmiatori in grado di poter comprare in autonomia un qualsiasi prodotto. Se si considera che già oggi esistono più fondi che titoli azionari risulta difficile immaginare come un cliente, anche in possesso di una cultura finanziaria elevata, possa districarsi in un’offerta così ampia e complessa. Peraltro non è detto che la quotazione dei fondi comporti una riduzione di costi per il cliente, quanto meno con riferimento alle commissioni continuative di gestione. La riduzione di costo potrebbe eventualmente nascere da una spinta competitiva sul pricing dei diversi gestori qualora la piattaforma di negoziazione dovesse diventare il mercato principale dei fondi, cosa tutta da dimostrare, visto che nei paesi in cui questo sistema è attivo la percentuale dei fondi venduta attraverso questo canale è piuttosto modesta.

Ma i canali di distribuzione rimangono sotto osservazione. Come è possibile valorizzare oggi i pf?

Il mercato sta attraversando una fase di forte evoluzione, favorita da due fenomeni: da un lato la volatilità dei mercati, dall’altro i cambiamenti normativi, volti a garantire una maggiore tutela per il cliente, che comportano, a tendere, pressione sui margini. In questo contesto il ruolo del pf diventa essenziale per indirizzare il cliente verso una corretta comprensione del livello di rischio e metterlo in condizione di ottenere il massimo, attraverso una consulenza al di fuori dei conflitti di interesse. Ciò richiede: ai promotori, elevate competenze relazionali e professionali, e forti capacità di adattamento culturale; alle aziende, la capacità di coadiuvare i private banker con offerta, strumenti di supporto e formazione. Chi non saprà gestire il cambiamento in modo strutturato, sarà destinato a perdere quote di mercato, o a scomparire.


Fideuram quali iniziative ha intrapreso per gestire questo cambiamento?

Il recepimento della [a]MiFID[/a] ha rappresentato per Banca Fideuram e Sanpaolo Invest l’opportunità di ripercorrere con nuove modalità la strada della consulenza. Il posizionamento del gruppo nella consulenza è stata una scelta naturale. Operativamente abbiamo predisposto il contratto di consulenza e rivisto la documentazione per recepire quanto previsto dalla normativa. Abbiamo implementato i sistemi informativi e commerciali, già a disposizione delle reti del gruppo, per supportare i private banker nella gestione della relazione con il cliente.

L’industria è anche obbligata a innovare l’offerta. Quali sono le iniziative di Fideuram?

La nostra strategia si sviluppa lungo due direttrici. Da un lato lavoriamo sulla completezza della gamma di offerta. Questo obiettivo lo vogliamo perseguire: ampliando in modo selettivo il parco di prodotti di terzi, rafforzando gli accordi in essere e stipulandone di nuovi con primarie case di gestione, anche in esclusiva nel mondo delle reti (ad es. BIM Symphonia, Kairos); focalizzando l’attività della SGR Fideuram Investimenti su mercati e prodotti che rappresentano il nucleo dell’offerta del gruppo. Dall’altro lato abbiamo rivisitato le gestioni patrimoniali, con il lancio di Omnia, una novità nel campo delle gestioni individuali. Si tratta di un contratto unico, nel quale possono essere attivate più linee di gestione, consentendo di combinare diverse strategie. Il cliente vede così soddisfatte, tramite un unico contratto, diverse esigenze, con una soluzione personalizzata, ottenendo benefici in termini di semplificazione ed efficienza, e di ottimizzazione fiscale. Il tutto è possibile grazie agli investimenti significativi – realizzati e previsti – in risorse, tecnologia, comunicazione e formazione dei nostri private banker.

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