Consulenti, è il momento di essere green

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di Antonio Potenza 21 Aprile 2021 | 11:09

Il mondo della finanza vuole diventare green, benché ancora non lo sia del tutto.
Quanto meno è encomiabile lo sforzo, come dimostrano le iniziative volte a promuovere la formazione di consulenti e banker sui temi di finanza verde.
Inevitabilmente le nuove regole Sfdr, emanate lo scorso 10 marzo, avranno impatti diretti sul mondo dei prodotti finanziari, tanto vale farsi trovare pronti.

Come racconta un articolo di Focus Risparmio: “Il proliferare di strumenti con etichetta Esg, senza la presenza di una tassonomia precisa o di standard di definizione, poneva gli investitori di fronte al rischio di scegliere prodotti sostenibili più di nome che di fatto. Ossia, di incorrere nel cosiddetto greenwashing”, osserva Marco Deroma, presidente Efpa Italia.
Gli obblighi in essere delle autorità mirano ad arginare proprio questo fenomeno.

Più formazione Esg per consulenti e banker

Fra le prime iniziative dall’introduzione della Sfdr, Assoreti Formazione Studi e Ricerche (Afsr) ha lanciato una serie di webinar online validi per la certificazione Efpa Esg Advisor con l’obiettivo di sensibilizzare i consulenti sulle tematiche Esg.
Non è un’iniziativa nuova. Già Anasf, alla fine del 2020, aveva lanciato insieme ad Efpa e Sda Bocconi School of Management un corso in tema di finanza e investimenti sostenibili, che ha visto l’87% dei partecipanti superare l’esame di inizio anno.

Esistono altre alternative di formazione verde. Assoreti, insistendo sul binomio finanza verde-economia reale, propone un ritorno dei Piani Individuali di Risparmio nei portafogli-assicurativi dei risparmiatori. L’associazione spiega: “Ciò avviene dapprima con lo sblocco del mercato dei Pir tradizionali e, più recentemente, con l’introduzione dei Pir alternativi per poi passare all’intero panorama degli investimenti alternativi”.

Educare i risparmiatori

D’altro canto, però, i risparmiatori italiani conoscono poco il panorama degli investimenti sostenibili. Consob, in una sua indagine, mette in luce come almeno il 60% degli investitori clienti di consulenti finanziari, dichiari di non avere nessuna conoscenza green. Di contro, i consulenti che dichiarano in Italia di averne una conoscenza avanzata sono appena il 17%. Una distanza che evidenzia la scarsa diffusione dei prodotti con la targa Esg (environmental, social, governance), ma un elemento che fa anche riflettere sul ruolo del consulente che in questo senso, previa formazione ad hoc, potrebbe diventare l’anello di congiunzione tra investitore e investimenti, coadiuvando la diffusione di una cultura di investimento più sostenibile.

Per il presidente Efpa “il cliente deve essere consapevole delle caratteristiche e delle differenze tra gli strumenti e sta al consulente finanziario trovare il modo più adatto per spiegare le peculiarità del prodotto”.
Che poi conclude: “Il consulente deve essere un filtro efficace, in grado di redimere dubbi, non di crearne di ulteriori”.

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