Fondi pensione, il Covid-19 non intacca i rendimenti

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Massimiliano Carrà di Massimiliano Carrà 3 Maggio 2021 | 15:33

Anche i fondi pensione stanno risentendo della crisi innescata dal Covid-19, anche se i rendimenti non smentiscono. È questo il sunto dell’ultimo aggiornamento rilasciato dalla Covip, la Commissione di Vigilanza sui fondi pensione, che ha evidenziato che nel 2020 “la crescita è stata inferiore rispetto ai periodi precedenti all’emergere della crisi epidemiologica”.

Infatti, come evidenzia odiernamente La Repubblica, se da una parte a fine 2020 le posizioni in essere presso le forme pensionistiche complementari erano 9,3 milioni (in crescita del 2,6% rispetto a dicembre 2019), dall’altra il numero degli iscritti è risultato inferiore: 8,48 milioni. Considerando comunque che tra le nuove posizioni registrate i fondi aperti, ossia accessibili a tutti, sono quelli che hanno fatto segnare l’incremento maggiore  (+4,9% rispetto al 2019), arrivando a quota 1,62 milioni. Battendo, quindi, le performance dei fondi negoziabili e dai pip ‘nuovi’, che compongono la forma previdenziale offerta dalle compagnie assicurative, che – anche se notevolmente più numerosi – hanno fanno registrare degli incrementi di posizioni inferiori dei fondi aperti: rispettivamente del 3,2% e del 2,6%.

Inoltre, a fine dicembre è emerso che la cifra totale delle risorse destinate alle prestazioni è stata di 196 miliardi di euro, 11 miliardi in più rispetto al 2019. Anche se “i flussi contributivi nel 2020 hanno totalizzato 12,4 miliardi di euro (+3%), attenuando la propria crescita degli anni precedenti” (che era stata circa del 5% come ha evidenziato anche La Repubblica). Volendo comunque tirare le fila, il quotidiano di via Colombo precisa che sul fronte dei rendimenti il bilancio del 2020 è stato positivo al netto dei costi di gestione e di fiscalità. In quanto, anche se i pip di ramo III hanno chiuso in territorio negativo dello 0,2%, i fondi negoziabili e aperti hanno messo a segno una performance positiva del 3,1% e del 2,9%. Senza dimenticare che “da inizio 2011 a fine 2020 il rendimento medio annuo composto è stato al 3,6% per i fondi negoziabili, al 3,7% per quelli aperti, al 3,3% per i pip di ramo III e al 2,4% per quelli di ramo I”, ha dichiarato Commissione di Vigilanza sui fondi pensione

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