Fondi obbligazionari: un rosso dalle radici profonde

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di Salvatore Parmentola 20 Giugno 2008 | 11:45
Il mercato delle obbligazioni sta vivendo un periodo nero. Una politica favorevole a questo tipo di fondi al momento attuale sembra andare in direzione contraria rispetto alle intenzioni della BCE. Le conseguenze sui dati di raccolta sono facilmente prevedibili e purtroppo non si vede ancora la luce fuori dal tunnel.

Crescita M3 1999-2008 (Fonte: Bolletino BCE)
La Banca Centrale Europea sta fronteggiando uno dei momenti di maggiore difficoltà da quando nel 2001 ha preso le redini della politica monetaria della Ue.

Le pressioni inflazionistiche stanno ormai raggiungendo livelli di preoccupante entità.

  Secondo le valutazioni del 2001, infatti, le stime di crescita della base monetaria, per avere una inflazione vicina al 2%, era di circa il 6,5%.

A fronte di queste previsione la realtà dal 2006 ad oggi ha visto una crescita del cosiddetto M3 (che viene calcolato come l’insieme delle banconote e monete in circolazione e dei depositi a vista, i depositi con durata prestabilita fino a due anni e i depositi rimborsabili con preavviso fino a tre mesi,i pronti contro termine le quote e le partecipazioni in fondi comuni monetari e i titoli di debito) che non è mai scesa sotto la doppia cifra. (vedi grafico a fianco)


Jean Claude Trichet,
quindi, ha annunciato come era stato previsto, e da alcuni temuto, che in luglio è molto probabile che i tassi verranno aumentati dello 0.25%.

Per gli strumenti del risparmio gestito, quest’ultima decisione ha rappresentato un vero e proprio terremoto. Secondo i dati Assogestioni il mercato obbligazionario ha subito in maggio  un deflusso di capitali di circa 4,7 miliardi, ma è interessante notare come più di un terzo di questa perdita  sia avvenuta nel settore del governativo medio-lungo termine.

Raccolta fondi obbligazionari in maggio (Fonte: Assogestioni)

Facendo riferimento ad un’ analisi dell’ufficio studi di Bluerating, infatti, prendendo in considerazione gli indicatori di rischio e rendimento di alcuni fondi si è riscontrato che una variazione positiva dei tassi implichi ad aumento della duration e della convessità del fondo. L’investimento, dunque, risulta meno profittevole sul medio e lungo periodo.
 

In definitiva l’ambiente che si sta venendo a creare  molto probabilmente costringerà i gestori a cambiare strategie in maniera abbastanza veloce, starà alla bravura e all’elasticità di costoro operare senza distruggere valore.

 

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