Fondi Esg, il 70% degli investitori non sa di cosa si tratta

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di Antonio Potenza 10 Maggio 2021 | 12:28

Il futuro è firmato Esg. In Italia l’industria del risparmio gestito sta accelerando su questo tipo di investimenti. Tuttavia, il Bel Paese rimane indietro sulla media europea, anche se più in alto degli Stati Uniti. Gli States hanno risentito sotto questo punto di vista della guida negli ultimi di Donald Trump.
Tuttavia, secondo una ricerca di Prometeia, riportata poi da IlSole24Ore, il 70% di chi investe in ESG non sa di cosa si tratti. Tra coloro che in futuro vorrebbe un investimento green, c’è una piccola minoranza qualificata che chiede una maggiore attività degli intermediari nella selezione di prodotti sostenibili adeguati alle sue necessità.

Per la ricerca l’istituto Prometeia ha collaborato con Ipsos, coinvolgendo 27 asset manager che gestiscono in totale quasi 18mila miliardi. Ne è nato uno score che misura le società di gestione con un punteggio da zero a cento su quattro componenti: la quantità di asset ESG e gli sforzi della casa per far crescere una cultura nel campo; la taglia dei team specializzati; la filosofia e il processo di investimento; l’impegno per promuovere queste tematiche nella stagione delle assemblee.

I gestori della Germania svettano su tutti, in ben tre categorie su quattro. Seguono i francesi, gli olandesi e gli svizzeri. L‘Italia rimane, come detto, sotto la media tre volte su quattro. A fare compagnia, i gestori britannici. Gli americani si guadagnano praticamente l’ultimo posto.

“L’Italia” spiega Sebastiano Mazzoni Perelli, managing director a capo dell’area wealth & asset management di Prometeia, “negli ultimi quattro anni, la quota di fondi Esg destinati al retail è passata dal 2,4% al 7%”.
Che specifica: “parliamo di circa 300 prodotti, di cui 90 acquisiti nell’ultimo anno, per un totale di 41 miliardi di asset”.

La raccolta di fondi “green”, targati Esg, ha segnato 14 miliardi, mentre i prodotti tradizionali hanno avuto un bilancio in negativo in modo quasi speculare. I numeri parlano chiaro, raccontano l’evoluzione di una tendenza che sembra destinata a crescere. Tuttavia, proprio questa possibilità potrebbe essere poco concretizzabile se rapportata ad una dimensione caratterizzata da una scarsa informazione.

 

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